L'86% degli immigrati dispone di un conto corrente

Ben l'86% degli immigrati in Italia dispone di un conto corrente, bancario o bancoposta, un dato che conferma il sempre più elevato grado di integrazione di molti cittadini provenienti da altri paesi nella nostra economia, soprattutto nella parte settentrionale del paese.

L'integrazione degli immigrati è uno dei grandi temi che le società moderne, soprattutto quelle dei paesi più avanzati, debbono cercare di risolvere. Un tema che va visto come un problema, per le tensioni sociali che l'arrivo di una massa ingente di persone provenienti da altre culture può comportare (basti vedere al riguardo quanto successo a Tor Sapienza nelle ultime settimane), ma anche come una evidente opportunità sotto il profilo economico. Una opportunità soprattutto per le aziende che sono chiamate a prestare servizi necessari alla vita di ogni giorno delle persone che decidono di cercare fortuna in paesi come il nostro. Il settore bancario, in particolare, è uno di quelli che è chiamato a fornire gli strumenti necessari per consentire a queste persone di partecipare a pieno titolo alla vita del nostro paese.
L'integrazione, infatti, non può che avvenire anche tramite l'uso degli strumenti finanziari più adatti per sopperire alle necessità di movimentare soldi da parte dei nuovi arrivati, soprattutto sotto forma di rimesse per le famiglie rimaste nel paese di origine.

Sempre più immigrati usano il conto corrente

(Sono sempre di più gli immigrati che usano il conto corrente)

Tra questi strumenti, il più importante è naturalmente il conto corrente. Al proposito, va rilevato come in base ai dati disponibili, nel corso del 2013, ben l'86% degli immigrati nel nostro paese avesse a disposizione un conto corrente, raggiungendo un totale di 2,5 milioni tra quelli bancari e il bancoposta. Un netto progresso rispetto al 61% fatto segnare solo tre anni prima e il quale va ad attestare come ormai molti cittadini di altri paesi che sono arrivati in Italia nel corso degli anni, facciano parte a pieno titolo della vita economica del paese. Anche l'utilizzo dell'Internet banking è praticamente raddoppiato dal 2010 ad oggi, raggiungendo il 40%. Molti dei migranti hanno riversato le loro preferenze sulle carte prepagate con IBAN e sulle carte PostePay, ritenute con tutta evidenza più congrue per la propria situazione rispetto al conto corrente tradizionale. Nel mese di dicembre del 2012, un immigrato su tre disponeva quindi di una carta prepagata.
Per quanto concerne la distribuzione territoriale, si può facilmente notare come i titolari di conto corrente o di carta prepagata siano concentrati in particolare nella parte settentrionale del paese, 68 per cento, contro il 25 per cento dislocato nel centro e appena il 7 per cento fatto registrare nel Meridione. Un dato che conferma la concentrazione dei migranti al Nord, per ovvi motivi legati alla presenza di industrie che impiegano largamente manodopera proveniente dall'estero, ma che confermano anche i livelli di maggiore integrazione, anche dal punto sociale ed economico che si registra nella parte settentrionale del paese.  
Molto interessante anche il dato relativo alla provenienza geografica dei possessori di conti correnti, coi latino-americani in testa, seguiti dagli europei e dagli africani. Nei posti bassi della classifica, asiatici, oceanici e nordamericani, un dato che rispecchia anche il minor numero di migranti provenienti da queste parti del mondo.

Dott. Dario Marchetti
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