Dopo 19 mesi in calo, torna a salire la domanda di prestiti da parte delle famiglie
Nel corso del mese di ottobre il numero delle richieste di prestiti da parte delle famiglie del nostro paese ha fatto registrare un significativo incremento, pari al +7,6% rispetto al risultato conseguito nello stesso mese dello scorso anno. Il dato in questione è stato rilevato dal Barometro CRIF, una indagine sulla domanda di prestiti da parte delle famiglie. Si tratta di un segnale discretamente importante, in quanto siamo in presenza di un primo segno positivo dopo una lunga teoria di cali più o meno forti nel corso della diciannove rilevazioni precedenti. Lo stesso Crif mette in rilievo in una sua nota come sia però difficile capire se si tratti di una vera e propria inversione di tendenza oppure della classica eccezione che conferma la regola.
Tra i dati da mettere in risalto, c'è anche quello riguardante l'importo medio dei prestiti richiesti, il quale si è attestato a quota 7630 euro, contro i 7506 che avevano distinto lo stesso periodo del 2013, con una crescita dell'1,7% che deriva in particolare dalla buona prestazione dei prestiti finalizzati, che hanno fatto registrare un aumento pari al 7,3% rispetto a dodici mesi prima, con un importo medio richiesto che ha toccato quota 4780 euro, contro i 4386 del corrispondente periodo del 2013 (+9%). Per quanto riguarda invece i prestiti personali il valore medio si è assestato a 10.841 Euro contro gli 11.224 Euro di dodici mesi prima.

(Tornano a crescere a ottobre le richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane)
L'analisi del Barometro Crif mette in rilievo altri dati interessanti, come quello relativo alla distribuzione per fasce di importo, nell'aggregato di prestiti finalizzati e personali, ove viene confermata l'attitudine da parte dei nostri connazionali per quella sotto i 5.000 euro, la quale raggiunge una percentuale sul totale che si attesta oltre la metà, al 52,2%, pur facendo registrare un lieve calo rispetto al corrispondente periodo del 2013. Per quanto concerne invece i prestiti finalizzati, l'incidenza di questa categoria sul totale va addirittura a toccare il 70,5% contro il 31,6% fatto registrare nei prestiti personali.
Altro aspetto considerato dall'indagine è quello relativo alla durata dei finanziamenti richiesti nel loro complesso, ambito in cui le preferenze degli italiani rimangono su quella inferiore ai 12 mesi, che raggiunge una quota pari al 23,2% del totale con un aumento di tre punti percentuali rispetto a quanto era successo dodici mesi prima. Se si assume come punto di riferimento il settore dei prestiti finalizzati l'incidenza di questa classe raggiunge poi il 35,2% del totale. Per quanto riguarda i prestiti personali si conferma ancora una volta la preferenza per la classe di durata più elevata, ovvero quella oltre i 5 anni, che si attesta ad una quota pari al 37,6% del complesso.
I risultati del Barometro Crif sono stati commentati da Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF, secondo il quale una sola rilevazione non può dare segnali in grado di indicare una tendenza in atto, ma al massimo essere vista come un segnale timidamente incoraggiante. Anche perché a rendere più incerto il quadro sono i dati macroeconomici relativi ad un Pil che nel 2015 potrebbe addirittura segnare una crescita zero e le criticità relative al fronte occupazionale. Fattori che non possono certo indurre all'ottimismo le famiglie italiane, riflettendosi di conseguenza anche sulla propensione al credito delle stesse, soprattutto quelle che fanno delle dei settori più esposti ai venti di crisi e che in questi anni hanno pagato maggiormente i costi relativi alla ristrutturazione del debito pubblico.
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