A settembre cala il credito nonostante le aste BCE
La situazione del credito nel nostro paese continua ad essere caratterizzata da una vera e propria stretta nell'erogazione di prestiti, i quali si rivelano peraltro di scarsa qualità. Una situazione che sembra peraltro contraddire le intenzioni espresse dalla BCE nella prima asta condizionata, ovvero la Titro, finalizzata appunto ad incrementare i prestiti verso il settore produttivo. Un'asta che non ha visto un grande affollamento, a conferma della scarsa voglia del sistema bancario di svolgere una sia pur minima funzione di volano per la ripresa economica, come invece vorrebbe Mario Draghi. Il caso italiano è abbastanza emblematico in tal senso, con le ormai risapute strozzature del credito verso famiglie e imprese che sono ormai una costante e come tale denunciate dalle associazioni dei consumatori e da quelle che raggruppano le imprese. Senza però che si riesca a venire a capo di una situazione molto preoccupante. E' la stessa Bankitalia a fornire i dati che mettono in evidenza il credit crunch ancora in atto nel nostro paese.

(Ancora difficoltà nell'erogazione del credito in Italia, come attesta Bankitalia)
I dati forniti dall'istituto di vigilanza e relativi al mese di settembre sono abbastanza impietosi. I prestiti al settore privato, corretti in modo da tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e di conseguenza cancellati dai bilanci bancari, hanno fatto registrare una diminuzione su base annua del 2,3 per cento, in lieve calo rispetto al -2,5 per cento censito ad agosto. Va meglio ai prestiti riservati alle famiglie, scesi solo dello 0,6 per cento nel corso degli ultimi dodici mesi, contro lo 0,7 di decremento che aveva caratterizzato il mese precedente. Mentre va addirittura peggio per quanto riguarda i prestiti alle società non finanziarie, diminuiti su base annua, del 3,3 per cento, contro il -3,8 per cento segnato ad agosto. Insomma, l'unica parziale consolazione è relativa alla frenata della contrazione, per chi proprio si ostina a voler vedere il bicchiere mezzo pieno.
Per quanto riguarda invece le sofferenze, il tasso di crescita nel corso dell'anno, ha fatto segnare il 19,7%, in lieve discesa rispetto al rotondo 20% fatto segnare ad agosto, dato che non tiene conto delle cartolarizzazioni, ma che include le discontinuità statistiche.
La raccolta ha a sua volta fatto segnare una crescita dei depositi bancari nell'ordine del 3,6% sui dodici mesi, a fronte del 3.1 registrato nel mese precedente., mentre quella obbligazionaria, che include le obbligazioni detenute dal sistema bancario, ha fatto registrare una contrazione pari al 14,2 per cento, contro il -14,1 per cento di agosto.
Infine i tassi di interesse, che comprendono le spese accessorie, sui mutui erogati ai nuclei familiari per l'acquisto di abitazioni, hanno fatto registrare un livello del 3,27%, contro il 3,38 di agosto. Quelli relativi al credito al consumo hanno invece toccato quota 9,24 per cento, a fronte del 9,34% del mese precedente. I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie con un importo sino a un milione di euro si sono attestati a loro volta al 3,60% contro il 3,97 del mese precedente, mentre quelli sui nuovi prestiti con un valore superiore al milione di euro hanno toccato il 2,43% nei confronti del 2,20 registrato ad agosto. Infine i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere, i quali sono stati pari allo 0,79%, contro lo 0,81 del mese precedente.
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