Due miliardi dalla cassa depositi e prestiti per i mutui casa
Due miliardi di euro per i mutui casa in arrivo dalla Cassa Depositi e Prestiti.
E' la misura di sostegno varata a Roma dopo che nei giorni scorsi è finito il percorso di conversione in legge del decreto chiamato "Imu" (dal nome della tassa sulla casa). Cosa c'entra coi mutui? Il primo passo per sostenere chi possiede o vorrebbe possedere casa – è la logica intrinseca – è sgravarlo dalle tasse. Infatti come prima misura il decreto stabilisce quali debbano essere il pacchetto di misure che servono a coprire il "buco" lasciato dall'Imu. Poi assegna 200 milioni di euro al sostegno alle famiglie e stabilisce che la Cdp (Cassa depositi e prestiti) renda disponibili alle banche più di 2 miliardi di euro di modo che possano erogare un numero maggiore di mutui casa.
Si tratta di soldi non per i cittadini, ma che andranno in prestito agli istituti di credito, ma che dovrebbero far respirare un po' l'asfittico mercato dei prestiti.
Per quanto riguarda i 200 milioni di euro assegnati per le misure previste dal Pacchetto casa, 140 andranno a coprire il capitolo delle famiglie più povere che attualmente vivono in affitto (un aiuto per le pigioni) e chi, causa crisi, risulta moroso perché ha perso il lavoro. Il resto dei finanziamenti, un gruzzoletto pari a 60 milioni di euro, sarà destinato a un fondo di garanzia che sarà costituito per garantire a lavoratori atipici, famiglie numerose e giovani coppie l'accesso ai mutui.
Tornando ai due miliardi della Cdp, si tratta di un corposo investimento straordinario mirato a erogare un maggior numero di mutui. I dettagli dell'operazione saranno definiti con un accordo tra associazione bancari (Abi) e Cdp. Sono già note, però, le linee guida che sono, sostanzialmente due:
- Al fondo si potrà accedere per chiedere finanziamenti per acquistare e ristruttura immobili di qualità, quelli che hanno una classificazione energetica molto alta, tra la F e la A;
- Il fondo sarà a scalare perché i soldi si daranno in via prioritaria a famiglia con disabili, giovani coppie e famiglie con molti figli.
Tecnicamente parlando, il meccanismo funzionerà prevedendo che la Cassa Depositi e Prestiti acquisti obbligazioni degli istituti di credito che varino nuove attività di cartolarizzazione di crediti che provengono solo ed esclusivamente da vecchi mutui che abbiano l'accensione di una garanzia da ipoteca su immobili residenziali. Liberate le banche da quel tipo di crediti – è l'idea - si liberano risorse liquide con cui si potranno erogare nuovi mutui.
Detto brutalmente, le banche potranno liberarsi dei vecchi prestiti per erogarne di nuovi.
Qualcuno vede il tutto come una scelta eticamente discutibile: infatti già a inizio 2012 le banche hanno avuto la possibilità di richiedere prestiti alla Banca Centrale Europea a un tasso irrisorio. Ma poco è finito nelle tasche di cittadini e imprenditori, visto che il credit crunch permane. Dove sono finiti quei soldi? A ripianare i debiti tra istituti finanziari? La paura che finisca così anche questa volta.
Tornando a quel che sta accadendo a Roma, un'altra misura che va a sostenere le famiglie in crisi è contenuta in un emendamento della legge di stabilità che chiede che vengano assegnati almeno 400 milioni per il dibattuto capitolo del reddito minimo garantito. L'Italia è infatti l'unico Stato di tutta l'Europa – con la Grecia - che non possiede uno strumento del genere. L'emendamento riprende quanto studiato al ministero del Lavoro nei mesi scorsi, ed è visto come una misura necessaria per far ripartire i consumi interni. Ma questo denaro a fondo perduto come si finanzia? Dove si trovano i soldi? L'idea è aumentare la tesse sulle rendite finanziarie dall'attuale 20 per cento al 22%.
Si andrebbe a intervenire sulle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà assoluta, un'operazione che costerebbe sette miliardi di euro, che sostituirebbe l'attuale misura della social card cui sono previsti da assegnare appena 250 milioni di euro.
Un'altra idea in campo è quella che riguarda il reddito minimo garantito è quello che è stato chiamato "Reddito di cittadinanza". Un'operazione ancora più costosa, da 19 miliardi di euro.
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