Cos'è il prelievo forzoso e perché se ne parla

Si continua a parlare molto, a volte anche a sproposito, di prelievo forzoso, che del resto in Italia si è già verificato nel 1992, quando il governo presieduto da Giuliano Amato lo operò nottetempo nella proporzione del sei per mille, provocando grandi polemiche mai sopite del tutto.

Un fantasma aleggia sull'Europa, quello del prestito forzoso. Si tratta di una tassa sul patrimonio depositato dai cittadini nelle banche che viene applicata dallo Stato senza previo consenso o autorizzazione da parte dei correntisti. In pratica è una fonte di liquidità per gli Stati in particolari momenti in cui una crisi finanziaria di estrema gravità rende difficile per gli stessi avere a disposizione risorse a sufficienza per gli affari correnti. In questo modo si evita il possibile tracollo finanziario, andando a prelevare dai conti correnti privati una somma che viene calcolata su base percentuale rispetto al totale depositato sul conto.
Va rilevato che a fronte di una decisione così abnorme, i cittadini non possono fare praticamente nulla, se non ritirare il proprio denaro dagli sportelli bancari prima che avvenga il prelievo. La corsa agli sportelli che ne deriva solitamente, viene evitata da parte delle strutture statali facendo in modo che il prelievo avvenga in contemporanea o quasi con l'annuncio, oppure riducendo il limite massimo dei prelievi, stabilendo le ferie degli istituti di credito oppure bloccando le transazioni elettroniche.
In Italia esiste il precedente del 1992, quando l'allora Presidente del Consiglio Giuliano Amato emanò un decreto legge che tra le altre cose introduceva il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti bancari detenuti da tutti i cittadini italiani. Una decisione che fu determinata dal drammatico stato delle casse pubbliche e che è ancora oggi ricordata ogni volta che torna ad aleggiare la possibilità che lo stato delle nostre finanze, non meno disastroso nei confronti del 1992, possa spingere l'esecutivo ad un intervento giustificato dallo straordinario rilievo che venne posto a base della decisione di Amato. 

Scene delle proteste seguite al prelievo forzoso a Cipro

(Scene delle proteste seguite al prelievo forzoso a Cipro)

Se il caso italiano è rimasto famoso nel nostro paese, ben più recente è stato quello che ha visto interessato Cipro, nel 2013, quando la Bank of Cyprus fissò al 37,5% l'entità del prelievo forzoso sui conti oltre i 100mila euro presenti in tutto il paese. Un provvedimento concordato con l'Europa, in modo da risanare i conti pubblici e permettere al paese di non dover uscire dall'Eurozona, primo atto di un piano draconiano che ancora oggi riverbera le sue conseguenze, se si pensa che cinquanta correntisti ciprioti hanno poi proposto una class action contro la trojka e le altre istituzioni continentali, tra cui la Banca Centrale Europea, per l'haircut di allora.
Di prelievo forzoso si è però tornato a parlare anche in due altre occasioni, la prima delle quali riguardante proprio il nostro paese, ove qualche mese fa si è iniziata a propagare una vera e propria leggenda metropolitana, quella di un imminente prelievo forzoso raccomandato dal Fondo Monetario Internazionale, nell'ordine del 10% sui conti correnti. Una vera e propria bufala nata da un rapporto ad uso interno in cui invece si stimava che per riportare il debito pubblico ai livelli del 2007, una delle strade da praticare potesse essere proprio quella della patrimoniale del 10% sulla ricchezza privata.
Mentre molto più concreto è stato il provvedimento preso in Germania dal governo di Angela Merkel, il quale prevede che in caso di sopravvenute difficoltà per le banche, tali da minacciarne la stessa esistenza, gli istituti bancari possono provvedere al prelievo forzoso sui conti oltre i 100mila euro. Un provvedimento molto contestato anche perché potrebbe costituire un precedente a livello europeo, come del resto paventato da molti.
Insomma, sembra proprio che di prelievo forzoso si potrebbe parlare molto nel corso dei prossimi anni, anche perché a livello europeo un piano di salvataggio analogo è in via di costruzione ormai da tempo. 

Dott. Dario Marchetti
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