Come difendere il proprio conto corrente dal prelievo forzoso
Il tema del prelievo forzoso dai conti correnti continua ad agitare il sonno di molti risparmiatori europei. Le immagini provenienti da Cipro, ove nel 2013 la Trojka (FMI, BCE e UE) aveva preteso un intervento nell'ordine del 38% sui conti correnti di chi aveva più di 100mila euro, sono rimaste sempre presenti nell'opinione pubblica, tornando ad aleggiare ogni volta che il sistema bancario è sottoposto a forti tensioni. Come sta succedendo in questi giorni in Grecia, con lo spettro del default di Atene ad aleggiare sui cieli europei, con la possibilità di un contagio verso le banche di quei paesi che si sono maggiormente esposti verso il paese ellenico. Come l'Italia, appunto.
L'introduzione del Bail-in in Italia
L'introduzione del Bail-in in Italia, ovvero la possibilità di sottrarre fondi dai conti correnti sopra una certa soglia, ha spinto l'Associazione Difesa Consumatori a lanciare l'allarme. In pratica il nostro Paese ha accolto una direttiva dell'Unione Europea con la quale in caso di difficoltà finanziarie Bankitalia potrà prelevare denaro direttamente dai correntisti privati, anziché dalle casse pubbliche (Bail-out).

(Il prelievo forzoso potrebbe presto diventare realtà in Italia)
Un provvedimento già passato al Senato e ora in discussione alla Camera dei Deputati, in forza del quale le sofferenze che sono attualmente nella pancia degli istituti bancari potrebbero presto essere ricoperte con i risparmi degli italiani.
L'allarme di ADICO
L'allarme lanciato dall'ADICO, si fonda in particolare sul fatto che nel nostro paese il carico delle sofferenze bancarie ha ormai raggiunto i 330 miliardi di euro. Una massa imponente che potrebbe presto travolgere il sistema bancario tricolore, rendendo possibile l'ipotesi del Bail-in, ovvero il prelievo forzoso. E' stato Carlo Garofolini, presidente dell'associazione, a dichiarare che sarebbe vergognoso far pagare il dissesto del sistema bancario ai correntisti, del resto già gravati da costi molto più alti di quelli in voga nel resto del continente.
Come difendersi dal prelievo forzoso
Nel caso la Legge di delegazione europea 2014 che introduce il Bail-In fosse definitivamente approvata, almeno per il momento si troverebbero a rischio soltanto i depositi con un importo superiore ai 100mila euro. Si tratterebbe di una operazione del tutto legale, contro la quale il correntista non potrebbe in pratica fare nulla. Chi si trova in questa fascia, potrebbe provare a spezzettare il suo conto aprendone un secondo e riportando quindi il totale del primo sotto la soglia di pericolo, ma anche in questo caso il proprio capitale non sarebbe totalmente al riparo.
Proprio per questo motivo, gli esperti consigliano come migliore alternativa praticabile lo spostamento di almeno una parte dei propri risparmi in un conto deposito. Una ipotesi resa forte dalla protezione accordata a questi strumenti finanziari da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi, costituito nel 1987 in modo da garantire una copertura massima fino a 100.000 euro. Una ipotesi resa appetibile anche dalla possibilità di strappare interessi migliori rispetto ad altri prodotti di questo genere.
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