Android Pay è la soluzione di Google per il mobile payment
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Lo sviluppo di Apple Pay e Samsung Pay, ha spinto anche altri grandi gruppi ad affrettarsi per non lasciare alla concorrenza un campo promettente come quello dei pagamenti digitali. Se Microsoft ha pensato a Tap to Pay, una funzione aggiunta a Windows 10, anche Google sta ora valutando con estrema attenzione il modo migliore per entrare nel mondo del mobile payment. In particolare, Big G sterebbe riflettendo su un sistema di pagamento integrato direttamente nel sistema operativo Android con API aperte agli sviluppatori. Un orientamento che però deve fare i conti con il problema rappresentato dalla sicurezza dei dati, un aspetto sul quale non è lecito scherzare.
Lo sviluppo impetuoso del mobile payment
La possibilità di poter pagare gli acquisti tramite dispositivi mobili, che consente di non dover portare sempre con sé la carta di credito, con il rischio di perderla o vedersela sottratta, è ormai guardata con evidente favore da una massa consistente di consumatori. Un orientamento che ha spinto anche il colosso di Mountain View a valutare una soluzione di livello per entrare nel mondo del mobile payment, coi livelli qualitativi che sono consueti per Big G.

(Google punta anche su Android Pay per il mobile payment)
Un orientamento ufficializzato da Sundar Pichai, SVP Product di Google, nel corso di una intervista rilasciata al MWC. L'intenzione della società sarebbe di portare nuove opzioni di pagamento sicure all'interno del sistema operativo Android.
Una mossa decisiva
Questo orientamento, in effetti, costituirebbe un grosso passo in avanti, poiché integrare direttamente un sistema di pagamento nel sistema operativo aprirebbe una strada diversa da quella intrapresa da Apple e Samsung. Non un servizio di pagamento dedicato, bensì il software di base per un sistema di questo tipo, in modo da offrire un'altra API all'interno di Android. Molti sviluppatori di terze parti potrebbero di conseguenza essere incentivati a sviluppare i loro sistemi di pagamento, basandosi proprio sulla direzione impressa da Google.
Il problema di questo approccio
Va però messo in rilievo come l'apertura di una piattaforma al pubblico comporti rischi relativi ai dati di pagamenti dei consumatori. Nel caso infatti si perdesse il proprio dispositivo, o lo stesso venisse infettato da un virus, i pericoli per i dati sensibili dell'utente sarebbero molto elevati. Proprio questa considerazione, comporterà quindi un duro lavoro sulla sicurezza. Lo stesso Sundar ha dal canto suo spiegato che le informazioni sensibili verranno memorizzate solo localmente, ovvero soltanto sul dispositivo usato cercando magari di approntare un'ulteriore protezione. In tal senso, si penserebbe in particolare a soluzioni come un sensore di impronte digitali o al riconoscimento facciale.
Intanto Wallet va avanti
Va precisato che il nuovo progetto di Google, è totalmente indipendente, con tutta evidenza, da quanto il gigante di Mountain View sta portando avanti con Google Wallet, ormai disponibile da tempo. Il sistema di pagamento sta infatti godendo del fatto di essere il dominus per la maggior parte dei servizi a pagamento del gruppo, tra cui il Play Store, rafforzando sempre più la sua popolarità.
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