Cassa dei Depositi e Prestiti: nominati i nuovi membri, ma sono tutti politici
La Cassa Depositi e Prestiti è un'istituzione che viene regolamentata come fosse una normale Società Per azioni, la cui partecipazione è all'80% in mano al Ministero del Tesoro, mentre per il restante appartiene alle Fondazioni Bancarie (costituite da un insieme di istituti pubblici e privati). Il suo Presidente e l'Amministratore Delegato hanno la responsabilità di gestire questa banca, che a tutti gli effetti non è una vera e propria banca, ma che ha una disponibilità di capitale pari a 230 miliardi di euro.
L'obiettivo principale della Cassa Depositi e Prestiti è quello di gestire il risparmio postale, ossia la somma dei soldi di proprietà degli italiani, che i nostri connazionali hanno deciso di investire nell'acquisto di buoni fruttiferi postali o libretti di deposito. Grazie a questi capitali, la CDP è in grado di effettuare degli investimenti che rendono possibile la crescita del nostro Paese, ad esempio attraverso la ristrutturazione di un asilo nido oppure la gestione amministrativa del lungomare di una città, concedendo prestiti a medio o lungo termine alle amministrazioni locali. Dal momento che sia la gestione dei fondi che il denaro vengono garantiti dallo Stato, entrambi risultano al sicuro. almeno per quel che riguarda la "gestione straordinaria".
La gestione ordinaria della Cassa Depositi e Prestiti, invece, consiste in tutte quelle operazioni o quegli investimenti che prendono il via solo attraverso l'utilizzo delle proprie risorse economiche che non vengono garantite dallo Stato e che possono riguardare, ad esempio, l'emissione di obbligazioni della Cassa Depositi e Prestiti nel mercato azionario. Grazie a questo sistema, la CDP può provvedere all'acquisizione di azioni o di partecipazioni all'interno di qualsiasi tipo di azienda che presenta un progetto considerato interessante per il consiglio di amministrazione dell'Ente. Secondo quando riportato dallo statuto, infatti, l'obiettivo è quello di "investire in società di interesse nazionale in equilibrio economico e finanziario e con prospettive reddituali e di sviluppo".
Come è logico pensare, quindi, è di estrema importanza la scelta dei membri che andranno a ricoprire i più alti vertici della Cassa Depositi e Prestiti del nostro Paese, perché sarà per mano loro la scelta di perseguire alcune decisioni strategiche e finanziarie delle nostre aziende, ma anche la volontà di rendere più vivibili le nostre città attraverso la concessione del credito alle amministrazioni locali.
Di redente si è scatenato un putiferio a livello mediatico a seguito della decisione di inserire all'interno del Consiglio di Amministrazione della CDP dei personaggi molto famosi, soprattutto per quel che riguarda i loro trascorsi politici. Primo fra tutti Piero Fassino, ex segretario del PD e sindaco di Torino, ma anche Massimo Garavaglia, assessore leghista all'economia, credito e semplificazione della Regione Lombardia. Da non dimenticare, infine, anche Antonio Satta, presidente della provincia di Torino ed esponente del PD. Tutti e tre sono stati inseriti all'interno della Commissione di Vigilanza della società.
La Camera ha deciso di nominare due fassiniani come membri effettivi: stiamo parlando di Davide Zoggia, che svolge attualmente il ruolo di commercialista nella segreteria nazionale, che si occupa della Commissione Affari istituzionali e, inoltre, che è a capo dell'organizzazione dei democratici. Molti di voi avranno già sentito parlare di lui qualche tempo fa, quando è scoppiato lo scandalo della moltiplicazione delle tessere in occasione dei Congressi provinciali del PD. Angelo Rughetti è il secondo deputato del PD che è stato inserito all'interno della Commissione di Vigilanza della Cassa di Depositi e Prestiti, che è stato precedentemente eletto all'interno della Circoscrizione Campania.
Ad ultimare la lista delle new entry nella CDP ci sono Misuraca Dore, un deputato di origine palermitana che sostiene Nuovo Centro Destra e molto vicino ad Angelino Alfano (che ultimamente è balzato agli onori della cronaca per aver fatto parte degli scissionisti), e il deputato di Sel Ferinando Aiello, noto ai più per lo scandalo che riguardava l'assunzione di parenti e amici in Calabria nelle cariche pubbliche, sebbene la scelta dovesse essere stata fatta in base ai risultati del concorso indetto dallo Stato.
Ai precedenti nomi si aggiungono poi i supplenti dei membri fissi del CdA che sono rappresentati da Raffaella Mariani del Pd, Filippo Busin della Lega, Giuseppe Galati del PdlFI e Irene Tinagli del Sc.
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