Evasione fiscale, ora la lista Falciani diventa prova

Una recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione permetterà all'Agenzia delle Entrate di utilizzare la cosiddetta Lista Falciani, ovvero quella trafugata da un dipendente di Hsbc, nei processi giudiziari contro chi porta illegalmente i propri capitali nei paradisi fiscali.

La Corte di Cassazione ha deciso che la ormai famosa lista Falciani, ovvero l'elenco dei clienti di Hsbc trafugata da un dipendente infuriato nei confronti dell'istituto elvetico nel 2008 può essere ammessa come prova nei procedimenti fiscali contro i contribuenti italiani. Una pessima notizia per circa 7500 italiani, intestatari di conti correnti spesso molto rilevanti in Svizzera. Tra di essi top manager, professionisti, stilisti e anche qualche politico, come ad esempio Pippo Civati, intestatario di un conto da circa 7mila euro che era stato intestato al padre, deceduto da tempo.

La lista Falciani diventa prova

Se Civati ha potuto già dimostrare la sua estraneità alla vicenda, per molti altri invece le cose si mettono male. La Lista Falciani, in questo modo, potrà diventare il grimaldello con il quale colpire i contribuenti infedeli che hanno provveduto ad occultare i propri averi nei paradisi fiscali, sottraendoli così alla tassazione del nostro Paese. Il disposto della Corte di Cassazione rischia di essere un vero e proprio colpo da KO per chi ha il suo nome in quella lista.  

La Lista Falciani potrà essere usata come prova in tribunale

(La Lista Falciani potrà essere usata come prova in tribunale)

Ribaltata la sentenza della Commissione Tributaria di Milano

I nomi e le cifre della lista Falciani, infatti, erano sinora stati in pratica nascosti all'opinione pubblica, in base ad una sentenza della Commissione tributaria di Milano, in base alla quale essendo stata trafugata illegalmente non poteva essere utilizzata. A ribaltare la sentenza sono stati i due ricorsi elevati dall'Agenzia delle Entrate presso la Suprema Corte. Le sentenze della Sesta sezione civile, numero 8605 e 8606 della Cassazione, permetteranno quindi l'utilizzazione dei dati in quanto ciò non andrà a violare lo Statuto del contribuente, né i principi del giusto processo.

L'articolo 53 della Costituzione 

Secondo gli ermellini della Cassazione, l'utilizzazione della lista Falciani non entra in rotta di collisione con il diritto fondamentale alla riservatezza, ma risponde soprattutto all'esigenza di realizzare una decisa lotta ai paradisi fiscali illecitamente costituiti all'estero. A fondamento della loro tesi, i giudici portano l'articolo 53 della Costituzione, coi suoi richiami ai doveri inderogabili di solidarietà, in particolare quello di concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva. Motivo per il quale potranno essere usati nel contraddittorio con il contribuente, i dati bancari acquisiti da Falciani, ponendo in secondo piano l'eventuale reato commesso sottraendoli e la violazione del diritto alla riservatezza dei dati bancari (la quale peraltro non gode di tutela nei confronti del fisco).

L'ultima parola spetta al giudice

Sarà quindi il giudice di merito, in base alla sentenza redatta dalla Corte, valutare l'attendibilità dei dati contenuti all'interno della lista Falciani nel caso di contestazioni mosse dal Fisco nei confronti del contribuente, prendendo in considerazione anche le memorie difensive prodotte da questi. Ora si preannuncia quindi un lungo e, probabilmente, proficuo lavoro per l'Agenzia delle Entrate, considerato che la lista Falciani vede al suo interno circa 7500 nomi di nostri connazionali, titolari di risparmi pari nel loro complesso a 7,5 miliardi di dollari.

Dott. Dario Marchetti
Richiedi subito un PRESTITO personalizzato

Sei un lavoratore Dipendente o un Pensionato?
Realizza facilmente i tuoi desideri.
PRESTITO fino a 60.000€, 100% ONLINE

RICHIEDI
PREVENTIVO