Ancora negativo il credito alle famiglie e Padoan annuncia l'aumento dei finanziamenti governativi
La stretta creditizia in vigore nel nostro paese continua a sollevare grande e giustificato allarme. L'ultima voce ad aggiungersi al coro, è stata quella, estremamente autorevole, del Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, il quale nel presentare i risultati di una indagine compiuta dall'istituto centrale ha affermato che mentre la crescita dei prestiti alle famiglie è rimasta contenuta nell'area Euro, è invece stata lievemente negativa in Italia. Un risultato riscontrato sino al terzo trimestre dell'anno in corso e che ha poi visto una lieve inversione di tendenza solo a partire dall'inizio di ottobre. Una tendenza che riguarda peraltro sia il credito alle famiglie che quello destinato alle imprese.
Le dichiarazioni di Ignazio Visco sono state rilasciate nel corso della Giornata del Risparmio e hanno dato una misura della situazione del settore creditizio nel nostro paese e delle conseguenze della mancanza di finanziamenti ad un mondo delle imprese stretto tra le necessità di riequilibrare i conti pubblici e la mancata ripartenza dei consumi, con le conseguenti difficoltà delle aziende a reggere una situazione così complicata senza l'afflusso di risorse dal sistema bancario, simboleggiata dalla grande mole di fallimenti in atto.

(Mentre continua la stretta creditizia, il ministro Padoan annuncia interventi governativi)
All'incontro in questione, è intervenuto anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, il quale, dal canto suo, ha dichiarato come sia intenzione dell'esecutivo diretto da Matteo Renzi rafforzare l'azione degli operatori finanziari e l'offerta di finanziamento, agendo su strumenti e settori diversi. Padoan ha poi aggiunto che lo stesso governo vorrebbe sostenere in parallelo la domanda di finanziamenti sollecitando investimenti da parte delle imprese. Un convincimento che era del resto già stato espresso dal ministro nel corso di una puntata di Porta a porta in cui aveva affermato come secondo lui non si tratterebbe soltanto di un auspicio, ma della reale direzione su cui si starebbe istradando il sistema creditizio. Un convincimento che però sembra non tenere conto delle statistiche elaborate nel corso anche degli ultimi mesi.
Al riguardo va anche ricordato come le stesse banche affermino da parte loro come siano invece le imprese a non richiedere prestiti, impedendo agli istituti creditizi il raggiungimento dei budget prefissati, tesi sostenuta di recente da Victor Massiah, amministratore delegato di Ubi Banca. Resta però da capire al riguardo se la sfiducia delle imprese non sia originata proprio dallo scarso ascolto di un sistema bancario che sembra in questo momento totalmente ripiegato su sé stesso.
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