Negli USA sono sempre più in voga i prestiti delle istituzioni non finanziarie

Negli Stati Uniti sono sempre più in voga i prestiti immobiliari erogati dalle istituzioni non finanziarie, che si sono rivelate prontissime ad approfittare della stretta creditizia operata dalle grandi banche, erodendo fette molto estese di mercato alle banche tradizionali.

Mentre le banche faticano nel portare avanti la loro funzione di stimolo all'economia reale, a livello pressoché globale, sul mercato creditizio si affacciano nuovi soggetti che possono fornire una alternativa per le famiglie e le imprese alla ricerca di finanziamento. Una tendenza che sta prendendo piede soprattutto negli Stati Uniti, ove nella seconda metà del 2014 i gruppi finanziari che non sono legati agli istituti di credito, sono riusciti a ricoprire il 23% del totale stanziato sotto forma di mutui. Un dato che sovrasta nettamente quello del 2013, con una crescita nell'ordine del 5%, e del 2012, addirittura l'11% in più.

Un dato che stride fortemente con quello riguardante il primo semestre del 2014 sempre negli Stati Uniti, quando sono stati erogati mutui per una cifra complessiva pari a 530 miliardi di dollari, ovvero il 53% in meno rispetto allo stesso periodo del 2013. Un vero e proprio crollo che ha visto accomunate le principali istituzioni finanziarie del paese, a partire da Jp Morgan e Wells Fargo, i cui mutui destinati all' acquisto della casa, sono crollati con estrema rapidità in raffronto con gli altri operatori presenti nel settore finanziario. Per non citare Bank of America e Citigroup, i quali hanno ridotto addirittura del 65% le erogazioni sotto forma di mutui immobiliari.

Sono sempre più in voga i mutui erogati da istituzioni non finanziarie negli Usa

(Sono sempre più in voga i mutui erogati da istituzioni non finanziarie negli Usa)

Il dato proveniente dagli States, almeno in base a quanto sostenuto dagli esperti, è dovuto ad una serie di fattori tali da condizionare le grandi banche, spingendole a erogare mutui con molta più severità rispetto al passato, adottando criteri estremamente restrittivi che hanno spinto ad una chiusura sempre più marcata dei rubinetti. Una scelta ispirata anche da un crescente monitoraggio messo in atto dalle autorità di regolamentazione, le quali dopo lo scandalo dei mutui subprime hanno deciso di vigilare con estrema attenzione sull' operato delle banche americane. Il risultato di questo monitoraggio ha peraltro spinto le stesse a operare con molta più cautela, proprio per evitare di incorrere nelle tremende bastonate inflitte recentemente dal governo federale nei confronti degli istituti bancari che si sono particolarmente distinti nel facilitare lo scoppio della bolla che dal 2007 ha letteralmente fatto a pezzi l'economia mondiale, innestando una crisi da cui ancora si stenta ad uscire.

In questo quadro, si sono perciò inserite le istituzioni non finanziarie, che hanno saputo approfittare dei varchi apertisi, a partire da Quicken Loans,  la prima istituzione non bancaria per erogazione di mutui in America, che nel corso del primo semestre del 2014 ha erogato mutui per un valore pari a 24 miliardi di dollari. Per capire meglio la portata del dato, basterebbe ricordare che si tratta più o meno delle stesse risorse erogate da Bank of America, uno dei colossi storici del settore bancario americano. Insomma, sembra proprio che la crisi in atto sia destinata ad incidere in maniera sempre più profonda anche sugli equilibri finanziari mondiali, portando alla ribalta nuovi attori in grado di imporsi con estrema forza.

Dott. Dario Marchetti
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