I prestiti alle imprese sono in calo solo in Italia

Un recente rapporto di Bce segnala come il nostro paese sia l'unico in cui i prestiti alle imprese calano. Una anomalia che è del resto confermata dalla indagini effettuate da Bankitalia e che vede una parziale correzione di rotta solo a partire dall'inizio di ottobre.

Continua a tenere banco nel nostro paese il tema della stretta creditizia. La mancanza di finanziamenti a imprese e famiglie, infatti, è uno dei fattori che stanno notevolmente rallentando la ripresa economica, nonostante il continuo afflusso di risorse finanziarie messe a disposizione dalla Comunità Europea. oltre che un motivo di ampia recriminazione sia tra le associazioni che tutelano i consumatori che tra quelle raggruppanti le imprese, a partire da Confindustria. Nonostante le ripetute richieste epr un intervento da parte del governo, però, sinora nel nostro paese non si è fatto nulla per allentare il credit crunch, con il risultato di una sofferenza che si riflette anche sul fronte dei consumi.

In Italia calano i prestiti alle imprese

(L'Italia è l'unico grande paese europeo ove calano i prestiti alle imprese)

Nel quadro descritto, va ora ad inserirsi un rapporto elaborato dalla Bce, dal quale dopo la constatazione di un miglioramento delle condizioni creditizie nell'area euro, viene sottolineato che mentre Germania, Spagna e Francia hanno dato luogo ad un incremento della domanda per i prestiti alle imprese, in Italia le banche hanno invece riportato un calo della stessa. Il dato è relativo ad un sondaggio effettuato nel mese di ottobre e che fa riferimento al terzo trimestre, includendo nella disamina anche le previsione per il quarto periodo dell'anno. E' la seconda volta consecutiva in cui gli standard creditizi dell'Eurozona vedono un miglioramento, con una salita dal 2% fatto registrare nel trimestre precedente al 2% conseguito in questa occasione. 
Al rapporto di Bce si affianca quello elaborato da Bankitalia, in base al quale i prestiti a imprese e famiglie avrebbero fatto registrare ad agosto una contrazione del 2,5% su base annua, con una lieve risalita rispetto al mese precedente, quando il dato era stato del 2,6%. Un dato che è stato commentato da Confesercenti tramite il suo Vice Presidente Vicario, Massimo Vivoli, il quale ha ricordato come in base ai calcoli della seconda maggiore organizzazione di operatori del commercio, dal novembre del 2011 siano addirittura 103 i miliardi in meno erogati dal sistema creditizio alle imprese.
Una inversione di tendenza si sarebbe invece verificata dall'inizio di ottobre, almeno stando ad un altro rapporto condotto da Bankitalia su otto dei principali gruppi bancari tricolori concluso il nove ottobre. Nonostante questa parziale correzione di rotta, lo stesso Governatore della banca centrale, Ignazio Visco, ha però mostrato la sua preoccupazione per una situazione che continua a mostrare chiari segnali di sofferenza da parte delle imprese, sempre più strette nella morsa creata da una crisi economica che non sembra disposta a lasciare il passo alla auspicata ripresa e un sistema bancario che  non mostra segnali di apertura. Una situazione caratterizzata da fallimenti a catena e di fronte alla quale la stessa Confcommercio ha chiesto al governo di attivarsi per un deciso rafforzamento del sistema dei confidi, che in questi ultimi anni ha consentito alle microimprese di resistere sul mercato e di incrementare le dotazioni dei Fondi di Garanzia, magari affidandone la gestione ai consorzi delle imprese.  





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