Prestiti, anche gli importi sarebbero in ascesa

Anche gli importi dei prestiti sarebbero in ascesa in base alla rilevazione compiuta a ottobre dell'Osservatorio sul credito al consumo di Prestiti.it e Facile.it, che segnala però il dilatarsi dei tempi di restituzione a causa del contrarsi delle risorse necessarie a ripianarli.

Sembra che il settore creditizio italiano mostri qualche timido segnale positivo, che potrebbe essere il prologo ad una definitiva schiarita in grado di spingerlo a svolgere in maniera più puntuale la sua funzione di stimolo all'economia reale. Nel corso del mese di ottobre del 2014, infatti, alla crescita della domanda di prestiti, avrebbe tenuto dietro anche quella degli importi medi richiesti. A confermare il dato è l'Osservatorio sul credito al consumo di Prestiti.it e Facile.it, testimoniando un trend in crescita del 14%, il quale migliora il dato fatto registrare dalla precedente rilevazione, quando il dato tendenziale si era fermato al +8%. Nel mese di ottobre, infatti, la richiesta media è stata di circa 13mila euro, contro i 10mila di un anno fa, con una crescita del 22% in dodici mesi. Dati che sono stati accolti con una certa soddisfazione da analisti e operatori finanziari, anche se è sempre presente la percezione di un dato che va preso con le molle, in attesa di un consolidamento della tendenza in atto. 
La base della ricerca del Crif, sono le circa 40mila domande di prestito avanzate nel periodo compreso tra aprile e settembre del 2014 e lascia intravedere un aumento degli importi richiesti in concomitanza con la diminuzione della base finanziaria con cui si punta a restituire le cifre richieste, per effetto di stipendi medi che passano dai 1700 euro di un anno a circa 1500 di oggi. In conseguenza di questo dato, si allungano anche i tempi necessari per la restituzione, arrivati ormai a sessantasei mesi, tre in più rispetto alla rilevazione di un anno fa. 

Sono in aumento anche gli importi medi dei prestiti

(Sarebbero in aumento anche gli importi medi dei prestiti, secondo il Crif)

Come si può facilmente comprendere, si tratta di dati che vanno interpretati. Da un lato, si può salutare con una certa soddisfazione il ritorno ad una capacità di erogazione da parte del sistema creditizio che negli ultimi anni si era ristretta non poco, facendo spesso mancare risorse necessarie all'economia reale, soprattutto quella delle famiglie e delle imprese. Dall'altro, si segnala la criticità segnalata dall'innalzarsi delle cifre richieste e dalla diminuzione delle risorse a disposizione di chi deve onorare il debito contratto. Spia di un malessere ormai evidente in una società come quella italiana che ha visto ridursi in maniera significativa le risorse finanziarie, in conseguenza soprattutto delle politiche di bilancio portate avanti dai governi nel corso degli ultimi anni. Politiche che hanno prodotto lo scivolamento di larghi settori della nostra società verso il basso, con un pericoloso impoverimento del ceto medio e la concentrazione della ricchezza nello strato più alto. 
Una tendenza che del resto non sembra destinata ad invertirsi nel breve periodo, soprattutto se la crisi economica innescata dall'esplosione della bolla dei mutui subprime non lascerà il campo alla ripresa economica, che comunque non avverrà prima della seconda metà del 2015, stando alle previsioni arrivate anche da Confindustria. Proprio per questo motivo, l'allentamento della stretta creditizia potrebbe rivelarsi un fattore di stabilità per molte famiglie, messe in grande difficoltà dalla saldatura in atto tra crisi e aumento dei livelli di disoccupazione in atto.

Dott. Dario Marchetti
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