Gli italiani tornano a risparmiare: nei conti correnti 44 miliardi in più dell'anno precedente
Il protrarsi della crisi e il clima di incertezza che continua ad aleggiare sul nostro paese, hanno spinto i nostri connazionali a ricominciare a risparmiare, una vecchia propensione tornata d'attualità negli ultimi anni. A confermare questo dato di fatto è il bollettino mensile dell'Associazione Bancaria Italiana, secondo il quale l'aumento dei depositi bancari nel nostro paese ha visto una crescita di 44 miliardi di euro tra il novembre del 2013 e il novembre del 2014, un rialzo pari al 3,6%, a fronte del +2,4% fatto segnare a ottobre. Dall'inizio della crisi, gli italiani hanno invece accantonato 196 miliardi di euro, portando i depositi a quota 1.708,6 miliardi di euro, con un aumento del 12,95% nell'arco di sette anni.
La dinamica diventa ancora più evidente ove si si guardino i dati che riguardano le obbligazioni, diminuite a loro volta per 25,3 miliardi di euro rispetto ad un anno fa, una discesa pari all'1,5%. L'accumulo di risparmio cash non ha peraltro avuto effetti sul risparmio gestito, aumentato a sua volta nell'ordine di 110 miliardi di euro dall'inizio del 2014, dato di fatto che rende evidente come molti italiani guardino al risparmio come una vera e propria ancora di salvezza a fronte di una congiuntura economica che lascia poco spazio alle certezze.
Per quanto concerne il tasso medio sul totale della raccolta bancaria, si attesta all'1,54% contro lo 0,77% del tasso praticato sui depositi e l'1,84 sui PCT. Il rendimento delle obbligazioni risulta a sua volta pari al 3,19%, in discesa dal 3,21% del mese precedente.

(Aumenta di nuovo la propensione al risparmio degli italiani)
Il rapporto elaborato dall'Abi sembra tuttavia aprire qualche squarcio di speranza, segnalando un lieve miglioramento del clima finanziario per gli italiani. Ad attestarlo sarebbe soprattutto un mutamento nella dinamica relativa ai prestiti, il cui calo si è finalmente interrotto, dopo 30 mesi di valori negativi. Mentre salgono a loro volta i finanziamenti alle imprese fino ad un milione di euro, che a fine ottobre fanno registrare un incremento su base annua dello 0,2%.
Sempre secondo l'Abi dalla fine del 2007, ovvero dall'inizio della crisi, ad oggi, i prestiti all'economia sarebbero passati da 1.673 a 1.813,3 miliardi di euro, mentre quelli a famiglie e imprese sarebbero cresciuti da 1.279 a 1.419 miliardi di euro. In calo gli interessi sui prestiti, al 3,66% contro il 3,71% fatto registrare nel corso del mese precedente e il 6,18% che caratterizzava la fine del 2007. Anche il tasso sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese sarebbe in calo, attestandosi al 2,70% dal 2,74% di un mese prima e il 5,48% fatto registrare alla fine del 2007.
Per quanto riguarda invece le sofferenze lorde, a ottobre hanno fatto registrare un ulteriore aumento, passando da 176,9 miliardi del mese precedente a quota 179,3 miliardi, un dato che conferma il momento non brillante della nostra economia. In generale un quadro molto contrastato, che sembra smentire decisamente l'ottimismo trapelato recentemente da parte di Confindustria su una possibile ripresa economica nel 2015. Il tutto mentre l'economia statunitense sembra tornare a tirare, con un +5%del Pil nel terzo trimestre che fa ben sperare per una inversione di tendenza, sempre che la crisi del rublo non provochi un altro smottamento dell'economia globale.
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