E' finalmente arrivato il nuovo regolamento per il microcredito
Associato sino a qualche anno fa ai paesi più poveri, oggi il microcredito è diventato uno strumento di finanziamento a basso costo anche per le famiglie e le imprese dell'Occidente avanzato, tanto da essere preso in considerazione dalle aziende commerciali, non solo quelle messe in difficoltà da una crisi economica devastante, ma anche da quelle rimaste vittima di eventi catastrofici improvvisi, come terremoti ed alluvioni.
Proprio per questo motivo, molti italiani attendevano con molta ansia il nuovo regolamento sulla materia, preventivato ormai da quattro anni, ossia da quando questo strumento di supporto all'economia reale è stato codificato all'interno del decreto legislativo n. 141 emanato il 13 agosto del 2010. Il provvedimento in questione è finalmente arrivato, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 279 del primo dicembre e riporta la firma di Pier Carlo Padoan, il ministro dell'Economia e delle Finanze del governo Renzi, mettendo ufficialmente nero su bianco i requisiti di cui debbono essere portatori i richiedenti di questa particolare tipologia di credito. Oltre naturalmente all'ammontare massimo dei finanziamenti e alle informazioni che debbono essere fornite alla platea dei destinatari.

(Il microcredito non è più una caratteristica solo dei paesi in via di sviluppo)
Con questo atto ufficiale, i finanziamenti di importo contenuto rivolti agli imprenditori e alle famiglie in difficoltà ad accedere al credito vengono finalmente disciplinati, in modo non solo da essere utilizzati al fine di avviare o sviluppare iniziative imprenditoriali, ma anche per l'inserimento nel mercato del lavoro di soggetti che non riescono a trovare sbocchi adeguati.
In forza delle nuove norme, il microcredito potrà essere utilizzato solo dalle microimprese, organizzate sotto varie forme, come ad esempio quella individuale o quella cooperativa. Ove si tratti invece di imprese individuali, il titolare non deve essere possesso di partita Iva da più di cinque anni, mentre il numero dei suoi dipendenti non deve superare le cinque unità. Numero che sale a dieci nel caso di imprese a responsabilità limitata e società cooperative.
Per quanto concerne invece l'ammontare massimo del prestito, il tetto viene fissato in 25mila euro, importo che in determinati casi, può essere implementato di 10mila euro, con una durata che può arrivare al massimo a sette o dieci anni, in base alla finalità della società richiedente. Condizioni che equiparano il microprestito ad una sorta di prestito personale di entità ridotta.
Il regolamento va anche ad affrontare la disciplina riguardante i finanziamenti per i progetti rivolti all'inclusione sociale e finanziaria in favore di persone fisiche. con un limite di importo in questo caso fissato a 10mila euro e durata non superiore ai cinque anni.
Con la pubblicazione del regolamento, quindi, il microcredito trova le basi legislative su cui fondare un percorso che potrebbe rivelarsi molto interessante per cercare di dare sollievo a chi continua a trovare grandi difficoltà di ascolto presso un circuito creditizio ancora troppo rivolto su sé stesso per ottemperare alla propria funzione di stimolo all'economia reale.
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