Prestiti alle famiglie: flessione del 5,8% nei primi 9 mesi 2014 (CRIF)

Prosegue il trend negativo, iniziato a marzo 2013, nel campo dei prestiti personali e di quelli finalizzati, meno richiesti dalle famiglie, anche se l'importo medio richiesto è lievemente aumentato.

Le famiglie italiane, pur navigando nelle acque incerte della recessione e a volte della precarietà, chiedono meno prestiti. Nei primi 9 mesi del 2014 sono diminuite del 5,8% le richiesta di prestiti personali che di prestiti finalizzati da parte delle famiglie, secondo l'ultima rilevazione di  EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 77 milioni di posizioni creditizie.

Da marzo 2013 domanda di prestiti in calo

Un risultato che  consolida ulteriormente la dinamica negativa che da marzo 2013 caratterizza ininterrottamente la domanda di prestiti delle famiglie italiane.
Scendendo nel dettaglio, lo scorso settembre  i prestiti finalizzati hanno fatto segnare un calo dello -0,6% rispetto al corrispondente periodo del 2013, mentre i prestiti personali si sono caratterizzati per una flessione più marcata (-1,5%).
Estendendo l'osservazione ai primi 9 mesi dell'anno in corso, i prestiti finalizzati, quelli strettamente legati all'acquisto rateizzato di beni di consumo, sono sempre meno richiesti dagli italiani, registrando un calo dell'8,6% rispetto al corrispondente periodo 2013 mentre per i prestiti personali la riduzione è stata del -2,5%.

Cresce l'importo medio dei prestiti richiesti

E' cresciuto del 2,6% l'importo medio dei prestiti (personali più finalizzati), assestatosi a 7.694 Euro, rispetto all'analogo periodo  del 2013. Comunque ben lontano dai prestiti medi richiesti nel 2008, prima che la crisi economica si manifestasse, ben superiori ai 9.000 Euro.
Scendendo maggiormente nel dettaglio,  l'importo medio dei prestiti finalizzati è salito nei primi 9 mesi dell'anno in corso, raggiungendo il valore di 4.816 Euro, in crescita del +9,8% rispetto al corrispondente periodo 2013. Cala di poco invece l'importo medio richiesto per i prestiti personali, che nei primi 9 mesi dell'anno in corso è stato di 10.898 Euro, con una flessione del -2,7%.
Oltre la metà delle richieste di finanziamenti rimane sotto la soglia dei 5mila euro ( 51,6% del totale). Nel caso dei prestiti finalizzati l'incidenza di questa classe sul totale raggiunge addirittura il 70,1%, mentre relativamente ai prestiti personali la quota scende al 31% del totale.

Un'inversione di tendenza si registra, invece, sul fronte della durata dei finanziamenti richiesti, che gli italiani preferiscono sia inferiore ai 12 mesi, nel  22,4% dei casi, nei primi 9 mesi del 2014 con , in aumento di 2,3 punti percentuali rispetto al pari periodo 2013.
Nel caso dei prestiti personali si conferma, invece, la predilezione per la classe di durata più elevata, oltre i 5 anni, con una quota pari al 37,9% del totale.

Prudenza nell'indebitamento

"Il credito retail risenta del calo di fiducia dei consumatori, determinato principalmente dall'incertezza che continua a caratterizzare lo scenario economico e, soprattutto, dal perdurare delle criticità sul fronte dell'occupazione, con quella giovanile che ha raggiunto livelli drammatici – commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. Il peggioramento dei bilanci delle famiglie fa sì che i consumi restino depressi e gli acquisti dei prodotti considerati non strettamente indispensabili e di quelli più costosi, tipicamente sostenuti da un finanziamento, vengano rinviati in attesa di momenti più propizi. Gli italiani mantengono un atteggiamento prudente anche per paura di non riuscire a ripagare regolarmente le rate dei finanziamenti contratti". 

Dott.ssa Laura Candeloro
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