La stretta creditizia si avverte più in Sardegna che nel resto d'Italia

La stretta creditizia in atto in Italia, si avverte più in Sardegna che nel resto del Paese, come si può agevolmente dedurre dall'ultimo bollettino mensile della Banca d'Italia relativo all'economia della regione, che conferma la difficoltà di imprese e famiglie isolane.

Se la dinamica dei prestiti ha soltanto di recente fatto segnare l'arresto della caduta in atto da ben trenta mesi, c'è una regione italiana che risulta particolarmente penalizzata su questo fronte: la Sardegna. La scarsa domanda da parte di famiglie e imprese si salda infatti nell'isola ad eccesso di prudenza da parte delle banche e degli istituti di credito, spingendo ad una continua riduzione dei prestitimessa del resto in evidenza anche dall'ultimo bollettino di Banca d'Italia relativo all'economia della regione. In base al report di Via Nazionale, infatti, nel corso dell'ultimo anno il credito al settore produttivo sarebbe diminuito soprattutto nel settore delle costruzioni e in quello dei servizi, mentre la flessione dei finanziamenti alle famiglieha continuato a riguardare sia il credito al consumo, che i mutui destinati all'acquisto delle abitazioni.

La Sardegna è particolarmente penalizzata sul fronte creditizio

(La Sardegna è particolarmente penalizzata sul fronte creditizio)

Andando a vedere nel dettaglio, i prestiti bancari concessi alla clientela che risiede nella regione continuano a flettere anche in maniera pesante. Nel mese di giugno, infatti: la caduta complessiva nel corso dei dodici mesi si è attestata al 2,9%, un dato che mostra comunque una tendenza ad attenuarsi rispetto a dicembre del 2013, quando si era verificata una riduzione del 3,5 per cento, in linea con il dato nazionale. Una flessione tale da continuare a riguardare sia i prestiti alle imprese, pari al 2,7 per cento, che quelli alle famiglie, al 2,1 per cento. Va però rilevato che se si confronta il dato sardo con quello relativo alle altre aree del Paese, la riduzione appare ancora più marcata, un 2,1% che sovrasta in maniera abbastanza netta la contrazione dell'1,8% fatta registrare a livello nazionale.
Per quanto riguarda il tasso di crescita del credito erogato alle famiglie da parte di banche e società finanziarie, anch'esso non sfugge ad un segno meno che è costante per i dati isolani. E' infatti risultato negativo del 2,5%, sempre a giugno del 2014, con un appena impercettibile miglioramento rispetto a quanto verificatosi alla fine del 2013, quando era negativo per il 2,6%.
Anche il credito al consumo sembra obbedire al principio del quieta non movere, visto che riduzione passa dal 4,4 al 4,2%, mentre i mutui si riducono dall'1,8 all'1,6% che avevano toccato alla fine dell'anno passato.
Anche per le imprese il quadro è caratterizzato da una spiccata debolezza della domanda di credito. L'indagine congiunturale condotta da Bankitalia tra settembre e ottobre, ha visto aumentare la quota di chi non ha bisogno di prestiti bancari nella prima parte del 2014 al 21,3%, contro il 13,5 fatto registrare nello stesso periodo dell'anno precedente. Mentre diminuisce la quota di chi vede peggiorare le proprie condizioni di indebitamento, al 22% contro il 35 della precedente rilevazione. 
Un quadro che conferma in sostanza la condizione di estrema difficoltà attraversata dall'economia isolana, una delle più colpite in assoluto dalla crisi in atto ormai dal 2007, con molte realtà produttive in bilico e la mancanza di risposte adeguate a livello istituzionale.  

Dott. Dario Marchetti
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