Come risparmiare sui prestiti: attenzione a Tan e Taeg, ma non solo
A volte può accadere di essere a corto di liquidità in vista di una scadenza importante o dell'insorgere di una particolare necessità, come ad esempio il matrimonio di uno dei figli oppure i lavori di ristrutturazione della propria abitazione. Soprattutto in un momento come quello attuale, con una crisi che somma i suoi effetti alle politiche messe in atto per ristrutturare il debito e abbattere l'imponente massa di debiti che grava sul bilancio statale, sono molti i nuclei familiari che necessitano di prestiti in grado di dare un minimo di respiro alle proprie finanze. Una esigenza che trova la sua controparte nella proposta del settore bancario, formulata con un range di prodotti ideati per le più svariate esigenze. Prima di aderire ad una delle proposte in questione, però, si dovrebbe procedere ad una attenta disamina non solo della propria situazione personale, ma anche dell'offerta delle banche, cercando di capire quale possa essere il prodotto migliore e, soprattutto, che sia in grado di farci risparmiare, per quanto possibile. Sapendo peraltro che alcuni precisi accorgimenti possono evitare di far pesare ancora di più il prestito ottenuto, impedendoci di strutturare un piano di rientro non parametrato alle nostre reali condizioni economiche, la cui errata valutazione può comportare danni estremamente pesanti.
Uno studio, quello dei vari prestiti presenti sul mercato, che può essere agevolato dal ricorso a consulenti preparati del mondo finanziario che forniscano una consulenza gratuita adatta al caso specifico, uno strumento prezioso per formarsi una idea più esaustiva. A patto che si provveda a mettere a confronto prodotti omogenei, operazione che deve obbligatoriamente essere preceduta dalla distinzione tra le due grandi tipologie che compongono l'offerta di finanziamento degli istituti bancari, ovvero i prestiti personali e quelli finalizzati. Se i primi sono concessi solo ed esclusivamente per un determinato scopo, ad esempio l'acquisto di una nuova automobile o di un elettrodomestico, i secondi servono invece per ottenere la liquidità che può poi essere investita a piacimento di chi ha ottenuto l'erogazione della somma.

Una volta che sia stata determinata la finalità della somma richiesta, si può procedere ad un'attenta valutazione dei costi relativi ad ogni singola offerta. A questo proposito, va sottolineato ancora una volta come sia estremamente importante il ricorso a due importanti indicatori, i quali possono rivelarsi estremamente preziosi per capire l'effettivo costo di un finanziamento e guidarci perciò verso la scelta migliore. I due indicatori in questione sono il Tan (Tasso Annuo Nominale), che esprime il tasso di interesse applicato sul capitale prestato, e il Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale), il quale va invece ad esprimere il costo complessivo del nostro prestito, in cui vanno comprese tutte le eventuali spese assicurative, gli oneri di istruttoria e tutti i carichi inerenti al prestito. La scelta di un prestito con Tan e Taeg più vantaggiosi può avere come principale conseguenza una minore spesa per la restituzione dell'importo. Interessi più sostenibili dalle nostre finanze, ci possono infatti permettere di impostare nel modo più corretto il piano di rimborso ed evitare di entrare in sofferenza allungando più del dovuto la durata del prestito e accollandoci di conseguenza nuovi oneri. Chi dispone di entrate sicure, come ad esempio un lavoratore provvisto di regolare contratto a tempo indeterminato, può infatti pensare di alzare l'entità della somma da restituire mese dopo mese. Mentre chi magari non può contare su uno stipendio fisso, condizione che accomuna purtroppo moltissimi lavoratori atipici nel nostro paese, dovrebbe cercare di alleggerire il carico, in modo da non trovarsi costretto a rinegoziare il pagamento in un secondo momento.
Anche la scelta di tutelarsi dai rischi sempre presenti tramite una assicurazione, può pesare in modo sensibile sul costo complessivo di un prestito. Basti pensare che la polizza su un prestito personale di 15mila euro, da restituire nell'arco di 72 mesi, può costare tra i 770 e i 960 euro, ovvero portare il totale della cifra da ripagare a ben 22mila euro complessivi. Proprio per questo motivo, alcuni istituti bancari sono soliti costringere il cliente a sottoscrivere l'assicurazione, una pratica che però è assolutamente scorretta e che può essere segnalata all'Antitrust.
Come si può capire, a volte basta poco per non ritrovarsi a sostenere spese aggiuntive che possono gravare in modo anche sensibile sulla rata del nostro prestito. Ecco perché bisognerebbe sempre fare molta attenzione nella valutazione preliminare, senza mai dare nulla per scontato.
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