Prestiti, come difendersi dalle pubblicità ingannevoli

Prestiti al consumo, occorre sapere alcune cose assolutamente fondamentali al fine di potersi difendersi in maniera efficace dalle pubblicità ingannevoli che sono ormai una prassi consolidata, partendo magari dai consigli contenuti sul sito istituzionale della Guardia di Finanza.

Tra i settori più esposti alla pubblicità ingannevole, c'è anche il credito al consumo. Proprio per questo motivo, chi intende ricorrere a questo prezioso strumento di finanziamento dovrebbe fare molta attenzione. Per messaggio pubblicitario ingannevole, si intende non solo quello che abbia provocato danni a qualche utente troppo propenso a fidarsi, ma anche lo spot o il messaggio in grado di influenzare potenzialmente le scelte dei consumatori, inducendoli quindi a errori che potrebbero cagionare seri problemi.
Il sito istituzionale della Guardia di Finanza affronta il problema, indicando quattro punti in particolare che concorrono a compromettere la correttezza e la trasparenza di una campagna pubblicitaria esponendo chi è oggetto del messaggio a comportamenti che potrebbero arrecargli danni di carattere finanziario.

Prestiti al consumo: attenzione alle pubblicità ingannevoli

(Prestiti al consumo: occorre fare attenzione alle pubblicità ingannevoli)

Il primo di questi punti, è quello relativo alle indicazioni sull'effettivo costo del finanziamento, che deve essere riportato con assoluta chiarezza, anche da un punto di vista grafico. Lo spot, la pagina pubblicitaria o il promo non debbono lasciare spazi a dubbi interpretativi al riguardo. Con una attenzione particolare riguardo al Tan, Tasso Annuo Nominale, e al Taeg, Tasso Annuo Effettivo Globale. Soprattutto quest'ultimo è importante in quanto è il migliore indicatore possibile sull'effettivo costo totale dell'operazione, andando ad includere non solo l'entità del finanziamento ricevuto o richiesto, ma anche i costi accessori, come quello relativo all'istruzione della pratica e l'entità del compenso spettante all'operatore per il servizio di intermediazione prestato. Esso va sempre indicato, cercando di non indurre in errore il potenziale cliente. La dicitura che lo riguarda non deve lasciare dubbi rimanendo sul generico, ma deve aiutare l'utente a calcolare senza eccessive sfumature a calcolare l'effettivo costo complessivo del prestito richiesto. Nè il Taeg, nè il Tan possono essere sostituiti da tabelle, magari riportanti la cifra delle rate che occorre versare mensilmente al fine del rimborso del capitale richiesto.
Anche il ruolo dell'operatore, ovvero del soggetto che decide di farsi pubblicità, deve essere assolutamente chiaro sin dal primo momento al consumatore. In particolare nella pubblicità debbono essere chiaramente indicati i costi di intermediazione e consulenza, senza cercare di far intendere che essi siano gratuiti. Non meno ingannevole è poi quel tipo di pubblicità in cui vengono indicati con assoluta precisione i tempi di assegnazione del prestito richiesto. Intanto perché l'erogazione della cifra richiesta non è assolutamente scontata, dipendendo essa in larga parte dal successivo esame condotto dall'istituto finanziario o dalla banca in ordine al merito creditizio del richiedente. In secondo luogo perché i tempi dell'assegnazione dipendono dalla complessità del caso e dalla mole di documentazione richiesta al consumatore. Variabili che rendono impossibile una valutazione ben precisa dei tempi di assegnazione. 

Occorre fare molta attenzione ai tranelli delle pubblicità ingannevoli quando si chiede un prestito

(Occorre fare molta attenzione ai tranelli delle pubblicità ingannevoli quando si chiede un prestito)

Non è raro il caso in cui nella nostra casella di posta elettronica troviamo messaggi in cui si dà praticamente per scontata l'erogazione di un prestito, completi di tabelle estremamente precise non solo sui costi, ma anche sui tempi di assegnazione del finanziamento. Purtroppo non è così facile e, anzi, la risposta positiva su una richiesta di prestito non è assolutamente scontata. Se lo fosse, non si parlerebbe di stretta creditizia, termine ormai famigerato per tante famiglie e imprese che hanno visto chiudersi i rubinetti del credito di fronte alle loro richieste. Molti di questi, dopo il fallimento della propria richiesta, hanno infatti deciso di rivolgersi all'usura, settore in cui in effetti ottenere il credito è facile, ma rischiando di legarsi mai e piedi alla criminalità organizzata che molto spesso si muove nel canale finanziario parallelo. Anche i messaggi pubblicitari che fissano termini precisi sull'accettazione della domanda di finanziamento sono ingannevoli, in quanto i tempi relativi alla durata dell'istruttoria variano in base alla complessità del caso.
L'ultimo accorgimento che deve prendere chi si trova di fronte a pubblicità palesemente ingannevoli per non incappare in spiacevoli contrattempi, è quello riguardante la cancellazione dei propri dati dai Sistemi di informazione creditizia che sono gestiti da aziende, le quali offrono il servizio di monitoraggio sull'affidabilità creditizia dei clienti e di conseguenza sulla regolarità e la puntualità del versamento delle rate agli istituti creditizi. La cancellazione da questi sistemi, può infatti essere gestita in modo assolutamente personale e del tutto gratuito nel caso di informazioni positive, quelle che indicano il rispetto dei nostri doveri di debitori in precedenti occasioni.

Dott. Dario Marchetti
Richiedi subito un PRESTITO personalizzato

Sei un lavoratore Dipendente o un Pensionato?
Realizza facilmente i tuoi desideri.
PRESTITO fino a 60.000€, 100% ONLINE

RICHIEDI
PREVENTIVO