Crisi Alitalia: il Governo vaglia la possibile soluzione in relazione a un prestito, pare che la svolta arrivi da Poste Italiane
La nota compagnia aerea nazionale Alitalia si trova sull'orlo del fallimento, con 1,3 miliardi il debito. A un passo dall'essere acquistata da Air France, i vertici dirigenziali di quest'ultima hanno successivamente sentenziato di non essere disposti a farsi carico del debito in totale, così come l'Eni si è mostrato indisponibile a proseguire un ulteriore credito a riguado del carburante.
La situazione, giunta dunque allo stato di emergenza e con il rischio di portare Alitalia alla licenza provvisoria con successiva messa a terra dei 140 aerei della compagnia, è passata nelle mani del Governo, riunitosi a Palazzo Chigi l'8 Ottobre 2013 in comitato d'emergenza in relazione all'analisi della situazione, in modo da arrivare alla definizione di procedure di intervento idonee.
Fra queste sono state vagliate differenti soluzioni: dall'intervento del Tesoro, alla Cassa Deposito Prestiti o attraverso un prestito. Proprio quest'ultima, è stata ritenuta la decisione meglio fattibile.
Lo soluzione dei bond
Allo scopo di risolvere la crisi Alitalia, il Governo ha pensato ad una prima soluzione consistente nell'emissione e nella sottoscrizione di appositi bond per cui Alitalia otterrebbe liquidità in cambio del pagamento di cospicui interessi.
Se alla scadenza delle obbligazioni fosse impossibile la restituzione, i bond verrebbero convertiti in azioni. Si tratta di una soluzione che non costringerebbe così lo Stato a intervenire nel capitale e farsi carico dei debiti Alitalia, cosa che invece vorrebbero Air France e le banche, poichè l'ingresso governativo nell'azionariato significherebbe prendere carico pro quota del debito.
A questa soluzione, si è recentemente accostata una proposta in arrivo dalla nota società che si occupa del servizio postale italiano ovvero Poste Italiane.
La soluzione di Poste Italiane
Il Gruppo Poste Italiane potrebbe contribuire al salvataggio Alitalia con un finanziamento di 75 milioni per l'aumento del capitale a 300 milioni complessivi.
Agli attuali soci si chiederebbe dunque ulteriori 125 milioni, di cui circa 75 provenienti da Air France-Klm.
Lo Stato garantirebbe ulteriormente sui debiti per altri 75 milioni sommati a nuove linee di credito fornite dalla banche per 200 milioni.
Una soluzione che però, andrebbe a gravare, come se non bastasse, sulle tasche dei contribuenti italiani, che si accollerebbero miliardi di euro di debiti e di oneri per gli ammortizzatori sociali.
Le critiche di British Airways
Contro la soluzione di Poste Italiane si è scagliata Iag, la holding che controlla la nota compagnia area del Regno Unito British Airways, definendo illegali gli aiuti ritenuti "di Stato", additando al protezionismo e chiedendo l'intervento dell'Unione Europea.
La vicenda Alitalia sta infatti diventando un caso tra l'opinione pubblica internazionale, secondo cui l'Italia avrebbe bisogno di investitori esteri anzichè chiudersi in una politica etichettata come nazionalista e fallimentare, all'interno di un clima già compromesso da svantaggi, peso fiscale, alti costi energetici e ingerenze politiche.
Ma sembra che i soci Alitalia abbiano ormai deciso per l'apertura a Poste Italiane per l'aumento del capitale a 300 milioni e con 30 giorni di tempo, a partire dalla data del 16 Ottobre 2013, per la sottoscrizione delle azioni di nuova emissione.
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