Cosa è la Centrale di Allarme Interbancaria (CAI)
La Centrale di Allarme Interbancaria (CAI), è quel registro informatico tenuto dalla Banca d'Italia al quale è affidato il compito di memorizzare e rendere noto agli istituti bancari l'elenco di tutti quei soggetti, siano essi persone fisiche o giuridiche che sono incappati in impagati su assegni bancari, postali e carte di credito. L'iscrizione alla CAI avviene in tutti quei casi in cui sia stato presentato per l'incasso un assegno bancario emesso in mancanza di autorizzazione o della cifra a copertura oppure si sia verificato un utilizzo irregolare della propria carta di credito.
In particolare, quando provvediamo all'emissione di un assegno provvisto della nostra firma, dobbiamo essere assolutamente sicuri sulla presenza dei relativi fondi sul nostro conto corrente. In caso contrario, non solo la banca non pagherà l'assegno, ma restituirà impagato, insoluto o protestato il titolo da noi rilasciato a quella del beneficiario. Ove il nostro assegno venga presentato entro i termini stabiliti (ovvero otto giorni per gli assegni "su piazza", quindici per quelli "fuori piazza") scatta il preavviso di revoca CAI, consistente in una comunicazione tramite la quale la nostra banca chiede il pagamento del titolo, corredato da una penale del 10% dell'importo e dei relativi interessi entro il termine di sessanta giorni. Qualora questo termine trascorra senza il saldo scatterà la segnalazione da parte dell'istituto al CAI, il quale provvederà all'iscrizione in archivio.

(La Centrale di Allarme Interbancaria è il registro in cui sono iscritti coloro che non onorano gli assegni emessi)
Cosa comporta l'iscrizione alla Centrale di Allarme Interbancaria? In pratica scatterà il divieto di emettere altri assegni per un periodo di sei mesi e tutti gli assegni emessi oltre la data di iscrizione non solo non saranno pagati dalla nostra Banca per mancata autorizzazione, ma comporteranno l'immediata e ulteriore iscrizione al CAI.
Proprio per questo motivo sarebbe molto meglio evitare questo passaggio, operazione che è assolutamente possibile e che avviene presentando entro sessanta giorni in banca il titolo in originale corredato dalla relativa liberatoria, con la quale il beneficiario dichiara di avere ricevuto l'importo del titolo, la penale e i relativi interessi. Per quanto concerne la liberatoria, il modello può essere scaricato online e non ha una forma predefinita. La cosa fondamentale è che in essa contenga la dichiarazione rilasciata da parte del beneficiario del titolo che attesti l'avvenuto pagamento entro sessanta giorni dal primo impagato, il pagamento della penale e degli interessi legali, oltre al numero dell'assegno e gli estremi della Banca traente.
Da quanto detto sinora, dovrebbe essere chiaro come sarebbe sempre consigliabile non emettere assegni se non si è sicuri di poter avere la relativa copertura sul proprio conto. L'iscrizione al CAI, infatti, può compromettere la nostra capacità di indebitamento, impedendoci di muoverci in libertà dal punto di vista finanziario. Una ipotesi che può trasformarsi in una sciagura soprattutto per chi abbia intenzione di richiedere un prestito o un mutuo. In pratica essere iscritti al CAI è una sorta di biglietto da visita per tutti gli operatori finanziari, che potrebbe tagliarci fuori dal credito.
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