Tutto quello che c'è da sapere in merito ai prestiti su pegno
Indice dei contenuti
- Che cosa è il prestito su pegno? un po' di storia tra sconfitte e necessità
- A chi è rivolto il prestito su pegno?
- Quale è la durata media di un prestito su pegno?
- Come si ottiene un prestito su pegno? come avviene l'erogazione di un prestito su pegno?
- Quale è la normativa che si occupa di regolamentare i prestiti su pegno? quali sono gli istituti di credito che propongono tali prestiti?
A causa della crisi economica che stringe, come in una morsa, tutta la popolazione, la ricorsa a prestiti è divenuta sempre più massiccia. Tuttavia, non sempre le banche o gli istituti di credito si mostrano propensi a concedere finanziamenti a coloro i quali, in realtà, non avrebbero come corrispondere.
Pertanto, i consumatori italiani per ottenere liquidità immediata, fanno affidamento a nuovi e alternativi strumenti finanziari, caratterizzati da brevi termini. Sovente, tali prestiti vengono ottenuti su pegno, ovvero mediante la consegna di uno o più beni materiali presso un istituto di credito, forniti come garanzia del finanziamento.
In base ai dati diffusi dalla Banca d'Italia, è noto che l'importo medio di un prestito su pegno si aggira intorno ai 700€, mentre le richieste mensili inoltrate dai consumatori equivalgono a 30.000.
Secondo i dati a disposizione si evince che di tutti i beni impegnati, solamente il 5% rimane non riscattato e di conseguenza finisce all'asta: se il prestito non viene corrisposto entro un determinato periodo di tempo (che può essere sei mesi o anche un anno, in base ai vari casi particolari), il bene impegnato viene dichiarato non più di appartenenza del legittimo proprietario, quindi l'istituto di credito si avvale della possibilità di venderlo.
In realtà, è anche prevista la possibilità di rinnovare la scadenza del termine del prestito su pegno, ma ciò avviene solamente in casi particolari.
CHE COSA È IL PRESTITO SU PEGNO? UN PO' DI STORIA TRA SCONFITTE E NECESSITÀ
I prestiti su pegno non costituiscono una novità nel panorama creditizio italiano e mondiale, in quanto essi derivano da una forma più rudimentale e arcaica, rintracciabile nei tempi antichi.
I nostri nonni, raccontavano spesso di impegnare particolari oggetti preziosi per ottenere in cambio una liquidità immediata; a quei tempi si concedeva l'oro o tutto ciò che possedeva un potenziale valore commerciale, al fine di ricevere denaro liquido da poter impiegare in qualsiasi attività necessaria.
Questo particolare passato, ma soprattutto l'associazione del prestito su pegno a questa usanza antica è stata parecchie volte rinnegata, ed ancora oggi si fa fatica ad affermarla come forma creditizia derivante direttamente da quella. La motivazione risiede nel fatto che il periodo in cui "andava di moda" impegnare i proprio oggetti preziosi per ricevere liquidità è collegato ad un momento di forte crisi economica, durante il quale, la gente è arrivata persino a vendere ciò che di più caro possedeva per sfamarsi. Va da sé, che ancora oggi, ricorrere ad un prestito su pegno risulta essere una sconfitta, soprattutto per l'analoga situazione di crisi che si è venuta a creare ai giorni nostri.
Tuttavia l'immagine che fino a poco tempo fa risultava poco dignitosa, ovvero quella di consegnare i propri beni in cambio di denaro, oggigiorno sembra aver mutato la propria natura.
FOCUS: CHE COSA È IL MONTE DI PIETÀ?
Il Monte di Pietà è un'organizzazione nata in Italia, durante il Tardo Medioevo, ovvero verso la fine del XV secolo. L'istituzione di tale organismo deriva dall'iniziativa di alcuni frati Francescani che allo scopo di elargire prestiti a color i quali erano considerati poveri o quasi, si inventarono un nuovo modello finanziario che riusciva ad essere molto competitivo rispetto al mercato di riferimento, in quanto permetteva di godere di condizioni molto favorevoli.
In realtà, più che di un prestito vero e proprio è opportuno parlare di microcredito, in quanto il prestito su pegno dell'epoca medievale si fondava su somme di limitata entità.
L'erogazione del finanziamento in questione avveniva in cambio di un pegno, ovvero un oggetto che avesse un valore pari ad almeno un terzo della somma richiesta. Anche allora la durata del prestito era di un anno e anche a quei tempi, una volta trascorso il tempo di validità del prestito, se la somma non si restituiva, il pegno veniva venduto all'asta.
A CHI È RIVOLTO IL PRESTITO SU PEGNO?
Il prestito su pegno è pensato per tutti coloro i quali presentano delle difficoltà economiche nell'accesso alle forme tradizionali di credito. Questa particolare tipologia di prestito, infatti, non prevede nessuna indagine amministrativa o patrimoniale da parte della banca o di qualche altro istituto di credito, oltre che nessuna presentazione di alcuna particolare documentazione.
Il richiedente di un prestito su pegno, può accedere a tale forma creditizia solamente nel caso i cui egli avesse compiuto la maggiore età.
Per richiedere un prestito su pegno non è necessario presentare particolari garanzie, o possedere determinati requisiti, ma è sufficiente portare con sé, oltre ai documenti d'identità personale, la certificazione del valore del bene che s'intende impegnare.
