In Sardegna piccole imprese e artigiani penalizzati nell'accesso al credito
Il costo dei mutui non è lo stesso lungo il territorio nazionale. Lo sanno bene le imprese sarde, che trovano conforto alla loro esperienza grazie al dossier Tendenze del credito alle imprese artigiane, recentemente stilato a cura dell'Ufficio Studi di Confartigianato, grazie alla base fornita dai dati di Artigiancassa e Bankitalia, secondo il quale il tasso medio dei prestiti nell'isola si attesterebbe alll'8%. Un dato che è inferiore solo a quello della Calabria e che fa comprendere come sia complicato fare impresa in questa parte della penisola.
Altro dato che andrebbe messo in rilievo in questa analisi, è quello riguardante il fatto che soltanto il 7,4% degli oltre dodici miliardi di credito che sono stati erogati alle imprese sarde, ovvero poco più di novecento milioni di euro, sono andati a vantaggio degli artigiani, che pure rappresentano un quarto delle aziende isolane, raggiungendo la ragguardevole cifra di 37mila.
Il dossier ha effettuato una comparazione tra i dati dei dodici mesi intercorsi tra settembre 2013 e settembre 2014, periodo nel quale il credito elargito alle piccole e medie imprese della Sardegna ha visto un calo pari al 2,7%, in pratica 25 milioni in meno, in un momento che pure, secondo l'Associazione Bancaria Italiana dovrebbe aver visto una riapertura dei rubinetti creditizi verso l'economia reale.

(Le piccole imprese sarde, in particolare artigiane, sono penalizzate a livello creditizio)
Il dato che comunque preoccupa maggiormente Confartigianato è proprio quello relativo al costo del denaro, se si pensa che le imprese sarde sono costrette a pagare il 2,89% in più (185 punti base) rispetto alla media fatta registrare a livello nazionale. Nel corso dell'ultimo anno altri dieci punti base si sono aggiunti al dato fatto registrare nel 2013, dando vita di conseguenza ad un deficit competitivo di non poco conto rispetto a quelle del resto d'Italia. Basti pensare al riguardo che in Trentino Alto Adige il tasso medio si attesta al 6,15%.
Proprio il finanziamento alle imprese artigiane è però il vero punto dolente del dossier di Confartigianato, in quanto mentre le condizioni generali di accesso al credito da parte delle imprese sarde sono migliorate crescendo dello 0,9% rispetto alla media nazionale, sono invece nettamente peggiorate per quelle artigiane, considerate con tutta evidenza un rischio ancora troppo elevato dal sistema bancario. Il dato è poi addirittura drammatico per le imprese della Gallura, chiamate a loro volta a sopportare un aggravio del 4,43% per potere avere finanziamenti dalle banche rispetto alle concorrenti dell'Alto Adige. Una discrepanza troppo forte che sembra prefigurare una economia a due velocità, confermando la spaccatura del paese in due aree ben distinte.
Una situazione che ha quindi spinto i vertici di Confartigianato a rivolgersi con un appello al Consiglio Regionale invitandolo a farsi carico di una situazione molto complicata, in particolare adoperandosi per un intervento a sostegno dei Consorzi Fidi Artigiani, considerati uno strumento risolutivo in tal senso e tale da poter evitare la chiusura di molte imprese che necessitano di risorse finanziarie per poter vivere.
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