Il Mef stanzia 32 milioni in prestiti tesi a prevenire l'usura
Oltre 32 milioni di euro sono stati stanziati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze sotto forma di contributi finalizzati alla concessione di garanzie sul credito a imprese e famiglie, con il compito ben preciso di prevenire e contrastare il fenomeno dell'usura ormai dilagante nel nostro paese, in particolare nelle regioni meridionali ove si avverte maggiormente la presenza della criminalità organizzata. Il provvedimento è stato deliberato dalla commissione di gestione del Fondo per la prevenzione dell'usura, operante ormai dal 1998 ed alimentato con i proventi delle sanzioni antiriciclaggio.
Grazie a questo fondo il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia ha potuto erogare nel corso degli ultimi sedici anni oltre 590 milioni di euro finalizzati alla concessione di garanzie a beneficio di circa 68.000 finanziamenti, per un importo complessivo di oltre 1,8 miliardi di euro.
Tra i beneficiari dei contributi del Fondo, quest'anno saranno 33 fra associazioni e fondazioni che si muovono nell'ambito del Terzo Settore e che portano avanti attività di assistenza e solidarietà in favore di soggetti in difficoltà economica, oltre a 144 Confidi, ovvero i consorzi i quali hanno come funzione lo svolgimento di attività di prestazione di garanzie tese ad agevolare le imprese nell'accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati ad attività economiche e produttive. La ripartizione dei contributi viene in particolare regolata dall'art. 15 della legge 7/3/96 n. 108 con il quale è stato istituito il Fondo per la prevenzione dell'usura: in base a quanto stabilito a norma di legge, il 30% dei contributi andrà a favore delle fondazioni e delle associazioni, mentre il restante 70% sarà appannaggio dei Confidi.

(Il Mef ha stanziato 32 milioni di euro per prevenire l'usura)
Si tratta con tutta evidenza di un tentativo di contrastare il fenomeno dell'usura che è stato agevolato dalla stretta creditizia in atto nel nostro paese, a danno di famiglie e imprese, la quale ha saldato i suoi effetti con un aumento degli indici di disoccupazione, costringendo molti piccoli imprenditori o titolari di attività commerciali a ricorrere al tradizionale strozzino per cercare di resistere ai duraturi effetti di una crisi economica che non sembra intenzionata a lasciare campo libero all'auspicata ripresa. Un fenomeno ampiamente segnalato dalla CGIA di Mestre e che è particolarmente avvertito nel Sud del Paese. Per quanto concerne i contributi statali, essi saranno dati in gestione ai beneficiari vincolandoli alla destinazione per la prestazione di garanzie alle banche e agli intermediari finanziari, in modo da favorire l'erogazione di finanziamenti a soggetti che incontrano vere difficoltà di accesso al credito.
In particolare, i Confidi saranno chiamati a garantire sino all'80% dei finanziamenti a medio termine (categoria in cui rientrano i prestiti fino a 8 anni) e incrementi di linee di credito a breve termine in favore delle piccole e medie imprese ad elevato rischio finanziario, ossia quelle alle quali sia stata rifiutata una domanda di finanziamento pure in presenza di una garanzia al 50% degli stessi Confidi.
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