Niente prestiti all'imprenditoria UE: i rapporti della Banca Centrale Europea

Secondo i rapporti della Banca Centrale Europea, aumenta il rifiuto delle banche nel concedere prestiti all'imprenditoria in tutta Europa, con conseguente aumento e continuo peggioramento della morsa del credit crunch nei confronti delle aziende.

Purtroppo è un dato di fatto: in tutta Europa, le banche si riservano il diritto di negare prestiti agli imprenditori nonostante il livello di tassi ai minimi storici.

La Banca Centrale Europea ha stimato, nello scorso mese di Luglio 2013, una discesa della liquidità presente nel sistema europeo pari al valore percentuale dell'1,9%, dato superiore in negatività rispetto a quelli registrati nei mesi di Maggio e Giugno 2013, rispettivamente pari al -1,1% e -1,6%.

I dati indicati costituiscono una media e sono riferiti al settore prestiti ma, andando ad analizzare nel dettaglio la situazione, questa si presenta maggiormente negativa e soprattutto a riguardo dell'evidente credit crunch verso le imprese, in continuo peggioramento per quanto concerne il rifiuto da parte degli istituti di credito nel concedere prestiti agli imprenditori.

La situazione finanziaria nel quadro Bce

La morsa della crisi restringe costantemente e sempre di più l'ambito concernente i prestiti alle piccole e medie imprese e all'orizzonte non compaiono segnali di miglioramento. Un tracollo vertiginoso, che porta la situazione economica di ogni singola azienda verso il collasso.

La Banca Centrale Europea ha fornito in merito un quadro dettagliato della grave crisi che attraversa da tempo l'Europa smentendo purtroppo ogni considerazione ottimistica a riguardo della diminuzione esponenziale del costo del denaro, ai minimi storici nell'Eurozona, che potrebbe dare luogo all'idea sbagliata di una più più facile acquisizione di un maggiore potere d'acquisto.

Secondo la Bce, nel mese di Aprile 2013 il credito nei confronti delle società non finanziarie è sceso dell'1,9% rispetto all'1,3% registrato nel precedente Marzo 2013 e rispetto alla situazione complessiva del 2012, cifre che riflettono la debolezza economica dell'Eurozona nel quadro del primo trimestre del 2013, con la discesa del Pil allo 0,2%.

Male anche per i depositi sui titoli di stato, in crescita sempre lo scorso Aprile nelle banche italiane di 7,4 miliardi di euro contro le previsioni  di 10,8 miliardi del precedente Marzo e con quindi -3,4 punti percentuali, rilevazioni analoghe a quelle della Spagna, Nazione nella quale il settore bancario si è ritrovato a vendere 10,26 miliardi di bonos Bopo, acquisti solo il mese prima a 15,86 miliardi.

Cali marcati su base mensile dunque in Spagna, con il -1,4%  ma anche a Cipro, con il -2,4%.

Per quanto riguarda l'ambito prestiti, salgono quelli alle famiglie, che registrano un'elevazione dello 0,1% così come quella dello 0,8% per i mutui prima casa mentre il credito di consumo scende del -2,7% ma sono invece pari a zero i finanziamenti riservati nei confronti delle imprese.

Lo scorso Luglio, la Bce ha registrato una diminuzione del 3,7%, superiore al -3,1% di Maggio e al -3,2% di Giugno. A riguardo dei prestiti fino a 12 mesi, i più richiesti dalle aziende dati i tempi di rimborso, il calo è vertiginoso, bruscamente e terribilmente negativo, dal -1,4% in maggio, al -1,8 % in Giugno al -4% in Luglio, ma va ancora peggio per i prestiti da 12 mesi a 5 anni con il -5,5% e per i finanziamenti oltre i 5 anni, con il -3%.

Perchè le banche non concedono prestiti all'imprenditoria

Ma perchè le banche non concedono prestiti all'imprenditoria ai fini di un possibile rilancio dell'economia e per la creazione di posti di lavoro mentre invece sono in aumento i mutui e i piccoli finanziamenti? La risposta è nel problema inerente il discorso delle garanzie richieste.

Le alte pretese in termini di garanzie richieste da parte degli istituti di credito agli imprenditori, sono determinate da un clima di sfiducia inerente la restituzione del prestito tramite la richiesta di crediti facilmente pignorabili quali immobili o titoli azionari, garanzie che sempre meno aziende sono in grado di fornire in tempi di grave crisi poichè è evidente la possibilità che beni e proprietà siano già stati antecedentemente bloccati a garanzia di finanziamenti richiesti in un periodo precedente.

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Dott.ssa Elisabetta Berra