Anche la giacenza media dei conti correnti nel mirino del fisco
Continua la lotta senza quartiere contro l'evasione fiscale. Coi conti pubblici ancora in precarie condizioni e una ripresa che tarda a manifestarsi, il governo ha deciso di puntare tutte le sue carte contro la sottrazione delle risorse al fisco da parte dei contribuenti infedeli. Lo ha fatto dando nuovi strumenti all'amministrazione fiscale, tra i quali la Superanagrafe dei conti correnti.
Anche la giacenza media dei conto correnti sotto analisi
La Superanagrafe dei conti correnti potrà ora disporre anche della giacenza media dei conti correnti, una novità prevista nella Legge Stabilità 2015, e diventata operativa proprio di recente grazie ad un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate il quale va a stabilire l'obbligo per gli istituti bancari, le Poste Italiane e gli altri intermediari di includere la giacenza media nei dati che debbono essere inviati entro e non oltre il 30 giugno.

(Anche la giacenza media sarà a disposizione della Superanagrafe)
Cos'è la giacenza media dei conti correnti e come calcolarla
La giacenza media dei conti correnti è l'importo medio dei crediti del cliente in un determinato periodo rapportato a un anno. Il suo calcolo è fondamentale, in quanto fa da base per il rilascio della DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica, quel documento che permette di accedere a diverse agevolazioni, tra le quali quelle che riguardano le prestazioni assistenziali e il sostegno al reddito.
Il suo calcolo avviene sommando le giacenze per ogni giorno dell'anno, quindi dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, e dividendo l'importo per 365. Ove si tratti di conti correnti cointestati, il saldo e la giacenza media debbono essere pari al 50% nel caso i titolari del rapporto siano due, scendendo a 33,3% se sono tre, e così via.
Nel caso la giacenza media risulti superiore al saldo (eventualità che può essere dovuta all'acquisto di beni mobiliari e immobiliari nell'anno precedente alla presentazione della domanda ), l'ISEE dovrà essere calcolato sul saldo.
Quali sono gli obiettivi
Si tratta con tutta evidenza di una mossa tesa a smascherare i furbetti che occultano la propria ricchezza familiare, al fine di godere di prestazioni sociali e sostegni al reddito per i quali non vantano i requisiti. Una categoria sempre molto presente nel nostro paese, con veri e propri casi limite come quello della signora di Vigodarziere (Padova) che chiedeva sussidio al comune di residenza pur avendo una pensione, 14 immobili affittati e una villa con piscina in cui viveva nel corso dell'anno. Un caso comunque tutt'altro che isolato in un Paese ove i veri poveri si vedono scavalcati nelle graduatorie da ricchi provvisti di notevole faccia tosta.
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