Le risposte ai quesiti più comuni circa la regolamentazione sul crowdfunding (parte II)

Le risposte ai quesiti più comuni in merito alla regolamentazione circa l'equity crowdfunding. Il ruolo delle banche e delle SIM nella transazione e nella sottoscrizione dei finanziamenti di startup innovative. Tutti i rischi che un investitore può correre nel finanziamento di una starup innovativa.

Questo articolo è relazionato ad un altro, presente all'interno di questa guida: il collegamento è immediato in quanto entrambi trattano del medesimo argomento, anzi il seguente funge da completamento del primo.
All'interno della prima parte, l'attenzione si è focalizzata su trattazioni generali in merito al crowdfunding, oltre che all'approfondimento in merito ai gestori di piattaforme di crowdfunding, alle loro responsabilità nei confronti degli investitori.
Qui di seguito l'attenzione in merito ai quesiti circa la regolamentazione sul crowdfunding, resa pubblica dalla Consob, si sposta su un altro versante, ovvero sul ruolo delle banche e delle SIM nelle sottoscrizioni,  sulle regole applicate alle offerte di capitale online e sui principali rischi che si corrono quando si investe in startup innovative.

CHE COSA È NECESSARIO PER COMPLETARE L'INVESTIMENTO SUL PORTALE? QUALE È IL RUOLO DELLE BANCHE E DELLE SIM DURANTE QUESTA FASE?

Al fine di completare l'operazione di investimento online in favore di un'offerta di startup, il gestore del portale deve trasmettere l'ordine ad una banca o ad una SIM così da consentire la sottoscrizione e raccogliere le restanti somme di denaro.
In base a quanto previsto dalla disciplina MiFID, le banche o le SIM devono svolgere tale operazione nel totale rispetto della disciplina in merito ai servizi di investimento; tale regolamento prevede precisi obblighi informativi ecomportamentali nei confronti degli investitori. A tal proposito si segnala il seguente link di approfondimento: profilatura della clientela.
Per gli investimenti di crowdfunding che si attestano sotto una determinata soglia, l'accesso ai finanziamenti è facilitato da un'esenzione dall'applicazione della disciplina sui servizi di investimento; tuttavia, ciò è valido solamente per quelle donazioni che si attestano sulle seguenti cifre:

  • 500€ per ordine singolo e 1.000€ per ordini complessivi durante l'arco di un anno, in maniera particolare per gli investimenti realizzati da persone fisiche
  • 5.000€ per ordine singolo e 10.000€ per ordini complessivi durante l'arco di un anno,  in maniera particolare per gli investimenti realizzati dalle persone giuridiche.

Gli investitori devono dichiarare di non aver superato la soglia di investimento anche presso gli altri portali.

E SE IL PORTALE DI CROWDFUNDING È GESTITO DA UNA BANCA O DA UNA SIM?

Le banche e le SIM possono tranquillamente gestire una piattaforma di crowdfunding in quanto detengono già un'autorizzazione per la raccolta di capitali per finanziare le startup innovative. Tali enti vengono semplicemente annotate all'interno di una sezione speciale del registro della Consob.
Dato che sia le banche sia le SIM non prevedono particolari autorizzazione per gestire un portale di crowdfunding, in tali tipologia di rapporti finanziari vengono applicati le regole comuni in materia di servizi di investimento, come previsto dalla Comunicazione Consob n. 0066128 del primo agosto 2013.
Va da sé che sia per le banche sia per le SIM non esistono regole restrittive per la gestione dei portali, come invece è previsto per coloro che sono inseriti all'interno della sezione ordinaria del registro della Consob, nella fattispecie, nel divieto di detenere somme di denaro o nell'obbligo di trasmettere le operazioni e gli ordini ad altre banche o ad altre SIM.
Le banche e le SIM possono gestire integralmente e autonomamente il processo di raccolta dei fondi necessari al finanziamento di una startup innovativa.
Tuttavia, per la trasparenza delle informazioni, vige la medesima direttiva che viene applicata per i gestori inseriti all'interno del registro della Consob.

QUALI REGOLE VENGONO APPLICATE ALLE OFFERTE DI CAPITALE ONLINE?

