Richiedere la cancellazione dei dati da una centrale rischi

Cosa sono e come funzionano le centrali rischi private e come richiedere la cancellazione o l'accesso ai propri dati personali.

Il rifiuto di un mutuo, di un prestito o di qualsiasi altra forma di credito è una situazione molto spiacevole che può causare danni economici e frustrazioni in chi la prova, a causa delle aspettative che comunemente si ripongono nella richiesta di un mutuo o di un finanziamento, ad esempio. Le cause del rifiuto non vengono sempre rese note; tuttavia le banche o gli intermediari finanziari sono soliti segnalare al richiedente quando le pratiche non vengono approvate a causa della classificazione come "cattivo pagatore".

Chi è il cattivo pagatore e cos'è una centrale rischi privata?

Il cattivo pagatore è colui (o colei) che è stato segnalato alla centrale rischi per non aver pagato regolarmente rate di altri prestiti o comunque segnalato per morosità. per questo motivo è ritenuto inaffidabile e non vengono aperte ulteriori linee di credito nei suoi confronti. Questa classificazione non è però permanente e vedremo in seguito le condizioni che ne determinano l'assegnazione.

Le centrali rischi private sono delle banche dati che detengono le informazioni relative a prestiti, mutui e crediti precedenti per ogni cittadino ed alle quali le banche o le finanziarie si rivolgono per conoscere l'affidabilità o meno di chi richiede una qualsiasi forma di credito. La centrale rischi privati è cosa diversa dalla centrale rischi gestita direttamente dalla Banca d'Italia che ha il compito di raccogliere tute le informazioni riguardanti i crediti superiori ai 30.000 euro per ogni cliente di una banca o di un intermediario, e tutti i casi di crediti in sofferenza.

In quali casi una persona è segnalata come "cattivo pagatore" nelle centrali rischi private?

I casi sono i seguenti:

  • morosità di due o più rate (o di due mesi o più)

  • morosità, sofferenze o gravi inadempimenti generici

Tuttavia, come dicevamo in precedenza, la condizione di "cattivo pagatore" è transitoria, e la persona deve essere rimossa dalla banca dati trascorsi i tempi previsti, che variano a seconda dei casi. Li trovate riassunti nella tabella che segue.

inadempienza tempo di permanenza nella centrale rischi
morosità di due o di due mesi
un anno dal pagamento
ritardi superiori ai due mesi 24 mesi dal pagamento
altri eventi (non sanati) 36 mesi dalla scadenza del contratto o dall'ultimo aggiornamento

Se la persona a cui è stato rifiutato un credito si rende conto che i dati sono stati conservati per più tempo rispetto al consentito, può richiederne l'immediata cancellazione.

Facciamo un esempio: viene rifiutata la richiesta di prestito a gennaio 2014 ad una persona che aveva saltato il pagamento delle rate di un elettrodomestico acquistato con credito al consumo nel  gennaio 2012, di durata semestrale. Le rate saltate sono state saldate ad ottobre del 2012, per tanto è trascorso più di un anno dalla risoluzione del contenzioso, e non sussistono i motivi per non concedere il prestito.

Come fare per richiedere la cancellazione dei dati da una centrale rischi privata?

Se si ritiene che i propri dati siano mantenuti nella centrale rischi nonostante sia trascorso il periodo previsto per legge, si può richiederne la cancellazione inviando una richiesta scritta alla centrale stessa, meglio se con lettera raccomandata a/r.

La richiesta può essere inviata in copia conoscenza anche al Garante per la Tutela dei Dati Personali (l'indirizzo è piazza Monte Citorio 114/5 - 00186 Roma) e deve indicare nell'oggetto e nel testo come riferimento l'articolo 7 del D. Lgs. 196/2003.

La richiesta di cancellazione, oltre che col citato articolo di legge, va motivata con il caso specifico e con le tempistiche previste (fare riferimento alla tabella precedente). Inoltre si deve specificare che la presenza dei dati personali sta causando un danno di natura economica allo scrivente, che ne richiede per tanto la cancellazione entro cinque giorni dal ricevimento della raccomandata (fa fede l'avviso di ricevimento). E' bene sottolineare che trascorsi i termini previsti si intende rivolgersi all'autorità giudiziaria e sporgere un ricorso al Garante.

In passato sono state emesse sentenze che condannavano la centrale rischi al risarcimento dei danni subiti e delle spese processuali; per questo motivo la possibilità di intraprendere la via giudiziaria non andrebbe scartata a priori.

L'accesso ai dati delle centrali rischi private

Non è necessario che una richiesta di credito venga respinta per accedere ai propri dati personali detenuti dalle centrali rischi. Chi lo desidera può richiedere di avere accesso alla banca dati tramite una richiesta scritta che dovrà indicare nell'oggetto il riferimento alla già citata legge sulla tutela dei dati personali e, in aggiunta, il riferimento al Codice di Condotta del Garante per la Tutela dei Dati Personali (provvedimento n°8 del 16/11/2004).

Nel corpo della lettera vanno indicati i recapiti ed i dati anagrafici del richiedente (anche se già indicati nell'intestazione) e la domanda di ricevere quanto richiesto entro quindici giorni dal ricevimento della raccomandata (per questo motivo si consiglia l'utilizzo della raccomandata a/r, che certifica la data di ricevimento della stessa).

Alla richiesta va allegata la copia di un documento di identità e del codice fiscale (o della tessera sanitaria se riporta il codice fiscale stesso).

La centrale rischi è tenuta a comunicare i dati richiesti entro i termini stabiliti; in caso di rifiuto, ritardo o di qualsiasi ostacolo all'accesso è possibile rivolgersi alle autorità competenti e al già citato Garante. Tuttavia è difficile che la centrale rischi ponga difficoltà per questo tipo di comunicazione.

Miriam Perani
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