Le banche italiane curano sempre di più il proprio lato social

Sempre più banche italiane hanno deciso di curare nel modo migliore il proprio rapporto con Internet e coi social media, come risulta da una recente indagine condotta, dalle quale si evidenzia un dato a sorpresa, in base al quale sarebbero LinkedIn e YouTube i network preferiti.

Ormai i social media e Internet sono una parte importante della nostra vita. Non solo per chi vuole comunicare in modo semplice e istantaneo con familiari e amici, ma anche per le necessità della vita di ogni giorno. Basti pensare ad esempio alle possibilità sempre più ampie offerte dal commercio elettronico, che ha permesso ad un grande numero di aziende di procacciarsi fette di clientela che sarebbe stato praticamente impossibile intercettare con i mezzi tradizionali. Clienti cui basta porsi di fronte ad un personal computer per avviare la ricerca del prodotto cercato in un catalogo vastissimo e senza neanche doversi scomodare a prendere la propria macchina per raggiungere una via centrale magari intasata e nella quale diventa impossibile trovare un parcheggio.
Anche le banche italiane, naturalmente, hanno ben presto compreso l'importanza dei nuovi mezzi di comunicazione. Sono infatti sempre di più i servizi di banking online che permettono agli utenti di gestire con estrema facilità il proprio conto corrente e agli istituti bancari di trovare nuove fette di utenza, con costi operativi estremamente ridotti. Servizi cui si è poi aggiunta una propensione social che è ormai necessaria a fini promozionali, visto che anche su Internet la pubblicità è l'anima del commercio, soprattutto se si riesce a coltivarla in modo originale e in grado di attrarre la curiosità dei consumatori.

Le banche italiane sono sempre più social

(Le banche italiane sono sempre più social)

In una recente analisi sui rapporti tra le banche e i social network, effettuata su un campione di quarantasette istituti creditizi, si apprende come nel corso di circa un anno, le banche tricolori che hanno deciso di aprire una propria pagina su almeno un social media siano cresciute di quasi il 13%. Se infatti alla metà del 2013 erano il 52%, nello stesso periodo dell'anno successivo erano salite a quota 65. Un dato che se da un lato conferma la crescita di attenzione del mondo bancario verso Facebook e i suoi fratelli, dall'altro va attentamente approfondito.  
Il dato di massima cela infatti alcuni elementi che sarebbe bene approfondire. Ad esempio, dall'indagine in questione emerge abbastanza a sorpresa come il social network prediletto dalle nostre banche non sia Facebook, bensì LinkedIn, il quale precede in questa curiosa classifica YouTube. In effetti, però, si tratta di una scelta assolutamente plausibile, in quanto entrambi i media sono considerati dalle banche sufficientemente rassicuranti, ovvero in grado di permettere una gestione più semplice delle interazioni con la consueta utenza. Facebook e Twitter, sotto questo punto di vista, permettono infatti una serie di scorribande da parte di potenziali guastatori che possono diventare molto complicate da contrastare.  Per capire meglio di cosa si stia parlando, occorre ricordare come oltre il 40% dei contenuti che vengono postati sui social network siano di carattere negativo, contro il meno del 10% che punta invece a mettere in risalto aspetti positivi. Proprio per non trasformare le pagine in una sorta di ufficio reclami digitale, le banche hanno perciò deciso di rivolgersi ai media meno problematici.
Per sfruttare al meglio i quali, gli istituti hanno messo all'opera team in grado di gestire nel modo più adeguato le pagine aziendali, una scelta già adottata dal 43% di loro. Mentre un 24% delle banche hanno invece deciso di esternalizzare il servizio, facendo interagire consulenti esterni con personale interno.

Dott. Dario Marchetti
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