Come preservarsi da un possibile tracollo dell'euro aprendo un conto in Svizzera
Nell'epoca del Grexit sono in tanti a temere per i propri risparmi. Considerato quanto del resto già avvenuto a Cipro con il prelievo forzoso e le lunghe code ai bancomat del paese ellenico, i timori per una possibile implosione della zona euro continuano ad agitare i sonni dell'opinione pubblica, invogliando tanti risparmiatori a guardarsi intorno per capire se sia possibile individuare un salvagente, un porto sicuro verso il quale indirizzare i propri risparmi, senza doverli tenere sotto il letto come sta succedendo a molti greci in questi giorni.
Aprire un conto in Svizzera, perché no?
In una situazione così densa di incognite sono in tanti a guardare alla Svizzera e alle banche del vicino elvetico, da sempre rifugio sicuro per chi vuole avere un conto sicuro. Basti pensare che soltanto nel corso degli ultimi anni sono stati 75 i miliardi di euro spostati dalle banche italiane nei capienti caveau delle banche confederali, il cui sistema bancario continua ad essere tra i più solidi del mondo.

(In tempi di Grexit sono in molti a guardare alla Svizzera)
Il motivo di questo appeal è da ricercarsi nel fatto che la Svizzera non fa parte della Comunità Europea. Una caratteristica che ha permesso al piccolo paese situato oltre le Alpi di fungere da calamita per chi ormai mostra di non fidarsi più eccessivamente di un sistema come il nostro, gravato da sofferenze e spesso caratterizzato da gravi inefficienze a livello di servizi.
Cosa occorre fare
Rivolgersi ad un istituto elvetico è abbastanza semplice, a patto di rispettare la normativa antiriciclaggio e di tenere nel debito la soglia di tracciabilità e alcune limitazioni imposte a norma di legge. In particolare i trasferimenti debbono essere tracciabili ed effettuati tramite bonifico o assegno. Il problema non riguarda tanto i trasferimenti sotto la soglia dei 1.000 euro bensì quelli che oltrepassano tale soglia, per i quali sussiste il rischio di indagine da parte della banca al fine di rilevare eventuali attività illecite. Nel caso si vada ad oltrepassare la soglia in questione, i trasferimenti possono essere sottoposti a limitazioni indicate puntualmente del resto nel contratto stipulato con l'istituto.
In particolare, va ricordato che esiste un limite di movimentazione per i capitali. Ragione per cui non esiste obbligo di denuncia alla Dogana per le cifre inferiori ai 10mila euro, che invece scatta una volta che sia stata superata questa soglia, da espletare tramite un apposito modulo. Va anche messo in rilievo come esistano sanzioni molto rilevanti per chi contravvenga a quest'obbligo, circostanza che consiglia ad usare il massimo di prudenza.
I costi
Aprire un conto corrente con un istituto svizzero, online o tradizionale, comporta naturalmente dei costi che possono variare di banca in banca. Per conoscerli nel dettaglio è consigliabile leggere il foglio informativo. Va comunque ricordato che avendo le banche elvetiche aderito agli accordi SEPA, esse sono munite di codice IBAN e spesso non applicano commissioni per i trasferimenti verso l'UE. Una differenza non da poco con quanto avviene invece nel nostro Paese.
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