Le offerte online delle startup innovative sono particolari tipologie di finanziamenti che devono sottostare alle regole stabilite dalle regole della Consob.
Il tempo necessario che intercorre dal momento in cui gli investitori decidono di aderire all'offerta online, al momento in cui essi entrano in possesso degli strumenti finanziari potrebbe, portare ad un fallimento di tale transazione; ciò può accadere, in quanto a chiusura di tale offerta è indispensabile che il gestore del portale controlli che il 5% degli strumenti finanziari offerti dalle startup sia stato sottoscritto da investitori professionali e che tutte le condizioni della proposta sono state rispettate.
Queste sono le regole generali che vengono applicate per le sottoscrizioni delle offerte di capitale online, tuttavia, qui di seguito si forniscono alcuni link che serviranno ad approfondire differenti aspetti di tale transazione, ovvero:

Inoltre, gli investitori retail hanno il diritto di cambiare la loro idea, ma ciò deve essere fatto rispettando i termini e le condizioni stabilite, ovvero le seguenti:

  • è possibile recedere dalla propria decisione entro un arco di tempo di sette giorni, a patto che venga fornita una comunicazione al portale, seguendo le indicazioni fornite dallo stesso;
  • è possibile revocare l'adesione all'offerta entro un arco di tempo di sette giorni, qualora all'interno del portale siano state pubblicate nuove informazioni, come nel caso di segnalazioni, di un eventuale errore.

In questi due casi i soldi investiti verranno restituiti al donatore.

QUALI SONO I PRINCIPALI RISCHI CHE SI CORRONO QUANDO SI INVESTE IN UNA STARTUP INNOVATIVA?

Generalmente, qualsiasi investimento in imprese neonate presenta un alto rischio economico, a maggior ragione quando tali aziende sono delle startup innovative: il rischio si eleva rispetto agli investimenti tradizionali.
Le startup innovative sono a tutti gli effetti delle imprese nuove, non presentano un passato forte, anche perché non hanno passato, non hanno esperienza nel settore in cui operano, non hanno dividendi promettenti: in pratica, esse mettono in ballo un'offerta, un'idea di progetto che necessita di fondi per essere realizzato.
La valutazione del fatto di investire oppure no su una startup innovativa non dipende da fattori tradizionalmente rilevati, ovvero su elementi economici e razionali, ma esclusivamente sulla capacità che ha l'azienda di scuotere emotivamente il donatore, mediante la presentazione accurata del progetto.
L'impatto emotivo che il progetto può suscitare nel donatore dipende fortemente anche da come la presentazione stessa viene realizzata, ovvero se la startup riesce ad inserire sapientemente oltre che le parole, anche le immagini, i video e i pitch per commuovere il finanziatore. L'aspetto della commozione è un fattore molto importante da attenzionare, soprattutto per quegli investitori non professionali, magari poco avvezzi a tali finanziamenti: pertanto è necessario prendere coscienza delle proprie decisioni e delle proprie disponibilità monetarie.
Quest'ultimo fattore rappresenta il principale rischio dell'investimento in startup innovative.
Un altro fattore di rischio determinante è quello che si fonda sulla possibilità di perdere l'intero capitale investito; quando si elargisce una donazione ad una startup innovativa, si diventa a tutti gli effetti un socio dell'impresa, ma in quanto tale è anche possibile che al fallimento della startup o dell'investimento stesso, il donatore perda tutto il proprio capitale.
Il consiglio più immediato è quello di diversificare i propri investimenti: in quanto estremamente rischioso, l'investimento in una startup dovrebbe rappresentare solamente una piccola percentuale, limitata alla disponibilità monetaria del donatore, completato con finanziamenti in attività tradizionali , quali ad esempio, titoli di stato, obbligazioni, azioni, depositi ecc.
A tal proposito si suggerisce un approfondimento al seguente link: gli strumenti finanziari oggetto delle offerte online.
Un altro rischio è quello relativo alla mancanza di dividenti durante il periodo iniziale; gli utili ricavati saranno rinvestiti nelle startup per accrescere il valore di partecipazione, nel caso in cui la startup raggiunge risultati positivi. Tuttavia, uno dei benefici dell'investimento in startup innovative è quello di poter beneficiare di un trattamento fiscale di favore, secondo quanto previsto dall'articolo 29 del Decreto crescita bis.
Un altro rischio che si corre investendo in una startup innovativa è quello legato all'illiquidità, ovvero nell'incapacità di un finanziamento di trasformarsi immediatamente in moneta senza, per questo, perdere il suo valore. Ciò accade soprattutto perché in tali tipologie di investimento è molto difficoltoso comprendere il valore effettivo, stante proprio alle motivazioni esposte precedentemente.
Un altro rischio spesso temuto è legato, in generale, alle transazioni online, ovvero le truffe. Ciò tuttavia è limitato e pressoché inverosimile grazie alla precisa e puntuale legislazione messa in campo dalla Consob.

ULTERIORI INFORMAZIONI

Per avere ulteriori informazioni circa le domande più comuni in merito al regolamento della Consob sul crowdfunding, si fornisce qui di seguito un link:

le risposte ai quesiti più comuni circa la regolamentazione sul crowdfunding (parte I).

Inoltre, per conoscere in maniera dettagliata la nuova regolamentazione della Consob è consigliabile prendere visione dell'articolo dedicato, presenta all'interno di questa guida.

Dott.ssa Sara Tomasello
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