Come avere un fido: requisiti e procedure
Le aziende, per lo svolgimento della loro attività hanno di frequente bisogno di mezzi finanziari atti a coprire quello che viene definito il vuoto di risorse del ciclo monetario. Ricorrono quindi alla richiesta delle varie forme di finanziamento possibili e presenti sul mercato. Tali risorse possono essere proprie o di terzi. L' impresa che decide di far ricorso al credito bancario sotto qualunque forma deve prima avere la fiducia dell' ente creditizio: questa fiducia può prendere il nome di fido bancario.
Caratteristiche del fido
Per fido, secondo il Testo Unico Bancario, si intende il massimo importo che la banca è disposta ad accordare sotto forma di credito ad un cliente che ne abbia fatto richiesta, dopo averne accertato le capacità di reddito, finanziarie, patrimoniali e le doti morali.
Il fido potrà essere:
- generale: se è stato concesso per tutti i tipi di operazioni;
- particolare: se la banca ne stabilisce uno con ammontare diverso per ogni operazione;
- diretto: se il cliente utilizza direttamente il fido e ne è l' unico responsabile. La banca potrà rifarsi solo su di lui in caso di inadempimento;
- indiretto: il cliente cede alla banca i propri crediti, ma è obbligato di regresso, insieme al debitore principale; quindi la banca può rivalersi sia sull' uno che sull' altro, avendo doppia possibilità di riscuotere il suo credito.

(Particolare attenzione rivestono le caratteristiche personali dell' imprenditore e dei soci)
Ovviamente sono le imprese di maggiori dimensioni e con maggiore potere contrattuale ad ottenere con più facilità la concessione di un fido, mentre quelle più piccole incontrano sempre maggiori ostacoli per ottenere la fiducia. Per venire incontro ai bisogni delle società più piccole, le piccole e medie imprese hanno la possibilità di ricorrere ad associazioni nate con l' intento di rispondere a questa esigenza: i consorzi fidi.
Questi consorzi hanno di frequente la sede presso le varie associazioni di categoria. L' idea di base è semplice: unendo le forze più aziende piccole o medie possono guadagnare maggiore credibilità e hanno più possibilità di vedersi riconoscere un fido bancario, ma anche altri tipi di finanziamento a condizioni vantaggiose. Oltre alla maggiore consistenza patrimoniale e reddituale data dall' unione di più soggetti i consorzi di fidi forniscono alle banche un' importante garanzia: i confidi si assumono infatti la responsabilità di indennizzare le banche in caso di inadempimento da parte dei loro associati.
Requisiti per l' affidabilità
Prima di concedere un fido bancario, la banca indaga accuratamente per verificare la situazione reddituale, patrimoniale, finanziaria e personale del richiedente.
Per quanto riguarda l' azienda, la banca valuterà attentamente le capacità patrimoniali e finanziarie. Sono questi i parametri fondamentali per un istituto bancario. Le capacità reddituali non garantiscono infatti una capacità specifica di adempiere alle obbligazioni in un determinato periodo, indicando la sola capacità di adempiere in senso lato. Gli istituti bancari valutano con attenzione anche quello che in gergo viene definito cash flow: il reddito generato dalla gestione di esercizio. Ovviamente si presterà attenzione anche al settore in cui opera l' azienda, tenendo conto degli andamenti del mercato. I fidi possono essere concessi dietro tre tipologie di garanzie come si evince dallo schema.
| DIETRO GARANZIE REALI | PEGNO O IPOTECA |
| IN BIANCO |
NESSUNA GARANZIA REALE, L' AFFIDABILITA' DEL CLIENTE FUNGE DA GARANZIA |
| A RISCHIO RIDOTTO |
ASSISTITI DA GARANZIE PERSONALI:FIDI E FIDEIUSSIONI |
Gli istituti bancari tendono poi a dare molta importanza a quelle che vengono definite come le doti morali e personali dell' imprenditore dell' azienda e dei soci. Nello specifico la banca valuta proprio le capacità personali dei singoli di gestire l'attività, di rinnovarsi, ma anche la correttezza commerciale e la storia creditizia personale dei singoli.
Infine la banca deve scongiurare il rischio, sempre in agguato, che il cliente abbia richiesto l' affidamento anche ad altri enti, esponendosi così oltre quanto risaputo dalle banche stesse. Per evitare il fenomeno dei fidi multipli, le banche sono tenute a dare immediata comunicazione dell' accettazione del fido alla Centrale Rischi.
Procedura per ottenere un fido
Per ottenere un fido bisogna, ovviamente recarsi in banca e presentare la propria richiesta. Formale richiesta deve pervenire all' istituto da parte dell' amministratore e bisogna consegnare alla banca tutta la documentazione reddituale e patrimoniale degli ultimi 2 o, a volte, 3 esercizi. C'è poi bisogno di tutti i documenti personali e di reddito dell' amministratore e di eventuali soci. In genere la domanda di fido deve essere accompagnata da una dichiarazione dell' azienda, una sorta di relazione nella quale si spiega per grandi linee la motivazione della richiesta. L' istituto, dopo aver fatto firmare all' amministratore i moduli per il trattamento dei dati personali, provvederà ad analizzare i documenti.
L' istruttoria di fido si compone di quattro fasi:
- accertamento della correttezza e veridicità dei dati forniti dal cliente;
- analisi qualitative;
- analisi quantitative;
- relazione di fido.
Nella relazione di fido, che avviene solo in fase di accettazione della richiesta, viene indicato il livello di fido accordabile, e quindi, l' importo che sarà messo a disposizione dell' azienda richiedente.
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