Storia della crisi economica attuale:cause e possibili soluzioni

Come e quando è nata la crisi che tutt' oggi viviamo. Come è riuscita a diffondersi in tutto il mondo e perchè ha colpito gli stati più industrializzati. Scopriamolo insieme.

Il periodo economico finanziario che stiamo vivendo ha già preso il nome di Grande Recessione. Si tratta di una crisi economica probabilmente senza precedenti sia per l' entità che per la tempistica. Una crisi globale che non risparmia nessun Paese in nessuna parte del Mondo. Il Fondo Monetario Internazionale ha affermato che, tenendo conto di tutti i Paesi esistenti, al di fuori di quei Paesi in via di Sviluppo e in fase di industrializzazione, le nazioni si possono dividere tra quelle in forte e media recessione, e con rallentamento economico in percentuali variabili. I Paesi più colpiti sono essenzialmente i più ricchi e industrializzati, pensiamo agli Stati Uniti e il Canada, tutta l' Europa e parte della Russia fino al Giappone. Questa crisi economica di portata catastrofica viene attribuita a tanti fattori: i costi del petrolio, inflazione globale troppo alta, crisi alimentare su scala mondiale e crisi finanziaria

Come è nata questa crisi

I segnali della crisi economica sono divenuti estremamente evidenti nel 2008, ma è nel 2007 che si sono iniziati a manifestare i primi sintomi del malessere dell' economia globale. Il 2007 è stato l' anno nero degli Stati Uniti che hanno vissuto quella da tutti definita come la crisi dei subprime, praticamente l' esplosione di una gigante bolla immobiliare con conseguente crisi finanziaria. Quest' ultima si è poi diffusa a macchia d' olio in tutto il mondo colpendo fino ad oggi tutti i Paesi con qualche eccezione, si pensi alla Cina o all' India.

Ma, andiamo con ordine. A seguito della crisi immobiliare gli Stati Uniti hanno vissuto dapprima una recessione con conseguente crisi industriale, culminata con il fallimento inaspettato e sbalorditivo della Lehman Brothers avvenuto il 15 settembre 2008. Nel 2009  le maggiori economie mondiali hanno registrato crolli dei Pil , tra il 2010 e il 2011 la crisi mondiale ha intaccato e colpito pesantemente i debiti sovrani e le finanze di molti paesi. 

Paesi come il Portogallo, la Grecia e l' Irlanda sono riusciti ad evitare la cosiddetta insolvenza sovrana grazie ai "piani di salvataggio". Si tratta di prestiti di ingenti quantità di denaro  da parte del Fondo Monetario Internazionale e dall' Unione Europea, volte a scongiurare il default. 

La scintilla che ha scatenato la crisi è stata quindi quella della bolla immobiliare statunitense ma, sono tante le cause che hanno portato alla situazione attuale, prima tra tutte l' impennata dei prezzi delle materie prime. Il principale indiziato è il petrolio. Il mercato petrolifero ha da sempre fatto il bello e il cattivo tempo deli paesi più industrializzati del pianeta. Bisogna ricordare che i prezzi del petrolio sono divenuti molto instabili dalla fine degli anni novanta e, dal 2004 al 2008 non hanno fatto che salire. La zona euro, così come tutti i paesi industrializzati hanno risentito dei costanti aumenti non solo per quel che riguarda il settore produttivio ma, anche, sui prezzi al consumo. Le conseguenze sono state drammatiche per il Pil, gli investimenti, ma anche per i singoli cittadini e le imprese di tutte le dimensioni.


Crisi mondiale

(La crisi ha colpito le maggiori economie globali)

La crisi dagli Stati Uniti all' Europa

Hanno preso il nome di sub-prime. Si tratta di mutui concessi a basse garanzie. In buona sostanza possiamo affermare che negli Stati Uniti si è assistito ad un fenomeno molto grave. Sono stati concessi mutui a persone che non erano oggettivamente in grado di onorare i propri debiti. Gli istituti bancari americani concedevano prestiti a tassi altamente variabili, tentando in questo modo di compensare i rischi assunti. Il risultato è stato catastrofico ed è sotto gli occhi di tutti. Alla situazione descritta bisogna aggiungere il fenomeno della cartolarizzazione dei mutui subprime. Le banche americane hanno scaricato i rischi di insolvenza di tali mutui, attraverso strumenti finanziari, a società e investitori, ma anche a privati cittadini. Il tutto è esploso con l' esplodere della bolla immobiliare. Migliaia di famiglie che smettono di pagare le rate del proprio mutuo, centinaia e centinaia di case sopravvalutate in fase di istruttoria e divenute di proprietà delle banche. Svalutazione ai massimi livelli del mercato immobiliare. Un effetto domino che ha coinvolto tutti gli strati sociali americani portando la nazione nel baratro.

Il fenomeno della cartolarizzazione è stato il colpo di grazia. L' intero sistema finanziario era stato infettato con gravi conseguenze per gli investitori e per le banche stesse. I principali istituti bancari statunitensi hanno vissuto gravissime difficoltà. Non solo Lehman Brothers, che poi non ha retto il colpo, ma anche Aig e Bear Stern. 

Conseguenza diretta di una così strutturata situazione, è stata il crollo di Wall Street e una crisi di fiducia senza precedenti. Il Tesoro Americano è dovuto intervenire diverse volte per mettere in sicurezza il sistema bancario e finanziario . Gli interventi hanno scritto la parola fine alla cosiddetta deregulation in auge negli Stati Uniti da Regan in poi. Il governo di Washington decideva di intervenire drasticamente nell' economia del Paese. La Federal Reserve decideva di acquistare i titoli incriminati dai principali gruppi bancari per scongiurarne il fallimento. Sempre la Fed salvava dal fallimento la più grande agenzia assicurativa del Paese, l' Aig, caduta in una crisi di liquidità senza ritorno. 

Misure venivano studiate per l' acquisizione di Lehman Brothers da parte di Barclays e Bank of America.  Intanto Lehman Brothers, il quarto gruppo bancario degli Usa falliva, sotto gli occhi increduli del mondo intero. Era l' apice della crisi americana.

Gli asset tossici avevano infettato anche la finanza europea e la crisi statunitense sbarcava in Europa colpendo la borsa, il Pil , la finanza e l' economia reale.

Nunzia Grasso

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