Le sofferenze a ottobre sfiorano i 180 miliardi secondo Abi
Chi continua a proclamare ormai vicina la fine della crisi, dovrebbe riflettere sul dato diffuso dall'Associazione Bancaria Italiana nel suo consueto rapporto mensile, in base al quale proprio il perdurare del momento negativo, con gli effetti che comporta, avrebbe portato ad una ulteriore crescita della rischiosità dei prestiti nel nostro paese. La conferma più eloquente arriva peraltro dai dati numerici, in base ai quali le sofferenze lorde nel mese di ottobre sono risultate pari a quasi 179,3 miliardi, dai 176,9 miliardi fatti registrare nel corso di settembre. Allo stesso tempo risultano in aumento le sofferenze delle attività produttive, che raggiungono i 143,109 miliardi di euro ad ottobre contro i 141,162 del mese precedente.
Un dato che fa capire come l'uscita dalla crisi innescata dall'esplosione della bolla dei mutui subprime sia tutt'altro che prossima, anche in considerazione di segnali che arrivano da più parti del pianeta, in particolare dalla Russia, con il crollo del rublo che inizia a fare realmente paura ai mercati per i riflessi che esso potrebbe innescare. Tanto da spingere il ministro Padoan ad esortare una rapida attuazione del piano Juncker, visto come l'unico modo di mettere in sicurezza il nostro paese, in un momento in cui aumentano i tassi di disoccupazione e si assiste al progressivo scivolamento di parte del ceto medio verso il basso. 
(Aumentano le sofferenze bancarie a ottobre in Italia, in base ai dati di Abi)
Tornando al rapporto mensile dell'Abi, va ricordato come il rapporto sofferenze lorde su impieghi è si attesta a ottobre al 9,5%, contro il 7,7% di dodici mesi prima e il 2,8% alla fine del 2007, poco prima che scoppiasse la crisi. Per i piccoli operatori economici, però, il valore si attesta al 15,8%, quando era a 13,4% nell'ottobre di un anno fa e a 7,1% alla fine del 2007, raggiungendo il 15,7% per le imprese (12,3% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 6,8% per le famiglie consumatrici (6,3% ad ottobre 2013; 2,9% a fine 2007).
Anche le sofferenze nette fanno registrare nel mese di ottobre un aumento, salendo dagli 81,2 miliardi di settembre ad 83 miliardi. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è quindi risultato pari al 4,61%, dal 4,49% del mese precedente, mentre era al 3,98% ad ottobre 2013 e allo 0,86%, prima dell'inizio della crisi.
Il rapporto indica anche come l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche che operano in Italia sia risultata pari a 1.814,9 miliardi di euro, un valore superiore, di quasi 117 miliardi, rispetto all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, fermo invece a quota 1.698 miliardi di euro. Anche questo un dato che denota la difficoltà sempre più pronunciata per le famiglie italiane a mettere da parte risorse finanziarie, conseguenza dell'elevato livello della tassazione e dei costi sostenuti soprattutto dai ceti più poveri per la ristrutturazione del debito pubblico. Le politiche di austerity, insomma, continuano a propagare i loro effetti comprimendo non solo i consumi, ma anche la capacità di risparmio di molte famiglie.
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