Estinzione anticipata del debito: conviene o no?

A volte, chi ha ottenuto un finanziamento può essere oggetto di un improvviso miglioramento della sua capacità finanziaria, tanto da poter pensare ad una estinzione anticipata del debito contratto, che però può rivelarsi conveniente solo a determinate e ben precise condizioni.

Nel mondo del credito, per fortuna, non esistono solo le sofferenze e i crediti incagliati, grande motivo di recriminazione per il sistema bancario indicato spesso come il vero motivo della stretta in atto ormai da anni. A volte, infatti, alcuni di coloro che sono ricorsi ad un finanziamento per l'acquisto di un prodotto, hanno la fortuna di veder mutare in meglio la propria condizione economica, magari grazie ad una promozione sul posto di lavoro o per effetto della riscossione di una eredità.

In questo caso, il problema non è più quindi quello di trovare il modo di rimborsare le rate mensili del prestito ottenuto in precedenza, bensì di rimborsarle in anticipo, in modo da poter ottenere un risparmio più o meno consistente sul saldo finale. Il modo per approfittare del momento propizio è l'estinzione anticipata del prestito, il quale si ottiene solitamente pagando la penale che era stata stabilita all'atto della stipula contrattuale. Una penale che rappresenta in pratica il risarcimento verso la banca o la finanziaria per la parte di interessi che non incasserà più, una sorta di buonuscita per il rischio corso nell'erogare il finanziamento.

A regolare l'istituto in questione, è la riforma del credito al consumo entrata in vigore nel corso del 2011. Le nuove norme entrate a regime dopo quella data, stabiliscono in particolare che ove il debito che rimane da pagare sia situato sotto la soglia dei 10mila euro la società non può pretendere penali, mentre qualora sia sopra la quota in questione dipende dal tempo mancante alla scadenza del contratto: se manca più di un anno, la società può chiedere un indennizzo al massimo dell'1% rispetto alla cifra rimanente, mentre se mancano meno di dodici mesi, la penale non può andare oltre lo 0,5%. In qualsiasi caso, comunque, l'indennizzo spettante all'istituto erogante il credito non può andare a superare l'importo degli interessi mancanti alla scadenza del contratto. Va inoltre ricordato come in nessun caso la società che ha concesso il finanziamento può negare l'estinzione anticipata del finanziamento. Alcuni istituti, però, prevendono che l'estinzione anticipata non possa avvenire prima che siano passati diciotto mesi dalla stipula del contratto.

L'estinzione anticipata di un prestito è conveniente solo a determinate condizioni

(L'estinzione anticipata di un prestito è conveniente solo a determinate condizioni)

Appurato che esiste un modo per fuoriuscire da un prestito in maniera più favorevole rispetto all'iniziale piano di ammortamento concordato con l'istituto erogante, resta ora da stabilire se approfittare dell'opportunità sia realmente conveniente, o se sia meglio invece iniziare a pensare a forme alternative, come ad esempio la rottamazione del prestito e la sua sostituzione con uno che si prospetti con condizioni più favorevoli.

Al riguardo la scuola di pensiero è abbastanza univoca e vede gli esperti pronti a far notare che la prima mossa può rivelarsi convenente solo ove la si faccia quando il finanziamento è stato concesso da poco. Questo apparente paradosso deriva dal fatto che nel nostro paese è in vigore il cosiddetto ammortamento "alla francese", nel quale le prime rate sono costituite soprattutto dagli interessi. Con il trascorrere del tempo e man mano che il debitore procede alla restituzione delle rate, la situazione va a capovolgersi letteralmente e nel corso dell'ultimo periodo di vita del finanziamento, la quota di interessi che grava sulla rata diventa nettamente più leggera. Proprio per questo motivo, l'estinzione anticipata di un finanziamento conviene soprattutto nella fase iniziale, comportando un risparmio sulla quota di interessi, mentre ricorrervi nella fase terminale non regala grandi vantaggi, tanto che sarebbe meglio rinunciare del tutto e rassegnarsi a pagare secondo il piano che era stato concordato in un primo momento e, al limite, rimpiangere di non aver potuto intervenire prima.

Per quanto riguarda le procedure che regolano l'estinzione anticipata del prestito, esse possono variare da istituto ad istituto. Solitamente le procedure concordate mutano comunque in maniera irrilevante e basta una richiesta ad hoc da parte del cliente, il quale da parte sua deve farsi rilasciare la contabilità analitica scritta di quanto occorre per poter effettuare l'operazione. Va anche ricordato che lo stesso cliente può a sua volta scegliere se l'estinzione anticipata deve riguardare tutta la cifra rimasta oppure solo una parte della stessa. Ove si decida per l'ipotesi di una estinzione parziale, le possibilità che si presentano al cliente sono due: la prima prevede una riduzione del prestito mantenendo al contempo uguale la rata, mentre nel secondo caso si può optare per un abbassamento della rata senza andarne a ritoccare la durata.

Va infine ricordata un'ultima cosa importante: ove durante la stipula del contratto si sia deciso di sottoscrivere una polizza Credit Protection Insurance (CPI) e di versarla in una unica soluzione, prima della definitiva estinzione del finanziamento sarebbe opportuno informarsi attentamente sulla possibilità di poter riavere indietro la parte del premio assicurativo della quale non si è beneficiato.

Dott. Dario Marchetti
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