Anche i conti correnti cointestati sotto la lente del fisco

Anche i conti correnti cointestati potranno ora essere posti sotto la lente d'ingrandimento del fisco, per effetto di una recente sentenza della Corte di Cassazione la quale ha notevolmente ampliato i poteri ispettivi dell'Agenzie delle Entrate allargandoli agli stessi.

La lotta all'evasione fiscale continua ad essere al centro dell'azione di governo. Le dimensioni del fenomeno nel nostro Paese, con centinaia di miliardi di euro sottratti ogni anno alla tassazione, impongono il ricorso a strumenti sempre più raffinati, coi quali scovare i contribuenti infedeli che ormai da decenni costringono a mantenere alta la pressione fiscale a danno di chi invece non può sottrarre nulla, essendo tassato alla fonte. In pratica, in Italia, gli evasori fiscali costringono i contribuenti onesti a pagare anche per loro. Una vera e propria beffa cui si sta cercando affannosamente di porre riparo. 

Ora tocca ai conti correnti cointestati

Ora è il turno dei conti correnti cointestati di finire sotto la lente d'ingrandimento dell'Agenzia dell'Entrate. Per effetto della sentenza numero 9362 dell'8 maggio, la Corte di Cassazione ha infatti deciso di ampliare i poteri delle Autorità competenti, permettendo loro di procedere alla verifica della natura e dell'origine delle risorse economiche dei nostri connazionali.

Anche i conti correnti cointestati potranno essere ispezionati dal fisco

(Anche i conti correnti cointestati potranno essere ispezionati dal fisco)

Una scelta che va incontro alla necessità di ampliare al massimo le attività ispettive del fisco, dando vita ad un sistema dalle maglie sempre più strette, tali da rendere praticamente impossibile l'evasione e l'elusione di risorse finanziarie. 

La sentenza della Cassazione

La sentenza in oggetto, ha come obiettivo proprio quello di aiutare l'Agenzia delle Entrate a combattere l'evasione fiscale tramite la creazione di un sistema di controlli sempre più capillare. Il provvedimento, infatti, permette di ampliare notevolmente i poteri delle autorità fiscali, consentendo loro di accedere anche ai conti correnti cointestati, una soluzione che viene sempre più spesso adottata dai coniugi. Per effetto di questa decisione, vengono così sottoposti entrambi gli intestatari alle necessarie verifiche finanziarie. In pratica, viene chiesto ad ogni contribuente di dimostrare che le somme dichiarate dai conti correnti facciano parte a tutti gli effetti di quelle dichiarate nel reddito sottoposto a tassazione o, nel caso opposto, esonerate da eventuali imposte.

Un notevole ampliamento dei poteri dell'Agenzia delle Entrate

Va messo in rilievo come per mezzo di questa sentenza vengano ampliati di fatto gli ambiti nei quali l'Agenzia delle Entrate può manifestare i poteri di controllo ad essa affidati. Il Dpr 600/1973 (articolo 32), infatti, non poneva limitazioni all'attività d'indagine del fisco, purché essa fosse indirizzata ai fini dell'accertamento dell'evasione fiscale, verso i soli conti correnti bancari e postali e i libretti al deposito intestati esclusivamente al soggetto contribuente.  Un ulteriore passo verso la legalità fiscale che, però, è stata aspramente criticata da alcuni settori in quanto andrebbe a violare la privacy dei contribuenti. Un aspetto probabilmente considerato dalla Cassazione, ma messo in disparte di fronte alla necessità di assicurare la possibilità di ampliare al massimo i poteri delle autorità fiscali.

Dott. Dario Marchetti
Richiedi subito un PRESTITO personalizzato

Sei un lavoratore Dipendente o un Pensionato?
Realizza facilmente i tuoi desideri.
PRESTITO fino a 60.000€, 100% ONLINE

RICHIEDI
PREVENTIVO