Il prestito su pegno è rivolto anche a coloro i quali hanno subito dei protesti, in quanto, come detto precedentemente, non si effettua nessuna indagine patrimoniale al riguardo.
La maggior parte degli istituti di credito accetta solamente il pegno di oggetti preziosi, i quali mantengono il loro valore inalterato anche per molto tempo; in maniera particolare si prediligono oggetti in oro e in argento, ma le condizioni di contratto dipendono fortemente dalle differenze tra una banca e un'altra.
QUALE È LA DURATA MEDIA DI UN PRESTITO SU PEGNO?
I prestiti su pegno prevedono una durata che va da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno e vengono concessi solo successivamente la presentazione della certificazione del valore del bene, presentato a garanzia.
Il bene che s'intende impegnare vien fatto stimare da parte di un perito; l'oggetto in questione verrà restituito soltanto al momento del rimborso delle somme ad una Polizza al portatore, rilasciata dall'Istituto di credito; quest'ultima consentirà al proprietario dell'oggetto di riscattare il bene impegnato.
Alla scadenza del prestito sul pegno si può decidere di prolungare il periodo, pagando gli interessi inseguito, mentre la custodia deve essere saldata in anticipo.
Tuttavia, è anche possibile saldare anticipatamente l'interno ammontare del debito, ma ciò comporta il pagamento di una penale. Scaduto il termine previsto per il pagamento dell'intero debito, il proprietario del bene può estinguere il prestito, mentre l'oggetto dato come pegno viene venduto all'asta.
COME SI OTTIENE UN PRESTITO SU PEGNO? COME AVVIENE L'EROGAZIONE DI UN PRESTITO SU PEGNO?
Il prestito su pegno non prevede la presentazione di alcuna particolare documentazione, al contrario consente di ottenere un finanziamento immediato, mediante l'unica garanzia rappresentata da oggetti di valore, come ad esempio oro, gioielli, pietre, orologi, i quali vengono valutati e stimati in base al loro valore commerciale.
In base alla stima fatta per la garanzia presentata, si definirà l'importo dello stesso finanziamento e i tassi di interesse che saranno immutati per tutta la durata del contratto.
Tuttavia, i prestiti su pegno non prevedono l'elargizione di importi superiori a 3.000€ e prevedono una durata che solitamente non supera i dodici mesi, anche se in casi particolari essa può anche essere posticipata.
L'iter burocratico necessario per la concessione del prestito su pegno non molto lungo, in quanto si prevedono solamente i tempi tecnici per accertare la legittimità del bene da impegnare e per la stipula della polizza pegno al portatore.
QUALE È LA NORMATIVA CHE SI OCCUPA DI REGOLAMENTARE I PRESTITI SU PEGNO? QUALI SONO GLI ISTITUTI DI CREDITO CHE PROPONGONO TALI PRESTITI?
In merito a quanto detto pocanzi, è opportuno affermare che i prestiti su pegno, oggigiorno, sono considerati più sicuri e alla portata di tutti, merito soprattutto della tutela legale che consente di mettere al sicuro il finanziatore e il richiedente.
In altri Paesi, soprattutto d'oltre oceano, come nel caso degli Stati Uniti, il prestito su pegno costituisce già una realtà consolidata da parecchio tempo. In Italia, invece, il fenomeno si presenta in continuo aumento soprattutto negli ultimi periodi, causa soprattutto della mole di licenziamenti i massa.
In questo modo, anche coloro i quali non possiedono una busta paga regolare di accedere direttamente e immediatamente al credito e beneficiarne per le esigenze giornaliere.
A tali nuove esigenze si stanno adeguando gli istituti bancari, i quali stanno mettendo in atto, già da un po' di tempo proposte sempre più consone alla situazione di crisi economica: le esigenze di mercato impongono alle banche di adeguarsi e accettare beni materiali come garanzie per i finanziamenti. Tutto ciò è anche merito di una precisa normativa al riguardo che consente di chiarire molti dei criteri sui quali si fonda il prestito su pegno.
La normativa che si occupa di regolamentare i prestiti su pegno prevede precise clausole di prassi comportamentale.
Gli istituti di credito che possono elargire tali tipologie di prestito sono solamente quelli riconosciti e aderenti all'Associazione Italiana degli istituti di Credito su Pegno (assopegno.it), che in totale conta circa cinquanta organismi che operano su tale campo.
Tra gli istituti aderenti a tale Associazione, i quali offrono la possibilità di accedere ai prestiti su pegno si annoverano i seguenti:
- Unicredit che propone un prestito su pegno, il quale prevede una durata che va dai tre mesi ad un anno, spese di custodia pari allo 0,80% e un TAN fisso al 10,40%;
- Gruppo Banca Carige che propone un prestito caratterizzato da tassi di interesse che variano dal 4% per somme fino a 77,47€ al 10% per somme che superano i 258,23€ e prevede una durata che va da quattro a sei mesi, in relazione all'ammontare del finanziamento, il quale è sempre inferiore ai 4/5 del valore del bene; l'istituto accetta in pegno oggetti di valore valutati dai periti della banca stessa;
- Biverbanca che propone un prestito su pegno caratterizzato da un tasso d'interesse tra l'8,50 per operazioni fino a 250€ e il 9% per importi superiori; la durata del prestito è di sei mesi, eventualmente rinnovabile al massimo due volte.
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