Titoli di credito: cosa sono e quali sono

I titoli di credito sono utilizzati nella vita di tutti i giorni per agevolare il trasferimento di ricchezza. Scopriamone insieme le caratteristiche e le funzioni.

I titoli di credito non sono altro che  dei documenti che asseganno al loro possessore il diritto a riscuotere una determinata somma di denaro o ad ottenere una determinata prestazione. Tecnicamente si suol dire che i titoli di credito "incorporano il diritto di ottenere una certa prestazione".

Il requisito richiesto per ottenere il denaro o la prestazione è il semplice possesso del titolo. Fanno parte di questa categoria le cambiali, gli assegni, le azioni, le obbligazioni emesse dalle Spa e i titoli di Stato.

Esistono tre tipologie di titoli di credito:

  • Titoli di credito al portatore: il titolo si trasferisce con la semplice consegna;
  • Titoli di credito all' ordine: il titolo si trasferisce con consegna o con girata;
  • Titoli di credito nominativi: il nome del possessore è scritto sul titolo stesso e nel registro dell' emittente.

Le caratteristiche dei titoli di credito

I titoli di credito sono strumenti piuttosto semplici da utilizzare e hanno tre caratteristiche distintive, individuate dalla disciplina:

  • l' astrattezza: il documento non riporta la causa che lo ha posto in essere;
  • la letteralitàil diritto incorporato discende unicamente da quanto risulta scritto sul titolo e non valgono altri accordi sul titolo stesso; 
  • l' autonomia: il diritto incorporato è completamente indipendente e separato dal credito che deriva dal rapporto sottostante. 

La funzione che motiva l' esistenza stessa dei titoli di credito è semplice. Essi permettono di trasferire in modo rapido la ricchezza tra i soggetti.

Assegni

(Gli assegni sono il titolo più utilizzato in assoluto)

I titoli di credito più utilizzati: la cambiale e l' assegno

Si tratta dei due titoli di credito maggiormente utilizzati e che appartengono più di altri alla vita quotidiana dei consumatori di ogni fascia di reddito e di età.

La cambiale è un titolo di credito così definito: "La cambiale è un titolo di credito all'ordine, formale e astratto, che attribuisce al legittimo possessore il diritto incondizionato di farsi pagare una somma determinata alla scadenza indicata sul titolo. È uno strumento che consente a chi si trovi privo di disponibilità liquide di rinviare un pagamento.

Il creditore può far circolare la cambiale ovvero detenerla, per poi presentarla all'incasso, una volta scaduto il termine. Essendo la cambiale un titolo esecutivo, se il debitore non paga tempestivamente, il possessore del titolo può iniziare direttamente l'esecuzione forzata sui beni del debitore".

L' enciclopedia Treccani riporta le origini di questo titolo in questi termini:

La nascita della cambiale è collegata al rapporto di cambio traiettizio in uso nel Medioevo nelle transazioni commerciali. La legge di cambio germanica del 24 novembre 1848 segnò l'inizio della moderna evoluzione della cambiale, giunta a perfezione con la convenzione di Ginevra del 7 giugno 1930 per l'unificazione del diritto cambiario.

La cambiale è nata, fondamentalmente, come mezzo di trasporto di capitali da un luogo all'altro, ma si è affermata come strumento di credito, che si piega alle esigenze più diverse, particolarmente attraverso l'istituto dello sconto. Mediante questo, il creditore che ha concesso al debitore una dilazione di pagamento, garantendosi della puntualità del pagamento con la forza di titolo esecutivo della cambiale, è posto in condizione di realizzare anticipatamente il proprio credito, e la banca scontante è garantita dall'obbligazione di regresso, assunta da chi presenta la cambiale allo sconto. La cambiale è considerata anche surrogato della moneta, in quanto mezzo di pagamento dilazionato.

Per quanto riguarda invece l' assegno, Banca d' Italia ci offre la definizione completa sul suo sito ufficiale, secondo cui: 

L'assegno bancario è un ordine di pagamento scritto con il quale il cliente chiede alla propria banca di versare una somma a un'altra persona (beneficiario).

Si può ottenere un libretto di assegni, che contiene di solito 10 o 20 assegni, dopo aver:

  • aperto un conto corrente presso una banca;
  • sottoscritto la "convenzione di assegno", in base alla quale il cliente può emettere assegni;
  • depositato presso la banca la propria firma che servirà, durante il rapporto, alla banca stessa per controllare l'autenticità della firma sugli assegni.

Il cliente deve assicurare la presenza di denaro sufficiente sul conto corrente al momento della riscossione dell'assegno da parte del beneficiario.

Il modulo di assegno ha una forma predefinita composta da due parti: "madre" ossia un talloncino unito al libretto sul quale sono annotati dati sul suo utilizzo; "figlia", che costituisce il vero e proprio assegno. È consigliabile registrare accuratamente i dati relativi al pagamento effettuato con l'assegno e custodire le "madri" per controllare gli estratti conto. 

Nunzia Grasso
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