In crescita i prestiti alle piccole imprese secondo Abi

L'associazione Bancaria Italia segnala la crescita dei prestiti alle piccole e medie imprese del nostro paese, indicandoli come il segnale di una imminente uscita dalla crisi, impressione che sarebbe confermata anche dalle stime fatte da altre organizzazioni imprenditoriali.

Per chi scruta costantemente l'orizzonte nel tentativo di intercettare segnali di schiarita per una situazione economica sempre drammatica, sembra in arrivo qualche buon segnale. La ripresa dei prestiti bancari, in particolare, inizia a dare qualche indicazione nel senso dell'auspicata uscita da una crisi  che dura ormai da troppo tempo, almeno se si tiene fede ai dati presentati dall'Associazione Bancaria Italiana durante un seminario tenuto a Ravenna. In base al rapporto in questione, nel corso dei primi dieci mesi dell'anno i nuovi finanziamenti fino ad un milione di euro sarebbero tornati al segno positivo, anche se con una percentuale estremamente risicata (+0,2%) rispetto allo stesso periodo del 2013. Un progresso quasi insignificante, che viene però indicato come il possibile inizio della svolta lungamente attesa. Meglio ancora va coi nuovi mutui, i quali fanno registrare tassi di crescita a doppia cifra, a differenza di quanto accade per i finanziamenti alle grandi imprese, i quali restano praticamente fermi, effetto principalmente della persistente debolezza degli investimenti e della diffidenza del sistema bancario a impegnarsi in tal senso.

Dati che bastano ed avanzano a Antonio Patuelli, presidente di Abi, per affermare la sua fiducia in una ripresa considerata ormai imminente, una sensazione corroborata peraltro anche dal parere di altre associazioni imprenditoriali. Una ripresa la quale sarebbe resa possibile anche da fattori di non secondaria importanza come l'indebolimento dell'euro, il calo del prezzo del petrolio e la riduzione dello spread.   

In ripresa i prestiti alle imprese secondo Abi

(Sarebbero in ripresa i prestiti alle imprese secondo l'Associazione Bancaria Italiana)

Se le condizioni ricordate sembrano prefigurare una possibile fuoriuscita in tempi rapidi dalla terribile crisi innescata dallo scoppio della bolla dei mutui subprime, resta da capire se la gelata dei consumi potrà essere allentata nei prossimi mesi, soprattutto in considerazione di stipendi e pensioni che sono ancora troppo bassi per un largo numero di famiglie che hanno visto ridursi drammaticamente il proprio potere di acquisto nel corso degli ultimi anni, sotto i colpi delle politiche di austerity portate avanti dai governi che si sono succeduti.

In attesa di capire se potrà realizzarsi una ripresa dei consumi, lo stesso Patuelli ricorda come i finanziamenti a tasso bassissimo erogati dalla Banca Centrale Europea siano appena 26 miliardi su un totale di 1800 prestati alle banche tricolori nell'ambito del programma Tltro. Ancora il presidente dell'Abi dichiara peraltro di ritenere del tutto plausibile per la prossima asta europea, messa in programma per il prossimo undici dicembre, un forte impegno delle banche italiane, lo stesso che ha caratterizzato la prima fase dell'operazione. Un impegno che potrebbe preludere ad un massiccio sostegno del sistema bancario alle imprese e alle famiglie, ancora alla ricerca di quel sostegno finanziario necessario per poter affrontare un futuro che continua a presentarsi nebuloso, nonostante le speranze ripetutamente esplicitate dai vertici politici ed economici.

Dott. Dario Marchetti
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