Prestito infruttifero, cosa occorre sapere

Il prestito infruttifero è una forma particolare di finanziamento tra privati, che però deve rispondere ad una serie di obblighi ben precisi, tesi a impedire che essa possa rivelarsi il modo per trasferire fondi da riciclare. Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono le procedure.

Il mercato creditizio presenta una offerta estremamente articolata, in cui spiccano molte offerte di prestito, rivolte a soddisfare determinate esigenze, come ad esempio l'acquisto di una macchina, il finanziamento di una vacanza o le necessità di liquidità aggiuntiva. L'elemento che va ad accomunare i prestiti è comunque la modalità con cui viene portata avanti la restituzione: ogni finanziamento richiesto prevede infatti un piano di rimborso da espletare in un determinato periodo di tempo, preventivamente concordato con l'istituto erogante in fase contrattuale, sulla base di un preciso piano di ammortamento, solitamente con rate a cadenza mensile e su cui vanno a gravare anche gli interessi.

Cos'è il prestito infruttifero

In questo bouquet di prodotti, va rilevata però la presenza di un particolare tipo di finanziamento caratterizzato da una regolamentazione assolutamente differente, ovvero  il prestito infruttifero. Si tratta in effetti di un particolare tipo di finanziamento che va generalmente a riguardare familiari o amici e quindi non viene contrattato con un istituto creditizio.

I prestiti infruttiferi sono una forma di finanziamento tra privati

(I prestiti infruttiferi sono una forma di finanziamento tra privati)

In questo caso avviene il passaggio di una somma abbastanza cospicua ad esempio da un genitore ad un figlio, senza che esso comporti degli interessi da ripagare. Il problema che viene sollevato da questa particolare forma di credito è quello relativo ai rapporti con il fisco. In pratica occorre congegnare il prestito in modo che non vada a violare norme di legge, in particolare quelle che vietano il riciclaggio. 

Come registrare il prestito infruttifero

Come si può facilmente comprendere, quindi, il problema posto dal prestito infruttifero è di tutt'altro genere rispetto alle normali tipologie di finanziamento. La sua attuazione, in effetti, comporta l'espletamento di una serie di regole ben precise, a partire dalla formalizzazione del prestito, che deve avvenire tramite una scrittura privata. Il modo migliore per registrare al meglio tale passaggio è quello che prevede l'autenticazione e la firma di ognuna delle controparti, alla presenza di un notaio. Una condizione che va assolutamente realizzata ove il prestito in questione comporti il passaggio di valuta da un conto corrente ad un altro.

Può andare bene anche un rogito

Nel caso in cui il prestito riguardi l'acquisto di una casa, si può anche evitare tale procedura facendo rientrare i prestatori nel rogito, avendo però cura del fatto che sia del tutto chiaro come l'acquisto sia portato a compimento da loro e non da colui che riceve il prestito. Si tratta comunque di una possibilità tale da dare vita a possibili complicazioni, circostanza che consiglia sempre la redazione di una scrittura privata nella quale si stabiliscano con assoluta precisione i termini della restituzione. In questo caso, il prestito infruttifero può essere considerato alla stregua di un mutuo senza interessi

Cosa deve prevedere il contratto

Il contratto tipo in uso nel prestito tra privati, e quindi anche in quello infruttifero, che per correttezza giuridica dovrebbe essere indicato come contratto di mutuo ex art. 1813 cod. civ., dovrebbe riportare obbligatoriamente questi dati:
1. gli estremi dei contraenti (nome, data di nascita, codice fiscale), le modalità e le scadenze del piano di restituzione, la causale del prestito;
2. la firma di ogni singolo contraente in ogni pagina e in calce;
3. la "data certa". In tal senso, il modo più semplice per poterla avere consiste nel recarsi presso il più vicino ufficio postale in modo da farsi apporre il timbro con la data in ogni foglio del contratto.

La normativa al riguardo

Va comunque ricordato che il prestito infruttifero, come tutte le forme creditizie tra privati, è sottoposto a precisa regolamentazione per legge. In particolare, la registrazione del contratto è obbligatoria solo nel caso in cui il contratto sia redatto in forma di scrittura privata o contratto. La registrazione non è obbligatoria ove il contratto sia compilato nella forma "per corrispondenza", ovvero in quella particolare forma consistente in un atto scritto nella forma epistolare che sarà poi spedito all'altro contraente. Chi lo riceve, a sua volta, deve perfezionare il contratto ricopiandolo integralmente, per poi apporre la sua firma e rispedirlo al mittente. 

I prestiti infruttiferi sono regolati da una precisa normativa

(I prestiti infruttiferi sono regolati da una precisa normativa)

In questa ipotesi, la registrazione diverrà obbligatoria soltanto in caso d'uso, come ad esempio nel caso di deposito in una cancelleria giudiziaria per attività amministrative, oppure negli uffici della pubblica amministrazione o di enti pubblici territoriali o loro organi di controllo. Va anche precisato come nel caso il deposito del contratto sia un atto dovuto al fine di adempiere un obbligo nei confronti delle suddette amministrazioni, o sia obbligatorio per legge o regolamento, non sia necessario pagare la registrazione.

Ulteriori avvertenze

Va poi ricordato che ci sono altri aspetti legati a questa particolare forma di prestito che non vanno assolutamente messi in sottordine, per non incappare in pessime sorprese. Tra di essi, in particolare, va ricordato il necessario rispetto delle norme sull'antiriciclaggio, tale da prevedere l'uso dei contanti soltanto fino alla soglia di 3mila euro, oltre la quale i soldi devono necessariamente essere trasferiti tramite un assegno o bonifico bancario. Chi non lo fa rischia l'applicazione di una sanzione amministrativa che va dall'1 al 40% dell'importo trasferito. Nel caso in cui il trasferimento della somma avvenga mediante un bonifico, occorre ricordarsi tassativamente di inserire la causale corretta, ovvero prestito infruttifero.

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Dott. Dario Marchetti

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