Prestiti infruttiferi tra privati: ecco i consigli da seguire

Gli esperti suggeriscono la redazione di una scrittura privata, documento che solitamente si stende soprattutto in favore della tutela di chi presta denaro.

Negli ultimi tempi, contraddistinti da questa forte recessione, può capitare di trovarsi in difficoltà sul fronte finanziario ed essere costretti a chiedere un aiuto economico ai propri familiari ed amici in modo da combattere questo momento complicato senza dover far fronte ad alcun interesse o spese di intermediazione. In questi casi si parla di prestiti infruttiferi tra privati, che possono significare un importante sostegno sul piano economico soprattutto perché meno vincolanti rispetto a quelli erogati da un tradizionale istituto di credito. Questa forma di finanziamento non prevede, infatti, la presentazione di alcun tipo di garanzia, nè requisiti particolari, ma è giusto seguire alcuni consigli per evitare spiacevoli problemi in futuro.

Prestiti tra privati

(I prestiti infruttiferi sono quelli erogati tra familiari e amici) 

 Prima di tutto bisogna fare attenzione al fisco perché negli ultimi anni i nuovi strumenti di accertamento, come il redditometro, non prevedono tali "giri di denaro", senza alcun tipo di giustificazione. Anche se si tratta di un prestito tra persone di fiducia e tra privati, il fisco potrebbe dunque creare problemi. Quando tracciamo un finanziamento tra amici e parenti, è sempre consigliato farlo mediante un bonifico su un conto corrente bancario o postale oppure con un assegno.

Gli esperti consigliano in realtà la redazione di una scrittura privata, documento che solitamente si stende soprattutto in favore della tutela di chi presta denaro. Anche se si tratta di parenti ed amici cari, è fondamentale, infatti, sempre conservare questa documentazione. Tale  incartamento serve a dimostrare la  provenienza della somma data in prestito a parenti o amici. Non dobbiamo mai gettare gli atti correttamente firmati e sottoscritti da entrambe le parti coinvolte poiché questi certificano, punto per punto, il passaggio del prestito infruttifero tra privati, ovvero l'erogazione del finanziamento dal creditore al beneficiario.

La scrittura privata dovrà poi essere opportunamente registrata presso l'Agenzia delle Entrate oppure essere scambiata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno fra i soggetti coinvolti nell'operazione di prestito infruttifero. I contratti possono essere compilati anche dalle stesse parti senza l'autenticazione di un notaio o altro Pubblico Ufficiale. Non importa se siano registrati, l'importante è ci siano i requisiti minimi per essere considerati impugnabili dalla legge.

Ecco quali sono: 

  1. - I dati delle parti;
  2. le modalità di restituzione del prestito;
  3. varie ed eventuali condizioni che regolano il rapporto.

    Oltre alla scrittura privata del prestito infruttifero tra parenti, non vanno dimenticati i limiti dell'antiriciclaggio quando si procede con il rimborso del prestito tra familiari o tra amici. 
    Quando si parla di operazioni che superano la cifra dei mille euro, bisogna fare attenzione alle rate di rimborso: dobbiamo ricordare, infatti, che se effettuate in contanti, non devono assolutamente superare i limiti imposti dalle norme sul riciclaggio. In questo senso, secondo gli esperti, è sempre meglio preferire un assegno oppure un bonifico, così da sopperire al debito senza rischio di attenzioni indebite da parte del fisco. 

    Una soluzione alternativa al prestito infruttifero tra privati, intesi come amici, parenti o conoscenti, è sicuramente quella dei prestiti online. Negli ultimi tempi sono tante le piattaforme online che consentono ai prestatori e ai richiedenti di godere di opzioni vantaggiose. In Italia, in particolare, ci sono due canali principali per ottenere un prestito tra privati: "Prestiamoci" e "Smartika". Entrambi garantiscono un servizio efficiente, semplice e di forte impatto sociale.

    La Suprema Corte ammette anche il prestito tra coniugi, ma non il diritto alla restituzione. Questa forma di prestito non è considerata, infatti, come un finanziamento ma come una forma di solidarietà reciproca o mutuo soccorso tra coniugi. La restituzione derivante dai prestiti tra coniugi potrà essere solo volontaria, ma non di carattere giudiziale.
Dott.ssa Tiziana Casciaro
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