La discesa dei tassi alimenta la corsa alle surroghe

La discesa dei tassi di interesse, in concorso con quella degli spread, alimenta la corsa alle surroghe, ovvero alla rottamazione e sostituzione dei vecchi mutui, secondo quanto riportato dalla consueta Bussola mutui del Crif, indagine relativa ai primi dieci mesi dell'anno.

Il calo in atto dei tassi d'interesse riguardanti i mutui e la discesa degli spread, sembrano finalmente aver messo in moto una competizione tra gli istituti di credito che era stata spazzata dalla crisi, tanto da tradursi in una vera e propria stretta tale da soffocare lentamente famiglie e imprese. Il combinato disposto creato da questi due fattori si è però sin qui tradotto soprattutto in una corsa alla rottamazione dei vecchi mutui e alla loro sostituzione con nuovi finanziamenti a tassi migliori e più aderenti alla realtà del mercato odierno. Nel periodo compreso tra gennaio e ottobre, ovvero i primi dieci mesi dell'anno, le surroghe hanno infatti rappresentato quasi la metà delle richieste complessive, un dato che supera di molto quello già sufficientemente eloquente rilasciato dalla Bussola mutui del Crif nel terzo trimestre 2014, quando le sostituzioni dei vecchi mutui avevano costituito il 25% delle richieste di nuovi finanziamenti e il 21% delle nuove erogazioni.
Dati che confermano quindi il trend di crescita di questa tipologia di finanziamento che del resto già da tempo aveva mostrato una forte vitalità, oltre a smentire quanto asserito invece dall'Associazione Bancaria Italiana per bocca del suo numero uno, Antonio Patuelli, secondo cui le surroghe sarebbero un fattore marginale di crescita del mercato. Va ricordato come la cosiddetta surroga consenta di spostare il proprio mutuo da un istituto bancario ad un altro il quale offre condizioni migliori, assicurando al mutuatario il vantaggio derivante da un risparmio più o meno consistente sulle rate da corrispondere. Una possibilità che diventa naturalmente più concreta quando i tassi di interesse calano, innestando una gara tra istituti di credito. 

Il calo dei tassi d'interesse favorisce le surroghe

(Il calo dei tassi d'interesse e degli spread sui mutui favorisce le surroghe)

Altro fattore di rilievo segnalato dalla consueta analisi del Crif è quello relativo ai tassi d'interesse che vengono applicati ai mutui per sostituzione, per i quali emerge il consistente calo delle preferenze riguardanti il tasso variabile e tasso variabile con cap, ovvero quelli per i quali il tasso non può superare un certo valore predeterminato nel contratto. La loro quota, infatti, passa dal 75% del secondo trimestre dell'anno in corso al 66% fatto registrare del terzo.
Torna d'attualità, invece, l'interesse per il tasso fisso, il quale fa registrare una consistente crescita di sei punti percentuali, dal 19% del secondo trimestre 2014 al 25% del terzo. Una crescita che lo stesso Crif fa discendere dal fatto che coloro i quali già vantano un mutuo a tasso fisso, sfruttano appieno i bassissimi livelli raggiunti dall'Eurirs e il contemporaneo calo degli spread delle banche, ormai attestati intorno alla soglia del 2%, nei confronti di quelli applicati in origine, per garantirsi in tal modo rate più contenute. Una tendenza che potrebbe peraltro continuare in considerazione della aggressiva politica relativa ai tassi di interesse applicata negli ultimi tempi dalla Banca Centrale Europea, una strategia che dovrebbe proseguire anche nel 2015 nella direzione intrapresa.

Dott. Dario Marchetti
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