Siglato un nuovo accordo anti evasione in 51 paesi
Un nuovo e importantissimo accordo bancario è stato siglato da 51 paesi dell' Ocse, per combattere un tema molto attuale ai giorni nostri sull' evasione, garantendo nello specifico un maggiore scambio di informazioni sui conti correnti tra i diversi paesi aderenti all' accordo tra cui Germania, Italia e Francia. Unici grandi paesi che al momento hanno negato la loro adesione sono Svizzera e Usa.
Il nuovo accordo anti evasione entrerà in vigore dal prossimo 2017 tra 51 paesi dell' Ocse
Cinquantuno tra i paesi maggiori dell' Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ( Ocse), hanno deciso di dare una sola voce in un tema molto delicato come l' evasione, siglando un nuovo accordo per combattere uno dei fenomeni più alti al mondo. Il nuovo accordo anti evasione, prevede infatti di introdurre uno standard unico per lo scambio di informazioni sui contribuenti dei paesi aderenti, ed in particolare sui movimenti attuati dagli stessi sui propri conti correnti. L' accordo avrà inizio dal prossimo 2017, ma con effetto retroattivo, in quanto sarà possibile accedere anche ad informazioni sui movimenti di conti correnti aperti dalla fine del 2015. Molti i paesi aderenti al nuovo accordo contro l'evasione, tra cui la stessa Italia, seguita da Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna. Si prevedono inoltre anche nuove entrate da parte di altri paesi non aderenti ancora all' accordo, mentre al momento restano ancora esclusi due grandi Stati come la Svizzera e l' Usa.
Tabella: Paesi Ocse aderenti al nuovo accordo anti evasione
Paesi |
Nuovo accordo anti evasione |
| Italia e Germania | adesione confermata |
| Francia e Spagna |
adesione confermata |
| Gran Bretagna |
adesione confermata |
| Svizzera |
adesione rifiutata, ma verranno fornite comunque informazioni su richiesta |
| Usa |
adesione rifiutata, per diversi percorsi sul tema dell' evasione |
Italia parte attiva del nuovo accordo. Grandi esclusi al momento Svizzera e Usa
Per quanto attiene invece i commenti dei paesi aderenti all' iniziativa del nuovo accordo anti- evasione, è importante notare le principali motivazioni che hanno spinto verso l' adesione ( per l' Italia) e verso la non adesione ( per Svizzera e Usa). Per l' Italia, è il ministro Padoan a commentare il nuovo accordo come " un esempio di riforma strutturale internazionale, che porterà ad un notevole cambiamento nei rapporti internazionali, con un ulteriore strumento contro il fenomeno dell' evasione". Per la Svizzera e l' Usa, invece, è il segretario generale dell' Ocse Gurria a commentare le grandi esclusioni. Per la prima ad esempio, secondo lo stesso Gurria c'è ancora tempo per aderire in un secondo momento all' accordo, per uno Stato che comunque ha accettato di fornire informazioni fiscali su richiesta, mentre per la seconda l' accordo è in parte lontano solo per la presenza in America di un diverso percorso applicato contro il tema dell' evasione, che non esclude totalmente in futuro una adesione al nuovo accordo anti evasione. Negli Usa,infatti, esiste un forte problema sulla " tax inversion" che porta molte aziende del territorio Americano a fondersi con aziende straniere, solo per acquisire un diverso trattamento fiscale all' estero.
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