Mutui: ora anche la Croazia soffre per quelli contratti in franco svizzero

La decisione presa dalla banca centrale svizzera che ha sganciato la moneta elvetica dall'euro, provocandone un deciso apprezzamento, sembra avere effetti molto seri sull'Est europeo, compresa la Croazia, ove molti mutui sono stati contratti proprio in franchi svizzeri.

La recente decisione presa dalla banca centrale svizzera di abbandonare il cambio minimo del franco con l'euro, ha avuto ricadute molto pesanti su una parte dell'Est europeo, in particolare su Polonia, Ungheria e Romania. Anche i nostri confinanti, però, rischiano ora di dover pagare dazio all'improvviso mutamento di scenario derivante dalla decisione elvetica, soprattutto la Croazia, altro paese che tra il 2007 e il 2008 ha visto un vero e proprio boom di mutui erogati in franchi svizzeri, dovuti al cambio stabile e ai tassi di interesse particolarmente vantaggiosi che era possibile spuntare all'epoca. Ora, però, il franco svizzero è letteralmente schizzato verso l'alto e coloro che avevano stipulato mutui nella valuta elvetica, rischiano di pagare estremamente cara quella decisione che pure, al tempo, aveva consentito di lucrare al massimo sulle condizioni favorevoli del mercato. Il prezzo che ora rischiano di pagare i mutuatari in franchi svizzeri è molto più alto di quello preventivato all'epoca e molti di loro rischiano il default. Si prospettano inoltre guai abbastanza seri anche per le banche che hanno acceso i mutui, sotto forma di un aumento esponenziale delle sofferenze tale da poter ben presto mettere in ginocchio il sistema bancario.   

Anche la Croazia potrebbe risentire dell'apprezzamento del franco svizzero

(Anche la Croazia potrebbe risentire dell'apprezzamento del franco svizzero)

Se l'Ungheria è stata abbastanza previdente, tanto da aver imposto già un anno fa la conversione di tutti i prestiti in valuta straniera e la Romania è stata interessata in maniera tutto sommato marginale dalla vicenda, molto peggio è andata alla Croazia, ove i mutui contratti in franchi svizzeri rappresentano il 7,2% del prodotto interno lordo, un livello di poco inferiore a quello della Polonia, che ammonta all'8%.
Il governo croato ha provato da parte sua a sterilizzare gli effetti del rincaro della valuta elvetica, tramite approvazione di un provvedimento teso alla conversione dei mutui al tasso di cambio precedente alla decisione della banca centrale svizzera, ma resta da vedere l'effetto pratico della legge. La speranza, è però che risponda a realtà la valutazione data da una analista della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, Piroska Nagy, secondo la quale la reazione dei mercati è stata eccessiva e potrebbe ben presto riequilibrarsi, fugando gran parte dei timori sollevati in un primo momento dal riapprezzamento del franco svizzero. Va inoltre rimarcato come in Ungheria la conversione imposta per legge avrebbe ridotto praticamente a zero il rischio, mentre in Polonia sarebbe minima la percentuale di soggetti passibili di default.

Dott. Dario Marchetti
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