Le banche allentano le condizioni per i prestiti

Si starebbero allentando i criteri riguardanti la erogazione del credito alle famiglie e alle imprese da parte degli istituti bancari del nostro paese, almeno stando a quanto riferito in una recente analisi elaborata da Bankitalia e relativa al quarto trimestre del 2014.

Sembra in via di progressivo allentamento la stretta creditizia operata dalle banche italiane nei confronti di famiglie e aziende. A testimoniare i lievi miglioramenti fatti registrare dagli istituti bancari del Belpaese è Bankitalia, rilevando nel corso del quarto trimestre dell'anno appena concluso criteri meno rigidi nell'erogazione di denaro ai propri clienti. Il rapporto elaborato da Via Nazionale in relazione ai criteri adottati dalle banche italiane per aprire i cordoni delle loro borse all'economia reale, mette infatti in evidenza come essi abbiano fatto registrare un moderato allentamento, beneficiando soprattutto del "miglioramento della posizione di liquidità degli intermediari e della maggiore pressione concorrenziale da parte di altre banche". 
Lo stesso rapporto, afferma poi che il miglioramento delle politiche creditizie si sarebbe tradotto soprattutto in una riduzione dei margini relativi al costo medio dei prestiti. Una tendenza che dovrebbe peraltro proseguire anche nel primo trimestre del 2015, almeno stando alle previsioni degli analisti. Una notizia che sembra prefigurare un notevole allentamento di quel credit crunch che ha avuto un impatto fortissimo sui consumi e spinto alla chiusura una piccola o media azienda su cinque, a causa della pratica impossibilità di trovare ascolto presso un sistema creditizio troppo rivolto su sé stesso. 

Si starebbero allentando i criteri per la concessione del credito in Italia

(Si starebbero allentando i criteri per la concessione del credito in Italia)

Va peraltro ricordato che in base ai dati della Banca Centrale Europea, l'Italia, a differenza di Germania, Francia e Spagna, ha visto ridursi anche nel 2014 il sostegno degli istituti bancari alle imprese. Con l'eccezione, appunto, del quarto trimestre, rilevata appunto dallo studio di Palazzo Koch. Una stretta creditizia che ha avuto peraltro il demerito di consegnare un largo numero di soggetti all'usura, come rilevato da un recente report della Cgia e che contrasta con la politica che pure avrebbe dovuto ispirare le aste di liquidità Tltro lanciate negli ultimi mesi dell'anno da Mario Draghi, proprio per cercare di dare respiro all'economia reale. Un proposito tradito in particolare dagli istituti bancari del nostro Paese, che dopo aver ricevuto i prestiti a tasso agevolato dell'istituto di Francoforte, hanno poi usato il denaro ricevuto per acquistare titoli di stato. 
Un evento che mostra al di là delle affermazioni spesso propagandistiche rilasciate dall'Associazione Bancaria Italiana come famiglie e imprese continuino a trovare grandi difficoltà a reperire le risorse di cui necessitano da parte di un sistema creditizio teso alla semplice conservazione. Atteggiamento che si spera possa mutare nel corso del 2015, quando le misure messe in campo dalla Banca Centrale Europea, l'ormai celebre bazooka prefigurato da Mario Draghi con il piano da sessanta miliardi di euro al mese, potrebbe finalmente convincere le banche italiane ad allargare realmente il rubinetto, riversando sul mercato le risorse che potrebbero dare un impulso alla crescita. Una crescita che sembra del resto l'unica possibilità di uscire dalle secche di una crisi infinita. 

Dott. Dario Marchetti
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