Sofferenza bancaria: tutto quello che devi sapere

I regolamenti e le leggi che definiscono la sofferenza bancaria sono esaustivi e chiari. Purtroppo, spesso, ci si trova di fronte a situazioni illegittime.

Diciamo subito che la Sofferenza bancaria viene definita come un Indice di natura Pregiudizievole. Si tratta di una situazione completamente diversa dalla crisi di liquidità. In realtà si può parlare di sofferenza bancaria solo quando ci si trova in presenza di una crisi economica, di un indebitamento tale da prospettare un fallimento. Deve configurarsi una situazione tale da essere, se non evidente, almeno molto plausibile, l' impossibilità sopravvenuta, in capo ad un soggetto, di onorare i propri debiti. La sofferenza  è ritenuta, dal sistema bancario, una posizione incredibilmente pericolosa, che per questo determina, in un modo che possiamo definire realmente crudele, la chiusura di ogni tipo di rapporto bancario, non solo con la Vostra banca di riferimento, ma con ogni banca alla quale potreste rivolgervi (si parla spesso di effetto domino).

 Prima della dichiarazione dello stato di sofferenza vi sono delle tappe obbligate. Lo stato di sofferenza presuppone infatti che ci sia stata, dapprima, una dichiarata insolvenza da parte della banca titolare del rapporto, seguita da una situazione di incaglio. Se l' insolvenza è un concetto familiare anche ai non addetti ai lavori, la situazione di incaglio presenta delle caratteristiche tali da richiedere una breve spiegazione.

Dall' incaglio alla sofferenza bancaria 

Innanzitutto l' incaglio non rientra nelle categorie di rapporti che vengono segnalate pubblicamente nella Centrale Rischi. Indica una situazione di difficoltà perdurante nel tempo e si configura nei casi di seguito riportati: in presenza di una notifica di pignoramento nei mutui ipotecari; in tutti gli altri casi che vedono il contemporaneo presentarsi di due condizioni:

  1. inadempimenti continuati oltre i 150 giorni (per crediti al consumo con durata originaria inferiore ai 3 anni), oltre i 180 giorni (per crediti al consumo con data originaria superiore ai tre anni), oltre i 270 giorni in tutti gli altri casi 
  2. il rapporto fra il totale di tutte le linee scadute unite alla somma di eventuali affidamenti risulta maggiore del 10%.

Si comprende facilmente che la situazione di incaglio denota l' obiettiva difficoltà temporanea da parte del cliente, che per questo accumula ritardi. E' importante che tali ritardi non abbiano una durata troppo lunga, questo perchè non deve mai mancare la probabilità del risanamento di tutte le posizioni aperte.

Se vi trovate in una posizione di incaglio, con ogni probabilità sarete contattati dalla vostra banca, la quale vi prospetterà delle soluzioni per permettervi di risanare i rapporti in corso. Spesso però, le proposte formulate non risultano essere così convenienti per il cliente, il quale troppo spesso si ritrova ad essere ancora più insolvente.

Banca

(Sono aumentate in Italia il numero delle Sofferenze Bancarie)

A questo punto il direttore della banca opterà per una formale risoluzione dei rapporti in essere. La comunicazione avverrà tramite lettera raccomandata nella quale vi saranno richiesti  tutti i soldi che la banca, in varie forme, vi ha concesso. In genere i tempi di restituzione sono davvero proibitivi, la legge infatti prevede appena 15 giorni.

Passato inutilmente questo lasso di tempo, la banca avrà cura di segnalare alla Centrale Rischi, la posizione di Sofferenza. Seguiranno un decreto Ingiuntivo e un provvedimento di Provvisoria Esecuzione. Le conseguenze, purtroppo, non sono di poco conto.

In primo luogo il cliente è chiamato a restituire cifre, spesso, improponibili. Fidi e affidamenti vengono immediatamente revocati, creando spesso per il cliente disagi lavorativi insormontabili. Come se non bastasse, una volta reso pubblico lo Stato di sofferenza, anche tutti gli altri istituti avranno fretta di chiudere le linee di credito eventualmente in essere, e di sicuro sarà impossibile aprirne delle nuove. 

Come si elimina la segnalazione

Purtroppo la segnalazione dello stato di sofferenza si cancella solo ed esclusivamente pagando tutto il dovuto alla Banca creditrice. In caso contrario il dato rimarrà presente nelle banche dati e non ci saranno altri modi per cancellarlo. Diverso è il caso in cui il cliente ritenga di aver subito un' ingiustizia, o più spesso, un abuso da parte dell' istituto di credito. In tal caso, il malcapitato, non dovrà fare altro che  agire dinanzi al tribunale, in sede cautelare, quindi con ricorso d' urgenza, e richiedere la cancellazione del dato negativo. 

Nunzia Grasso
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