Prestiti per genitori separati, accade in Veneto
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La perdita del lavoro è la principale causa di impoverimento improvviso, la seconda è la separazione. Famiglie che si spezzano raddoppiando i costi di casa, bollette, tasse, avvocati, casi più frequenti di quanto si pensi.
In tutta Italia si stima siano almeno cinque milioni i nuclei familiari monogenitoriali, in gran parte dei casi (l'85 per cento) con donne single. Circa 200mila vivono nella regione Veneto.
Ora almeno per chi vive nella regione del nord-est arriva un sostegno economico specifico per realtà come queste, i genitori separati o single.
Accade in Veneto, dove una specifica legge regionale ha stanziato 700 mila euro per concedere prestiti di onore alle famiglie di questo tipo. Si prevede che saranno almeno 140 famiglie a vedersi concessi finanziamenti fino a 5 mila euro. Qualcosa di simile era già stato sperimentato in Umbria, per questa tornata di finanziamenti ha la precedenza chi risiede nel Veneto da almeno due anni.
Il bando è mirato ad aiutare nelle spese da intraprendere (nelle specifiche spese sanitarie e affitto della casa) le famiglie con un solo genitore e uno o più figli. Gli interventi si finanziano con un fondo sperimentale con cui si erogano prestiti a tasso zero.
L'iniziativa dà attuazione alle previsioni della legge regionale n.29 del 2012 sul sostegno delle famiglie monoparentali e dei genitori separati o divorziati in situazione di difficoltà.
L'obiettivo è garantire a questi cittadini, che spesso si ritrovano all'improvviso in crisi economica per via di una separazione, di poter continuare a mantenere tutte le condizioni che sono necessarie per svolgere il proprio ruolo di genitori e non rischiare – per mere questione economiche – di trovarsi in difficoltà abitativa.
Contributi erogati
La forma prescelta è quella del prestito d'onore o del microcredito senza garanzie richieste e a tasso zero. Si erogano fino a 5 mila euro di contributi finalizzati all'acquisto di beni spiccioli come l'affitto o le spese mediche. Per "spese mediche" si intende quelle relative alle prestazioni, agli esami e all'acquisto di dispositivi sanitari a esclusione della chirurgia estetica.
E' denaro da restituire secondo piani di rientro personalizzati.
Scadenza domande
Il 30 novembre, chi è interessato si affretti a segnalare la situazione di bisogno al suo Comune. C'è stata molta polemica perché il bando è stato aperto pochi giorni fa, c'è oggettivamente poco tempo.
Dove presentare le domande
Le domande vanno presentate al Comune di residenza.
A quanto ammonta il plafond disponibile
Le risorse sono esigue: 700 mila euro. Ma si tratta di un fondo di rotazione, in cui si rendono immediatamente disponibili nuovi soldi via via che i prestiti sono restituiti.
Requisiti richiesti
Essere residente nel Veneto o, se straniero non comunitario, con titolo di soggiorno valido. Essere famiglia monoparentale ovvero con genitori single, divorziati o separati. Bisogna avere un reddito certificato Isee che non sia inferiore a 5 mila e non superi i 25 mila euro. Corsia preferenziale per chi ha in casa un minore diversamente abile.
Chi non può accedere
Non può partecipare chi ha già usufruito di fondi pubblici tra 2012 e 2013.
L'Isee
L'Indicatore della situazione economica equivalente è un modo per misurare la ricchezza complessiva secondo parametri oggettivi. La rilasciano i centri di assistenza fiscale di associazioni e sindacati, gli enti locali e gli uffici Inps.
Una simulazione del calcolo Isee la offre il sito dell'Inps cliccando qui.
Le famiglie monogenitoriali in Veneto
I nuclei in cui è presente un solo genitore sono circa il 10% del totale delle famiglie. Nella stragrande maggioranza dei casi, nove volte su dieci, si tratta di madri sole con figli minori. Di queste madri sole, metà sono vedove, il 40% separate o divorziate e il resto sono nubili.
La spiegazione del perché prevalgano in modo così preponderante le donne in questo tipo di famiglia è dovuta a due fattori
- la durata della vita media delle donne è più elevata rispetto a quella degli uomini
- prevalentemente nei divorzi e nelle separazioni i figli vengono affidati alla madre: accade 8 volte su dieci.
Le legge regionale che istituisce il Fondo
E' la legge regionale 29 del 212. Con essa la Regione del Veneto vuole garantire il riconoscimento dei diritti sociali ai singoli e alle famiglie con particolare attenzione a quelle famiglie – stimate in circa 200 mila nella regione Veneto – in cui siano presenti figli minori e che siano composte da un solo genitore o frutto di una separazione o di un divorzio. La legge promuove anche la realizzazione di protocolli d'intesa tra diverse realtà che mirino a creare reti di assistenza a sostegno dei genitori soli. Si vuole in particolare:
- rimuovere le difficoltà legate alla casa, all'abitazione, all'accesso al credito per consentire a ciascuno la possibilità di creare o mantenere la propria famiglia;
- aiutare le donne in difficoltà e prevenire l'interruzione di gravidanza, se legata a motivi economici, attraverso sostegno pre e post parto;
- realizzare opportunità di lavoro flessibile nei tempi e nelle modalità, anche con previsioni apposite nei contrati di lavoro per le famiglie monoparentali;
- facilitare l'accesso al credito veloce per soddisfare i bisogni primari delle famiglie più fragili, a partire da casa e salute;
- realizzare servizi informativi specifici per le famiglie monogenitoriali ;
- creare percorsi di supporto psicologico che mirino a superare il disagio, recuperare la propria autonomia e mantenere appieno il ruolo genitoriale.
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