Conti correnti, arriva la stretta dell'Agenzia delle Entrate?

Nel quadro della lotta all'evasione fiscale, sempre troppo elevata nel nostro Paese, l'Agenzia delle Entrate potrebbe presto dare vita ad una attività ispettiva su tutti i conti correnti accesi negli istituti bancari della penisola, con evidenti rischi per la privacy dei cittadini.

L'Agenzia delle Entrate sembra sempre più determinata a perseguire l'evasione fiscale. Il fenomeno relativo alla sottrazione di sempre più ingenti risorse alla tassazione, continua a fare dell'Italia un vero e proprio caso a livello europeo e l'esecutivo non nasconde la sua intenzione di cercare di riportarlo a livelli se non fisiologici, almeno più vicini ai parametri che caratterizzano il resto del continente. Proprio in questo quadro va visto il varo del 730 precompilato, ideato come un ulteriore strumento in grado di combattere i contribuenti infedeli.

I conti correnti sotto la lente del fisco

Rossella Orlandi, direttrice dell'Agenzia delle Entrate, non nasconde però che una altro aspetto che sta per essere fatto oggetto dell'organismo da lei guidato è quello relativo ai conti correnti. In una recente intervista rilasciata a la Repubblica, spiegando la nuova strategia adottata in merito all'evasione fiscale, non ha mancato di sottolineare come proprio la richiesta di poter sottoporre alla lente di ingrandimento i conti intestati a soggetti che risultino a rischio evasione sia stata accolta.

I conti correnti potrebbero presto finire sotto la lente d'ingrandimento del fisco

(I conti correnti potrebbero presto finire sotto la lente d'ingrandimento del fisco)

Si tratta però soltanto di una prima mossa nell'ambito di una strategia più complessa, che prevede in particolare il controllo massivo di tutti i conti correnti accesi negli istituti bancari dislocati lungo la penisola.

Privacy a rischio?

Naturalmente una strategia di questo genere comporta grossi rischi dal punto di vista della privacy. La stessa Orlandi ha però inteso sottolineare che le attività di indagine non porterebbero alla diffusione di informazioni sensibili. La ratio di questa politica è abbastanza chiara: rinunciare a qualcosa sul fronte dei diritti, per cercare di mettere in campo politiche di contrasto all'evasione che permettano di produrre finalmente risultati concreti. Inoltre questa attività investigativa avrebbe una conseguenza non proprio secondaria: più controlli a monte e meno operazioni spettacolari

Cambia la prospettiva

Un mutamento, quello dell'Agenzia delle Entrate, che sembra prefigurare l'affinamento degli strumenti, con uno spostamento del baricentro dalla repressione pura e semplice alla collaborazione con i contribuenti, in particolare con quelli onesti, i quali dovrebbero trarre facilitazioni sotto forma di attività di affiancamento della stessa Agenzia nella denuncia dei propri guadagni. Il tutto, magari, abbinato a strumenti come i pagamenti digitali e la progressiva eliminazione del contante, che sono sempre più d'attualità anche nel nostro Paese e che dovrebbero aiutare non poco a ridurre elusione ed evasione fiscale.

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Dott. Dario Marchetti