Microcredito in Sardegna: 5 milioni da Caritas e Regione

Caritas e Regione Sardegna si accordano per concedere finanziamenti agevolati alle famiglie in difficoltà.

La Sardegna sembra essere diventata la regione del microcredito. Attraverso questa nuova forma di finanzamento, sono molte le famiglie che riescono ad ottenere la liquidità necessaria per affrontare non solo i piccoli investimenti di tutti i giorni (come la ristrutturazione della casa o l'acquisto di ua nuova macchina), ma anche per riuscire ad affrontare le piccole spese di tutti i giorni, come le bollette o la spesa al supermercato.

Grazie al sistema del microcredito, è possibile aiutare quelle famiglie che generalmente verrebbero respinte dai canali tradizionali del credito per le ragioni più disparate: alcune di esse possono riguardare sia la completa mancanza di garanzie per la riscossione delle rate mensili, che una storia creditizia che ha messo il richiedente nella situazione di cattivo pagatore (un aspetto determinante per l'ottenimento di un finanziamento bancario).

Ed è proprio per sostenere le famiglie sarde nei propri bisogni primari, che la Regione e la Caritas hanno stipulato negli ultimi giorni una nuova intesa che prevede l'introduzione di nuove risorse nel settore: i due enti, infatti, hanno deciso di mettere a disposizione ben 5 milioni di euro pr l'erogazione dei prestiti agevolati, ma hanno anche annunciato l'istituzione nel breve periodo di sportelli dedicati al microcredito che verranno installati all'interno delle sedi Caritas dislocate in tutto la Sardegna.

Tale fondo, oltre ad avere l'intenzione di aiutare le famiglie in difficoltà, è stato creato anche per affrontare il problema dilaniante dell'usura o degli effetti del gioco d'azzardo. Il microcredito verrà probabilmente inserito anche all'interno della Legge di stabilità di prossima redazione del Consiglio Regionale. Ad appoggiare il progetto di finanziamento e a firmare la concessione del credito a durata biennale sono intervenuti il monsignor Arrigo Miglio, della Conferenza episcopale sarda, il presidente monsignor Marco Lai della Caritas della Sardegna, il presidente Antonio Tilocca dello Sfirs e il presidente della Regione Ugo Cappellacci.

Cappellacci ha commentato l'attuale situazione della Sardegna dichiarando: "Oggi il sistema bancario concede credito solo per i soggetti bancabili e il problema dell'accesso al credito è ancora presente. In Sardegna per la finanza etica abbiamo investito 105 milioni di euro: 65 milioni per il microcredito, 25 milioni per il microcredito in agricoltura, 10 milioni per la finanza inclusiva per il fondo di garanzia e 5 milioni per il fondo per le famiglie. In particolare per il microcredito i tassi di restituzione sono del 90%, molto più alti di quelli che vengono assicurati dalle imprese bancabili". 

Non dimentichiamo, infatti, che grazie al sistema del microcredito, in Sardegna sono riusciti ad ottenere un finanziamento ben 1.700 imprenditori: nel primo bando sono state finanziate sen 854 pratiche per un importo complessivo pari a 20 milioni di euro mentre nel secondo bando ne sono state finanziate 680 per 16,5 milioni di euro. Al giorno d'oggi ci ritroviamo al terzo bando, che ha visto la presentazione di ben 1.100 domande, 280 delle quali sono già state approvate.  

L'unico neo della situazione, riguarda il settore delle famiglie: le istituzioni, infatti, non hanno ancora redatto una lista delle caratteristiche che un nucleo familiare deve possedere per riuscire ad ottenere il prestito.  A tal proposito, tuttavia, ha voluto intervenire monsignor Arrigo Miglio della Conferenza Episcopale Sarda, che ha dichiarato: "Credo che possa esserci un criterio di tipo civilistico. Più una famiglie è stabile, più potrà garantire solidità e prospettive dal punto di vista economico. Cioè la solidità del nucleo diventa una garanzia in più". Il presidente della Caritas della Sardegna ha spiegato che solo nella zona di Cagliari sono stati ben 73 gli interventi realizzati nei confronti delle famiglie in difficoltà.

Questo lascia presupporre che una coppia convivente o i single vengano completamente estromessi da tale opportunità. Ma niente è ancora certo.

Giulia Ceschi
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