Anche per i conti correnti arriva la portabilità: cosa cambia?

Anche per i conti correnti detenuti dai consumatori italiani è finalmente arrivata la portabilità, grazie al provvedimento recentemente approvato in Consiglio dei Ministri che va a recepire una direttiva europea per effetto della quale il trasferimento diventa del tutto gratuito.

Il decreto legge rilasciato dal Consiglio dei Ministri in tema di credito bancario, potrebbe rivelarsi estremamente importante per i consumatori italiani, da tempo alle prese con le pratiche di un sistema creditizio che sembra preferire politiche opache e spesso al limite del vero e proprio cartello alla libera concorrenza. Il provvedimento in questione, infatti, oltre ad affrontare il tema del riassetto delle banche popolari, dieci istituti con attivi che arrivano a svariati miliardi, ha portato all'approvazione di una norma per effetto della quale il conto corrente non solo viene reso portabile da un istituto all'altro, ma vede anche diventare del tutto gratuita la sua eventuale chiusura. E' stato lo stesso ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, al termine del Consiglio dei Ministri, ad affermare che il recepimento della norma europea sulla portabilità dei conti correnti va a favore dei consumatori, come del resto confermato dalla reazione positiva arrivata almeno per una volta dal fronte degli utenti, da parte delle associazioni che ne tutelano gli interessi.
Per effetto della decisione assunta dal governo Renzi, quindi, portare il proprio conto corrente in un altro istituto non solo sarà a costo zero, ma dovrà avvenire anche in tempi rapidi, ovvero in un arco temporale che non superi i quindici giorni. Le banche non potranno a loro volta sfuggire all'obbligo in questione, pena il risarcimento di quanto dovuto al cliente danneggiato. 

Anche in Italia arriva la portabilità del conto corrente

(Anche in Italia arriva la portabilità del conto corrente)

Si tratta di un provvedimento il cui significato può essere spiegato da un apparente controsenso emerso nel corso di una indagine condotta recentemente sul grado di fedeltà dei consumatori del nostro Paese. Una ricerca estremamente interessante, dalla quale è emerso come i consumatori italiani rivelino una forte attitudine alla mobilità, con cambi di gestore molto pronunciati in settori come la telefonia mobile o le utenze domestiche per l'energia. In pratica, in questi settori gli utenti si informano continuamente e sono propensi a cambiare non appena si convincano di trovarsi di fronte a proposte più favorevoli. Un comportamento che invece non ha mai preso piede per quanto concerne i prodotti finanziari, in particolare i conti correnti. Basti pensare che nel corso del 2013, ultimo anno analizzato, appena l'8% degli italiani ha deciso di portare il proprio conto corrente in un altro istituto bancario. Una percentale resa così ridotta in particolare dalle difficoltà burocratiche spesso frapposte dalle stesse banche, tali da sconsigliare alla fine il mutamento desiderato. Un comportamento dilatorio, quello delle banche messo in atto anche con una politica informativa spesso latitante, nella quale l'informazione del cliente è vista come qualcosa di assolutamente sconsigliabile e che va infine a contrastare coi principi della libera concorrenza.
Proprio alla luce di tutto ciò, va quindi salutato con favore il provvedimento approvato in CdM, che potrebbe finalmente portare un minimo di concorrenza nel settore con riflessi positivi proprio per i consumatori. Basti pensare al proposito che, in base ad un calcolo fatto da Adusbef e Federconsumatori, il costo medio di gestione di un conto corrente in uno dei tanti istituti bancari disseminati lungo la penisola, ammonta alla bella cifra di 321 euro, a fronte di una media europea di 114. Un dato che riesce a rendere l'idea di come anche nel settore dei conti correnti ci sia ancora molto da fare per arrivare ad una effettiva tutela dei consumatori, di fronte a un sistema creditizio che sembra allergico al libero mercato.

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Dott. Dario Marchetti
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