Credito, il web sfida le banche tradizionali

Nel settore del credito, il web sta ormai sfidando in maniera sempre più serrata le banche tradizionali e con esiti spesso clamorosi, come dimostra il caso di Lending Club, capace di aumentare il suo valore azionario del 60% nel primo giorno alla borsa di Wall Street.

Il caso di Lending Club, protagonista di una spettacolare quanto fruttuosa cavalcata alla Borsa di New York negli ultimi giorni dell'anno, proprio in concomitanza con una flessione generalizzata del listino S&P500, sta facendo riflettere il mondo finanziario. Si tratta infatti di un'impresa appena nata e di piccole dimensioni, che però capitalizza già oltre nove miliardi di dollari e vede nel suo consiglio di amministrazione pezzi da novanta come l'ex segretario al Tesoro e consigliere economico di Barack Obama, Larry Summers, o come John Mack, l'uomo che guidò Morgan Stanley nel corso della tempesta finanziaria seguita allo scoppio della bolla relativa ai mutui subprime.

Figure di rilievo che sicuramente non si impegnerebbero per una impresa che non avesse carte eccellenti da giocare. E che Lending Club possieda carte di grande rilevanza, lo dimostra il vero e proprio rallye inscenato nel corso del primo giorno di quotazione a Wall Street, con una impennata spettacolare del valore azionario, un più 60% dovuto in particolare alla constatazione che le società operanti sul web, si apprestano a rompere gli schemi tradizionali del credito, destrutturando il mondo finanziario come aziende innovative del calibro di Amazon hanno fatto nel settore delle librerie. Il tutto sfruttando proprio la forza di Internet e l'incapacità di adattarsi ai cambiamenti da parte degli istituti finanziari tradizionali. Di cui stanno approfittando anche Funding Circle in Gran Bretagna e Prosper negli Usa, con risultati sui quali appunto sta riflettendo ora il sistema creditizio, che potrebbe presto trovarsi in grande difficoltà di fronte all'offensiva di aziende piccole, manovriere e spregiudicate.

Nel settore del credito il web sfida i colossi tradizionali

(Nel settore del credito il web sfida i colossi tradizionali)

Ormai le società che prestano denaro sul web sono decine e decine, sparse in ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dalla Germania alla Cina, con un giro d'affari attualmente stimato ad alcune decine di miliardi di dollari, riversati soprattutto sul settore del prestito al consumo e nel finanziamento alle imprese di ridotte dimensioni, le stesse che non riescono a trovare ascolto presso il sistema tradizionale. In Italia c'è ad esempio Smarika, che però non gode ancora della autorizzazione piena ad operare in tal senso.

La formula che presiede ai prestiti, è quella del peer-to-peer, da pari a pari e ciò vuol dire che Lending Club e i suoi fratelli fanno da tramite tra chi cerca e chi offre credito, grazie agli algoritmi coi quali analizzano dati estremamente complessi, in grado di stabilire il tasso di interesse adeguato ad ogni transazione. Una volta che sia conclusa l'analisi, le piattaforme si incaricano di smistare le risorse provenienti dagli investitori, il cui grande vantaggio sta nel fatto che i rendimenti sono superiori a quelli che prospettano i titoli di Stato.

Mentre l'azienda che gestisce il sistema, ha il suo tornaconto nella commissione chiesta agli investitori, solitamente l'1% dell'operazione, e a chi richiede i soldi, fra il 2% e il 5%. Considerato che queste società hanno costi di gestione ridotti all'osso, essendo privi di filiali e avendo un personale non molto numeroso, ma estremamente specializzato, possono dunque fare credito a tassi di interesse inferiori a quelli pretesi abitualmente dalle finanziarie tradizionali, offrendo allo stesso tempo rendimenti superiori agli investitori. Va anche messo in rilievo come l'avventura di Lending Club in Borsa abbia potuto godere anche dell'euforia speculativa e che crei problemi di non poco conto anche nell'immediato futuro, come quelli relativi alla distruzione di posti di lavoro come quelli degli sportelli bancari. Il tutto va però a collocarsi in una situazione che vede il credito ormai riservato ad una vera e propria minoranza di fortunati, con famiglie e piccole imprese costrette a fare i salti mortali davanti alla stretta creditizia in atto in molti paesi. Di conseguenza, o il settore creditizio si riapproprierà della sua reale funzione di stimolo all'economia, oppure casi come Lending Club diventeranno la norma.

Dott. Dario Marchetti
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