Sei un professionista? Sai quali sono i tuoi doveri in merito alla legge antiriciclaggio? Ecco a te tutte le informazioni che cercavi

La legge non ammette ignoranza, dunque è importantissimo, per te che sei un professionista, conoscere tutti gli obblighi che ti spettano previsti dalla legge antiriciclaggio. UN excursus tra le leggi del passato e le novità dei giorni nostri.

Gli adempimenti antiriciclaggio per i professionisti stanno subendo una netta semplificazione, in quanto il nuovo tavolo tecnico in materia, varato dal Ministero dell'Economia, sta ridisegnando il sistema sanzionatorio e di monitoraggio previsto per i professionisti, quali i notai, i commercialisti, gli avvocati ecc.

Il tavolo tecnico nasce con l'obbiettivo di rivedere l'attuale normativa antiriciclaggio a carico dei professionisti e su fonda sui seguenti punti:

  • rivedere l'attuale oneroso sistema sanzionatorio, sia in ambito amministrativo sia penale, eliminando tutte le sanzioni legate a violazioni formali della normativa;
  • non è ritenuto più obbligatorio tenere un registro cartaceo o dell'Archivio Unico Informatico a carico del professionista;
  • possibilità di usufruire dell'istituto dell'oblazione anche per il professionista, nei casi di violazione all'utilizzo del contante per importi superiori a 1.000 €.

CHI SONO I SOGGETTI CONSIDERATI PROFESSIONISTI, DUNQUE TENUTI A RISPETTARE LE NORME ANTIRICICLAGGIO?

Le figure interessate ad adempiere le norme antiriciclaggio sono le seguenti:

  • i soggetti iscritti nell'albo dei ragionieri e periti commerciali, nell'albo dei dottori e nell'albo dei consulenti del lavoro
  • ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti
  • i soggetti che svolgono in maniera professionale attività in materia di contabilità e tributi
  • i prestatori di servizi relativi a società e trust
  • i notai e gli avvocati quando, in nome o per conto dei propri clienti, compiono operazioni di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri gli stessi nella predisposizione o nella realizzazione di operazioni diritti reali su beni immobili o attività economiche (quali gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni, l'apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli, l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all'amministrazione di società, la costituzione, la gestione o l'amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi).

UN EXCURSUS TRA LE PRECEDENTI NORMATIVE E TUTTE LE NOVITÀ IN MATERIA DI ANTIRICICLAGGIO

Con la Legge n. 197/1991 si fornivano disposizioni precise al fine di limitare l'uso del contante e di titoli e per prevenire I' utilizzo del sistema finanziario a fini di riciclaggio, inoltre, la stessa legge aveva imposto l'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette all'Ufficio Italiano dei Cambi.

II d.lgs. n. 56/2004 ha esteso I' applicazione della normativa antiriciclaggio ai professionisti.

La direttiva 2005/60/CE ha esteso l'ambito di applicazione della legge antiriciclaggio, inglobando anche la lotta al finanziamento del terrorismo.

Con il Decreto Legislativo n. 231/ 2007 i professionisti sono tenuti a valutare e segnalare all'autorità tributaria il rischio di operazioni contrarie alle norme antiriciclaggio.

Con il Decreto Legislativo n. 151 del 2009 l'obbligo di segnalazioni antiriciclaggio venne esteso anche a chi svolge attività in materia di contabilità e tributi.

Il Decreto Giustizia (DL 132/2014) ha apportato delle modifiche alla disciplina in materia di antiriciclaggio, esonerando gli avvocati dall'obbligo di segnalazione di operazioni sospette, rafforzando così il segreto professionale. In questo modo si eviteranno situazioni di dubbio e di rischio, legati al fatto di non poter denunciare una possibile situazione di riciclaggio.

QUALI SONO GLI OBBLIGHI PREVISTI DALLA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO PER I PROFESSIONISTI?

Qui di seguito, si desidera fornire un elenco dettagliato e preciso di quali siano gli obblighi previsto per i professionisti secondo le normative antiriciclaggio precedenti.

L'elenco è preceduto da un video molto interessante in merito all'argomento trattato: il focus serve per approfondire maggiormente il tema.

VIDEO: L'ANTIRICICLAGGIO PER I PROFESSIONISTI E GLI OBBLIGHI DI SEGNALAZIONE DELLE OPERAZIONI SOSPETTE

INNANZITUTTO: LA SOSTITUZIONE DELL'OBBLIGO DI IDENTIFICAZIONE CON QUELLO DI ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA

Verificare adeguatamente il cliente è uno dei passaggi indispensabili e può avvenire attraverso la richiesta di un documento di riconoscimento valido, nel caso di persone fisiche. In altri casi, possono considerarsi validi anche i certificati camerali e gli atti costitutivi; arrivati a questo punto è necessario anche individuare il titolare effettivo, al fine di effettuare un'adeguata verifica delle dichiarazioni del cliente.

L'OBBLIGO DI REGISTRAZIONE E CONSERVAZIONE DEI DATI

Dopo aver provveduto ad un'adeguata verifica del cliente, è opportuno procedere con l'istituzione di un fascicolo ad egli dedicato, il quale deve contenere i seguenti documenti:

  • scheda di identificazione;
  • scheda di valutazione del rischio;
  • copie dei documenti di identità e riconoscimento.

La scheda di valutazione del rischio dovrà contenere le considerazioni del professionista riguardo al cliente e all'operazione: può risultare vantaggioso stimare tali operazioni con un punteggio basato su una scala di rischiosità. 

Per completare la registrazione del cliente è necessario procedere con la registrazione dei dati entro e non oltre il termine fissato a trenta giorni, decorrente dall'accettazione dell'incarico professionale, dall'eventuale conoscenza successiva di ulteriori informazioni, o dal termine della prestazione professionale.

Il fascicolo della clientela (che può essere in formato cartaceo o informatico) deve essere conservato per dieci anni dalla fine del rapporto, effettuando costanti controlli del cliente, in merito al profilo di rischio.

L'OBBLIGO DI SEGNALAZIONE DELLE OPERAZIONI SOSPETTE

L'obbligo di segnalazione delle obbligazioni sospette scatta nel momento in cui i professionisti "sanno, sospettano, o hanno motivi ragionevoli per sospettare, che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o finanziamento del terrorismo" (cit. uif.bancaditalia.it).

QUALI SONO LE OPERAZIONI CONSIDERATE SOSPETTE?

In un decreto del 12.4.2012, il Ministero di Giustizia ha elencato una serie di operazioni che sono da ritenere sospette a prescindere dalle situazioni specifiche e particolari.

Esse prevedono una classificazione in base a differenti fattori, ovvero i seguenti:

  • l'atteggiamento del cliente
  • le modalità di esecuzione delle prestazioni professionali
  • le modalità di pagamento
  • la costituzione delle Imprese , di Trust o di enti vari
  • l'acquisto di beni immobili e mobili registrati (ad esempio, prezzi troppo elevati di acquisto e non giustificati);
  • le operazioni contabili e finanziarie (ad esempio investimenti pari ad importi molto altri rispetto alla reale situazione economica del Cliente).

L'OBBLIGO DI FORMAZIONE DEL PERSONALE

Ad un eventuale controllo della Guardia di Finanza, il professionista deve dimostrare di aver provveduto alla formazione del personale di studio sull'argomento e sulle modalità per individuare ogni informazione rilevante ed aggiornare di conseguenza il registro della clientela.

(Fonte: odcec.mi.it)

Dott.ssa Sara Tomasello
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